Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Storia di Iqbal

Ho già parlato diverse volte della storia di IQBAL MASIH, il ragazzo pakistano ucciso nel 1995 dove che era diventato il simbolo della lotta allo sfruttamento del lavoro minorile.

Ma sento il bisogno di parlarne ancora, dopo aver letto questo libro.

Mentre leggevo la storia pensavo che sarebbe nostro dovere impedire che nel mondo vi siano altri bambini come Iqbal, costretti a lavorare in condizioni proibitive invece di andare a scuola e giocare (e ci sono pure quelli costretti a fare i bambini-soldato).

Ci fu un tempo (parlo degli anni settanta, perché negli anni sessanta ero troppo piccolo e negli anni ottanta era già troppo tardi) in cui quelli come me speravano di poter cambiare il mondo, o almeno di migliorarlo. Perché non ci dovevano più essere povertà, sfruttamenti, guerre. Anche quando facevamo politica nelle cose di tutti i giorni avevamo sempre questa sorta di afflato mistico, di tensione morale (mica tutti, ovviamente. Gli opportunisti c’erano anche allora).

Ma abbiamo fallito.

Se abbiano fallito gli uomini o le ideologie non lo so. So però che finché ci saranno ricchi troppo ricchi e poveri troppo poveri, ci saranno sempre anche gli Iqbal.

Perché gli Iqbal sono indispensabili per mantenere il nostro tenore di vita, che altrimenti non sarebbe compatibile con il resto del mondo, né dal punto di vista economico, né dal punto di vista ambientale. Noi ormai cosa produciamo? Noi distribuiamo soltanto e consumiamo. Consumiamo molto più di quanto sarebbe nelle nostre possibilità, ma le regole ce le siamo fatti da noi (ce la cantiamo e ce la suoniamo, per essere chiari) e allora il meccanismo regge; traballa, ma finora ha retto, bene o male.

Gli Iqbal non sono un incidente di percorso, non sono una deviazione dalla (nostra) retta via, ne sono parte integrante.

Attenzione però, non è che tutti siamo responsabili alla stessa maniera. E no, troppo comodo. C’è chi di responsabilità ne ha di più e chi ne ha di meno.Quello che differenzia la sinistra dalla destra sta proprio qui: prima cominciamo da quelli che hanno di più.

Alla faccia di chi dice che non c’è più differenza tra sinistra e destra.

Un amore così grande

5 Mag 2019 Posted by | Libri | | 1 commento