Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Ottimismo vs. pessimismo

Vi sono alcuni periodi caratterizzati da un inaspettato e inspiegabile ottimismo.

Questo è uno di quelli.

L’ottimismo è una cosa strana, perché ti permette di vivere la stessa situazione con uno spirito completamente diverso rispetto alle condizioni di vita “normali”.

Il pessimismo è più “normale”.

Però la figura dell’ottimista è legata al rischio, mentre quella del pessimista è legata alla prudenza.

L’ottimista è di destra; il pessimista è di sinistra.

L’ottimista è evasore fiscale (tanto lo sa che mica lo beccano); il pessimista è quello che paga le tasse (pure per l’altro…).

L’ottimista è sano; il pessimista è di salute cagionevole.

L’ottimista è allegro e felice; il pessimista è perennemente incazzato.

L’ottimista gira in SUV; il pessimista in utilitaria.

L’ottimista ci da’ dentro da Dio; il pessimista va in bianco una volta sì e l’altra pure.

Io mi sento un po’ pirla a essere ottimista, perché sono prudente, sono di sinistra, pago le tasse, sono malato, sono incazzato e giro in utilitaria.

Per quanto riguarda l’ultima caratteristica, beh… lassamo perdere…

Sound of Silence – Dana Winner, Simon and Garfunkel

 

24 settembre 2019 Posted by | Un po' di me | | 16 commenti

Quando cambi prospettiva

Da alcuni giorni ero ossessionato dall’avere fatto una gaffe, una clamorosa gaffe.

Ogni tanto ci pensavo e mi dicevo: “Ma com’è stato possibile che mi sia comportato così?” e ci stavo male, immaginandomi le facce delle altre persone presenti che osservavano il mio comportamento.

Poi stasera improvvisamente mi sono detto: “Ma perché mi faccio tante paturnie per l’altro giorno? A chi devo rendere conto del mio comportamento? Se mi sono comportato in un certo modo è perché in quel momento lo ritenevo giusto e naturale per me. Punto.

Chiamasi “cambio di prospettiva”: si sviluppa improvvisamente e libera la mente dalle paturnie inutili.

A quasi sessant’anni ce lo si può permettere…

 

22 settembre 2019 Posted by | Un po' di me | | 10 commenti

Martin Eden

Approfittando di un sabato “libero da tutto”, mi sono infilato al cinema a vedere questo film.

Conosco poco Jack London, l’unico suo libro che ho letto è Zanna Bianca.

Il film l’ho trovato interessante, ma non avendo letto il libro non saprei darne una corretta valutazione. Alla fine il protagonista mi sembra che diventi un po’ troppo allucinato, ma è una mia impressione.

Direi: da vedere se proprio non c’è niente di meglio.

 

22 settembre 2019 Posted by | Film | | 3 commenti

La versione di Fenoglio

Incuriosito dal vedere questo libro in prima fila in tutte le librerie, l’ho prenotato sulla biblioteca virtuale regionale (la Regione Emilia Romagna ha messo in piedi una biblioteca virtuale dalla quale si possono scaricare e-book e giornali).

Ho quindi sospeso temporaneamente la lettura de I fratelli Karamazov (che è di una pesantezza indescrivibile) e mi sono messo a leggerlo.

A pagina 20 mi sono detto: per fortuna che l’ho preso in prestito e non l’ho comprato (16,50 euro senza sconti, praticamente un furto).

A pagina 40 mi sono chiesto: e mo’ va avanti così fino alla fine?

A pagina 60 mi sono rassegnato: siamo a metà, facciamo in fretta a finirlo (plurale di buon auspicio).

Personaggi improbabili, scrittura piatta, dialoghi artefatti, nessuna trama.

Torniamo ai fratelli Karamazov, che è come scaricare un camion di sacchi di patate, ma almeno Fedor scrive meglio.

12 settembre 2019 Posted by | Libri | | 3 commenti

L’estate sta finendo…

.. e un anno se ne va, cantavano i Righeira nell’ormai lontano 1985.

E infatti per me non c’è niente come la fine dell’estate per marcare il passaggio da un anno all’altro.

E la fine dell’estate spesso non coincide con il 21 settembre, ma con il primo temporale che arriva improvviso tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, che porta con sé aria fresca e orizzonti segnati da neri nuvoloni densi di pioggia.

Se poi la fine dell’estate coincide anche con la fine delle ferie, allora il passaggio è ancora più marcato.

Chissà perché, ma da alcuni anni le estati mi sembrano sempre più brevi. Questa poi mi sembra sia stata brevissima: ho fatto sì e no due mesi e mezzo di bicicletta, e le salite mi sono sembrate più dure rispetto agli anni precedenti.

Ma per me questa estate ormai finita ha rappresentato anche un’altra cosa: la fine di una illusione.

Nove anni fa ho commesso un errore, anzi peggio: io che odio i vigliacchi, mi sono comportato come tale. Però non me ne sono accorto; sono stato insomma un vigliacco inconsapevole (che non è una scusante, sia ben chiaro).

Ebbene, questa estate ho coltivato l’illusione di poter rimediare a quell’errore, ma era appunto soltanto una illusione.

Ad alcuni errori è impossibile rimediare.

Così è la vita.

A mano a mano

8 settembre 2019 Posted by | Ricordi, Rimpianti, Smancerie pseudo-sentimentali, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 23 commenti