Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il bambino con la pagella

Questo bellissimo e tremendo disegno di Makkox spacca il cuore.

Ci pensavo ieri sera, perché la notizia – che in realtà risale al 2015 – ha fatto il giro di internet.

Ci pensavo mentre ascoltavo un coglione di sottosegretario leghista sparare le solite minchiate sull’invasione dei migranti.

Ci pensavo e mi dicevo: mia figlia a quattordici anni manco andava da sola in posta (non ci va neppure adesso, se è per quello) e questo qui ha affrontato un viaggio dal Mali.

Chissà quanta paura avrà avuto, chissà come avrà urlato quando avrà capito che il suo sogno si sarebbe spento in fondo al mare, chissà come avrà pregato.

E chissà come avrà sperato di potersi costruire una vita diversa, con in tasca quel suo piccolo, ingenuo passaporto che era la sua pagella scolastica.

Ascoltavo il coglione di sottosegretario leghista e pensavo: per risolvere questi problemi giganteschi occorre prima di tutto provare un po’ di empatia verso queste persone. Occorre prendere atto che noi siamo nati e vissuti in questa parte del mondo senza averne alcun merito. Avremmo benissimo potuto nascere dall’altra parte e su quel barcone ci saremmo noi.

Dobbiamo capire che questi non sono problemi dell’Italia e nemmeno dell’Europa, ma del mondo.

Ma il coglione di sottosegretario leghista continuava a starnazzare che ci sono sessanta milioni di persone che si muovono e che noi non possiamo mica prendercele tutte in carico e che il padre di quel ragazzo avrebbe dovuto metterlo su un aereo e mandarlo qui, perché allora noi sì che lo avremmo preso, ma così no, su un barcone no, e che diamine!

Sarebbe bastato che qualcuno gli dicesse smettila di dire stronzate, perché quando uno dice stronzate, non è che puoi controbattere con tanti ragionamenti. Se uno parla alla pancia della gente, tu devi diventare fermento lattico, altrimenti non hai speranze.

Ma cosa dovremmo rispondere a tutta la gente che ha votato il coglione di sottosegretario leghista?

Dovremmo forse dire che la risposta alle loro minchiate sta in Platone o Socrate? No, non possiamo, perché questi qui, che si ergono a difensori della cultura occidentale, manco sanno che erano questi due.

Dobbiamo essere più terra terra, perché altrimenti non capiscono.

E allora potremmo rispondere con la tipica affermazione che facevano i miei genitori quando arrivava a casa qualcuno di inaspettato, magari all’ora di pranzo: “Vieni, siediti, dove si mangia in tre, si mangia anche in quattro“.

Ecco, in queste poche, povere parole sta tutto il senso dell’accoglienza.

Ma questo il coglione del sottosegretario leghista non lo capirà mai… (almeno finché non si troverà lui stesso su un barcone)

18 gennaio 2019 Posted by | Storie ordinarie | | 4 commenti