Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Downton Abbey

Mi ispirava la clip di questo film, e così oggi pomeriggio in quattro e quattr’otto ho vinto le mie innumerevoli resistenze e sono andato al cinema a vederlo.

Lo consiglio.

Una deliziosa favoletta nella quale alla fine tutto va a posto, tutto si sistema, come nelle migliori tradizioni inglesi.

Ed è proprio questo forse il messaggio subliminale del film: il rispetto delle regole, delle tradizioni, delle diverse posizioni sociali alla fine paga, rende il mondo ordinato e vivibile. La stessa campagna inglese dello Yorkshire ne è un emblema.

Non c’è disordine sociale nel film (unica eccezione, una retata della polizia in un locale clandestino di omosessuali, ma alla fine anche questa “anomalia” verrà risolta, seppur in chiave personale), non c’è crisi economica: insomma, è una favola.

Ma, si sa, anche le  favole hanno la loro funzione, soprattutto se fanno passare un paio d’ore spensierate.

Nel cast, le donne la fanno da protaqonista.

Alla fine del film viene voglia di una tazza di tè, sorseggiata con la famiglia e gli amici, chiacchierando del più e del meno.

Una favola proprio.

 

27 ottobre 2019 Posted by | Film | | 10 commenti

200

Duecento.

Circa.

Sono gli insulti razzisti che riceve ogni giorno Liliana Segre (qui).

Ovviamente anonimi.

Cosa ci sarà nella testa di questa feccia umana (oltre al vuoto, s’intende)?

C’è un libretto che prima o poi devo convincermi a comprare. Si intitola Come si diventa nazisti. Si dirà che questi che insultano Liliana Segre sono solo poveri deficienti, ma anche se fosse così (ma non ne sono proprio sicuro) una massa di deficienti può diventare pericolosa, molto pericolosa. E può essere facilmente cavalcabile da chi deficiente non è.

Questo è il problema…

P.S.: temo che in Umbria sarà una debacle per il trio Conte-Di Maio-Zingaretti. Del resto in questi ultimi giorni non hanno dato una buona immagine di loro stessi, nella discussione sulla manovra finanziaria. Non fa eccezione ovviamente Renzi, che ha trovato il modo di continuare a rompere… le uova nel paniere. State sereni comunque, eh?

🙂

26 ottobre 2019 Posted by | Storie ordinarie | , | 2 commenti

C…! C….! C….!

Quando vedo/sento/leggo certe cose mi si frigge il sangue nelle vene!

I soldi?

I voti?

Le paturnie?

Vi auguro di non dovervi mai trovare di fronte a una risonanza magnetica che vi ritorna una diagnosi mortale, col che dobbiate dire: cazzo! Quelle erano tutte stronzate!

Non ho parlato con il mio compagno/la mia compagna.

Non ho giocato con mia figlia.

Non sono uscito con gli amici.

Non ho sorriso, invece di mostrarmi incazzato.

Ecco, scusate la franchezza, ma questo è quello che penso io.

Papale papale.

23 ottobre 2019 Posted by | Un po' di me | | 6 commenti

Condividere

Condividere.

La prima volta che ho sentito usare questo verbo a iosa è stato circa quindici anni fa.

Chi lo usava, però, lo intendeva come “essere d’accordo con quello che dico io“.

Se questo non accadeva, il verbo deviava quindi verso il suo secondo significato “in attesa della condivisione, non si fa nulla“.

Era tutto un tripudio di condivisioni.

Invece per me condividere ha un significato molto più profondo: significa vivere le cose insieme a un’altra persona.

20 ottobre 2019 Posted by | Un po' di me | | 5 commenti

Un po’ di me

Non c’è dubbio che dopo la terapia psicologica seguita negli ultimi due anni, la mia “tenuta” nei confronti della mia malattia sia migliorata.

Sono più tranquillo, ho meno ricordi “disturbanti” (anzi, direi che sono praticamente spariti) e anche il mio rapporto con il mio passato è diverso da prima.

Già, perché prima avevo un rapporto quasi morboso con il mio passato, e soprattutto con il periodo più bello della mia adolescenza, quello dagli undici ai quindici anni circa.

Abitavo in una palazzina in centro paese, una di quelle zone che – quasi magicamente – hanno mantenuto tratti caratteristici del passato: case vecchie, orti, qualche campo salvatosi quasi magicamente dalle lottizzazioni edilizie, un ruscello, insomma quasi un angolo di campagna.

Quella palazzina esiste ancora, e ogni tanto prendevo la strada che la costeggia e quando arrivavo alla sua altezza mi fermavo a osservarla e mi prendeva il rimpianto di quei tempi andati.

Qualche giorno fa, avviandomi per una delle mie camminate (dieci chilometri a volta, mica ciufoli eh!), ho fatto lo stesso percorso e a un certo punto mi sono accorto di avere superato la casa della mia adolescenza senza accorgermene.

La cosa mi ha stupito non poco e allora il giorno dopo ho rifatto lo stesso percorso e… per la seconda volta ho superato quella casa senza degnarla di uno sguardo!

Eh sì… ho pensato, sta a vedere che sono proprio guarito!

E allora il giorno successivo ho imboccato ancora la solita strada, ma stavolta mi sono sforzato di volgere lo sguardo verso quella casa: soltanto allora mi sono reso conto che la stavo osservando in modo diverso. Non c’erano più rimpianti in me, non vedevo più i fantasmi dei miei genitori, dei miei parenti, dei miei amici. Vedevo solo una normalissima casa che suscitava in me teneri ricordi di una vita vissuta come ho voluto e come ho potuto.

E’ la mia vita, sono i miei ricordi. Qualsiasi cosa mi accada, li porterò sempre con me. Non ho voglia di condividerli, perché nessuno capirebbe, e di certo si annoierebbe.

Va bene così.

P.S.: sì, finito il periodo biciclettaro ho iniziato a camminare. Due ore/due ore e mezza di camminata. All’inizio i muscoli delle gambe facevano male, adesso mi sono quasi abituato. Camminare da’ il tempo di pensare e riflettere.

18 ottobre 2019 Posted by | Salute, Un po' di me | , | 20 commenti

Brave ragazze

Sono andato a vederlo ieri pomeriggio.

Un film carino, senza tante pretese ma che fa passare un paio d’ore spensierate.

Le quattro protagoniste sono brave, e poi io c’ho un piccolo debole per Ambra, fin dalla sua partecipazione a Immaturi.

Il taglio femminile della regia secondo me si nota, e da’ un’impronta gradevole al film, che non è mai noioso.

Anche le figure di contorno sono ben caratterizzate.

E poi questo film – anzi, per essere precisi una scena di questo film – ha fatto da miccia a un sogno bellissimo che ho fatto stanotte e che ha reso migliore la mia giornata.

Forse ricorderò questo film anche per questo, in questo sabato 12 ottobre ormai trascorso.

Buona settimana a tutte/i.

Riccardo Cocciante – Celeste nostalgia

13 ottobre 2019 Posted by | Film, Ricordi, Rimpianti, Un po' di me | , , | 2 commenti

Immaginatevi…

… di avere un’azienda che produce, che so, biscotti.

Vi accorgete che i vostri dipendenti lavorano male e producono dei biscotti che fanno schifo, che ovviamente pochi comprano.

La vostra azienda sta fallendo.

Che fate?

a) licenziate metà degli operai, così imparano. Gli altri continuano a produrre biscotti che fanno schifo, ma la metà di prima. La vostra azienda probabilmente fallirà lo stesso;

b) dimezzate lo stipendio agli operai, così imparano. Alcuni se ne andranno, altri lavoreranno la metà, continuando a produrre biscotti che fanno schifo e la vostra azienda probabilmente fallirà;

c) cercate di capire i motivi per cui dalla vostra azienda escono biscotti che fanno schifo: se la colpa è dell’organizzazione del lavoro, dei materiali scadenti, dei dipendenti poco preparati o veramente fancazzisti. Il vostro obiettivo finale è produrre buoni biscotti con ottime materie prime e dipendenti motivati. Forse la vostra azienda si salverà.

Ecco, noi con il nostro Parlamento abbiamo adottato le prime due soluzioni.

Attendendo il fallimento della nostra azienda Italia…

P.S.: m’ha preso un improvviso attacco di insonnia.

 

11 ottobre 2019 Posted by | Politica | | 11 commenti

Rambo: last blood

Sabato scorso sono andata a vedere l’ultimo film di Rambo.

Premesso che, con le opportune distinzioni, a me non dispiace vede ogni tanto qualche film d’azione (cioè dove si sbudellano a vicenda), il copione seguito dai film di Rambo, dopo il primo, è sempre uguale.

Nel primo film, Rambo appare come il soldato disadattato che, reduce da una guerra particolarmente crudele, non riesce più a entrare in sintonia con le altre persone, che nel caso specifico sono rappresentati da un gruppo di agenti bastardi di una piccola città americana, e quindi reagisce nell’unico modo che conosce: scatenando una guerra che fa un mucchio di danni ma nessun morto.

Nei film successivi invece Rambo è alle prese con dei cattivacci che gli fanno girare le palle, di modo che ne uccide a bizzeffe e anche in quest’ultimo film accade questo. Il lieto fine poi spesso non esiste: Rambo sbudella o fa una macedonia dei cattivi, ma non è detto che tutti i buoni si salvino, come in questo caso.

I segni dell’età si vedono sul suo viso e sul suo fisico: c’è chi dice che il finale rimane aperto, ma non vorrei che nel prossimo film Rambo combattesse su una sedia a rotelle contro i cattivi gestori di una casa di riposo…

Da vedere? Mah… a chi piace il genere.

 

6 ottobre 2019 Posted by | Film | | 9 commenti