Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Noa

Fatico a osservare questa foto.

Il primo articolo che ho letto stamattina sul giornale è stato quello dedicato alla sua triste vicenda.

Ma la sua foto ha continuato a rimbalzarmi nella mente per tutta la giornata.

Il giornale non accennava a cosa le fosse successo da piccola, che avesse scatenato la sua condizione di sofferenza.

Ma qualsiasi cosa le sia accaduto, per lei deve essere stato talmente devastante da non poterne più reggere il peso.

Io non so “se poteva essere curata”. Non sono un medico e neanche uno psicologo. Sono sicuro che i suoi genitori abbiano tentato di tutto per salvarla, ma forse entrare in contatto con la sua mente era ormai impossibile.

Noa (un nome che ricorda mondi antichi, quasi leggendari) è tornata da dove tutti veniamo: dal nulla o da qualcosa che non sappiamo neppure immaginare. Ora si starà già dissolvendo oppure starà viaggiando verso quel mondo che il suo nome ci fa immaginare fantastico.

In qualsiasi posto sia, si merita tutto il nostro rispetto.

Patty Pravo – E dimmi che non vuoi morire

5 giugno 2019 Posted by | Storie ordinarie | , | 3 commenti

Una questione privata

Avevo letto commenti lusinghieri su questo libro, tanto lusinghieri da farmi quasi vergognare di non averlo letto prima.

E allora l’ho letto, e l’ho finito stamattina, prima della mia uscita in bici (praticamente la prima della stagione, sperando che il bel tempo resista).

Forse non l’ho del tutto capito, ma a me non ha fatto quella gran impressione che mi avevano anticipato.

E’ scritto bene ed è anche abbastanza coinvolgente, ma manca il finale. Alcuni sostengono che effettivamente sia incompiuto, ma già lo stesso fatto che si discuta se il finale sia completo oppure no la dice lunga.

Forse quando è uscito, nel 1963, avrà fatto discutere, perché Fenoglio racconta la resistenza da una prospettiva tutta privata, lontano dall’agiografia ancora diffusa. Racconta anche i limiti e i difetti degli uomini della resistenza, ma oggi è diverso: oggi quei limiti li conosciamo, ma ciò nulla toglie all’importanza di quella rivoluzione popolare, una delle poche della storia d’Italia.

 

3 giugno 2019 Posted by | Libri | | 3 commenti

Ho acquistato un paio di scarpe

Qualche giorno fa ho acquistato un paio di scarpe.

E allora? – direte voi – Tutti compriamo le scarpe!

Sì, ok – rispondo io – ma io ho visto che, essendo finalmente arrivata l’estate, avrei dovuto mettere le scarpe adatte, e mi sono accorto che quelle indossate finora sono rovinate, sciupate, consunte. Quindi ho deciso di acquistarne un paio di nuove, che mi servano per tutta l’estate.

E allora? – obietterete voi – E dove sta la notizia? Tutti compriamo le scarpe nuove quando ci accorgiamo che quelle vecchie hanno ormai fatto il loro tempo!

Sì ok – replico io – tutti voi acquistate tranquillamente le scarpe che vi servono per la stagione prossima. Perché sapete che arriverete in fondo a quella stagione, perché non pensate minimamente che possa accadervi qualcosa che interrompa la vostra “calzata”. Io invece in queste ultimi due-tre anni tutte le volte che mi recavo in negozio per acquistare le scarpe pensavo: “Ma arriverò a fine stagione? Non saranno soldi buttati questi?” e me ne uscivo senza comprare niente. Sono andato avanti così per due-tre anni, stagione dopo stagione. Tutte le volte che mi presentavo in negozio per curiosare mi aspettavo che la commessa mi dicesse: “Allora, si è deciso a comprare qualcosa stavolta?” Ecco, quando ho finito la terapia psicologica, sapete qual è stata la prima cosa che ho pensato? Ora mi compro un paio di scarpe! E l’ho fatto!

Ecco, questo è un piccolo esempio di come a volte io mi senta su un piano diverso rispetto agli altri.

Spesso su un piano parallelo, dove ci si può vedere, ci si può parlare, ma non ci si incontra mai.

Texas – Inner Smile

1 giugno 2019 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 2 commenti