Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Ma voi sapevatelo?

Siete mai usciti di casa di corsa, perché in ritardo, e arrivati a metà scala vi siete chiesti: “Ma ho chiuso la porta di casa?”.

Siete mai scesi dall’auto di corsa, perché altrimenti chiude il negozio che vende il pane e voi e tutta la vostra famiglia dovete cenare a base di crecher, e vi siete chiesti: “Ma ho chiuso l’auto?”

A me è successo tante volte, ma mi hanno spiegato che il rincoglionimento non c’entra niente.

Il fatto è – mi hanno spiegato – che quando la mente ha troppe cose a cui pensare, entra in uno stato di risparmio energetico, cioè compie automaticamente alcune operazioni di routine, mantenendo la concentrazione sulle cose importanti.

Quindi, se tornate indietro e scoprite che la porta di casa o la portiera dell’auto erano chiuse, anche se non vi ricordavate di averlo fatto, tutto normale.

Se invece erano aperte…

 

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31 gennaio 2019 Posted by | Questa poi... | , | 11 commenti

L’agenzia dei bugiardi

E’ meglio una bella bugia o una brutta verità?

Non ho alcun dubbio: meglio una bella bugia.

Del resto l’Italia è fondata sulle bugie (basta guardare le ultime elezioni e il governo che ne è sortito).

Il film è carino. L’idea di fondo è originale, ma poi si scopre che è un remake di un film francese del 2017, riadattato per noi italiani.

Il cast è ben assortito e amalgamato, ma qualche situazione è un po’ troppo “improbabile”.

In ogni caso, vale la pena vederlo, soprattutto perché in alcuni momenti ti fa pensare se il tradimento sia così diffuso.

Probabilmente sì, almeno così pare quindi un’agenzia specializzata in balle farebbe grandi affari.

Che poi raccontare balle è molto più difficile che raccontare la verità. Bisogna inventare, congegnare, perfezionare. E poi bisogna recitare, immedesimarsi, calcare la scena nel vero senso della parola.

Niente a che vedere con  la verità, che uno se la trova lì bell’e pronta.

E poi la bugia crea un mondo parallelo, quasi un sogno. E’ come entrare  in un’altra dimensione.

Insomma, elogio della bugia!

 

27 gennaio 2019 Posted by | Film | | 2 commenti

Il bambino con la pagella

Questo bellissimo e tremendo disegno di Makkox spacca il cuore.

Ci pensavo ieri sera, perché la notizia – che in realtà risale al 2015 – ha fatto il giro di internet.

Ci pensavo mentre ascoltavo un coglione di sottosegretario leghista sparare le solite minchiate sull’invasione dei migranti.

Ci pensavo e mi dicevo: mia figlia a quattordici anni manco andava da sola in posta (non ci va neppure adesso, se è per quello) e questo qui ha affrontato un viaggio dal Mali.

Chissà quanta paura avrà avuto, chissà come avrà urlato quando avrà capito che il suo sogno si sarebbe spento in fondo al mare, chissà come avrà pregato.

E chissà come avrà sperato di potersi costruire una vita diversa, con in tasca quel suo piccolo, ingenuo passaporto che era la sua pagella scolastica.

Ascoltavo il coglione di sottosegretario leghista e pensavo: per risolvere questi problemi giganteschi occorre prima di tutto provare un po’ di empatia verso queste persone. Occorre prendere atto che noi siamo nati e vissuti in questa parte del mondo senza averne alcun merito. Avremmo benissimo potuto nascere dall’altra parte e su quel barcone ci saremmo noi.

Dobbiamo capire che questi non sono problemi dell’Italia e nemmeno dell’Europa, ma del mondo.

Ma il coglione di sottosegretario leghista continuava a starnazzare che ci sono sessanta milioni di persone che si muovono e che noi non possiamo mica prendercele tutte in carico e che il padre di quel ragazzo avrebbe dovuto metterlo su un aereo e mandarlo qui, perché allora noi sì che lo avremmo preso, ma così no, su un barcone no, e che diamine!

Sarebbe bastato che qualcuno gli dicesse smettila di dire stronzate, perché quando uno dice stronzate, non è che puoi controbattere con tanti ragionamenti. Se uno parla alla pancia della gente, tu devi diventare fermento lattico, altrimenti non hai speranze.

Ma cosa dovremmo rispondere a tutta la gente che ha votato il coglione di sottosegretario leghista?

Dovremmo forse dire che la risposta alle loro minchiate sta in Platone o Socrate? No, non possiamo, perché questi qui, che si ergono a difensori della cultura occidentale, manco sanno che erano questi due.

Dobbiamo essere più terra terra, perché altrimenti non capiscono.

E allora potremmo rispondere con la tipica affermazione che facevano i miei genitori quando arrivava a casa qualcuno di inaspettato, magari all’ora di pranzo: “Vieni, siediti, dove si mangia in tre, si mangia anche in quattro“.

Ecco, in queste poche, povere parole sta tutto il senso dell’accoglienza.

Ma questo il coglione del sottosegretario leghista non lo capirà mai… (almeno finché non si troverà lui stesso su un barcone)

18 gennaio 2019 Posted by | Storie ordinarie | | 4 commenti

Quell’inusuale senso di… normalità!

Qualche settimana fa ho fatto i miei soliti esami del sangue di controllo.

Una mattina sono andato a ritirare l’esito in ospedale e, camminando verso il parcheggio, ho aperto la busta.

Ho iniziato a leggere riga per riga i diversi parametri, controllando se i miei valori stavano all’interno dei limiti prefissati.

Alla fine della lettura, ho provato una strana, insolita, inattesa sensazione: tutti i valori erano normali!

A dire la verità anche negli esami precedenti i valori erano a posto, ma stavolta, non so il motivo, mi sembrava una cosa diversa.

La settimana scorsa poi ho fatto una TAC: testa, torace e addome e oggi sono andato a ritirare il referto.

Mentre mi dirigevo verso l’auto, leggevo i risultati: tutto regolare, tutto nella norma, nessun segno di recidiva.

Anche le TAC precedenti erano regolari, ma anche stavolta mi sembrava diverso: ero stranamente felice.

Allora stasera mi sono psicanalizzato un po’ e mi sono chiesto: cos’ho provato di nuovo stavolta, rispetto a quelle precedenti? Sono più di due anni che faccio controlli e che si rivelano sempre negativi. Perché stavolta dovrebbe essere diverso?

Pensa e ripensa, sono arrivato a una conclusione: quella strana sensazione che ho provato prima alla lettura delle analisi del sangue e poi a quella della TAC era semplicemente un forte, anzi fortissimo desiderio di normalità.

Sì, ho bisogno di tornare a pensare, a vivere, a progettare come una persona normale.

Ho bisogno di essere una persona normale.

Ma per questo traguardo c’è ancora un passo che devo compiere.

Orsù…

Delirium Jesahel Sanremo

15 gennaio 2019 Posted by | Salute | | 7 commenti

Di virus, batteri, germi e ricordi

Sto bloccato a casa da una specie di influenza. Dopo due giorni di febbre a 39, oggi è in calo.

Spero che il vaccino, che quest’anno non mi ha protetto come negli anni precedenti, almeno ne accorci la durata.

Mi sono tornate in mente le influenze di quando ero bambino.

L’immancabile visita del medico che con la coda di un cucchiaio dava un’occhiata alla gola, le medicine dal gusto disgustoso, ma contemporaneamente quel senso di quiete e di protezione dato dalla presenza di mia madre.

I tempi, i suoni, le parole apparivano smorzati, attenuati; gli impegni sospesi, differiti; i cibi più invitanti, per superare l’inappetenza causata dalla malattia.

Perfino il sole sembrava che scaldasse di più, ma forse era soltanto il riscaldamento tenuto un po’ più alto del solito.

Semplici ricordi di un uomo influenzato…

La canzone dell’amore perduto

13 gennaio 2019 Posted by | Ricordi, Salute | , | 18 commenti

Cattivo

malo, malvagio, tramalvagio (arc.), bigio (arc.), croio (arc., fig.), malnato (fig., lett.), reprobo, improbo, nequitoso (arc.), niquitoso (arc.), rio (arc.), pravo (lett.) □ malacarne ● cattivone, cattivaccio □ cattivello, viziato ● erba cattiva, malerba, malapianta □ peste, birba (lett.), pestifero □ pecora nera ● meschino, gretto, basso □ spregevole, indegno, miserabile, abietto, tristo, tristoso (arc.), dolente (arc.), doloroso (arc.) □ tristanzuolo (lett.), tristarello (lett.), tristerello (lett.) □ ingrato □ viperino □ cinico □ malvolente (lett.), malvogliente (arc.) ● perfido, malevolo, maligno □ diabolico, luciferino, infernale □ velenoso □ rettile, serpe, serpente, tersite, drago (arc.) □ infido □ carogna, bastardo, fetente, puzzone (centr., fig.) stronzo (volg.), figlio di puttana (volg.), figlio di buona donna □ cane □ iena □ disgraziato, sciagurato □ cattivo soggetto, pessimo soggetto, poco di buono, sbandato □ malintenzionato □ mascalzone, filibustiere, canaglia, ribaldo, furfante, farabutto, marrano, maramaldo, delinquente, berrettino (raro, lett., fig.), birbone, briccone □ avanzo di galera, faccia patibolare □ sfruttatore, negriero (est.) □ da evitare, da cui è meglio stare alla larga □ malfamato ● [di donna] arpia, megera, strega, versiera (tosc.) □ cagna □ vipera, serpe, aspide ● orco □ cerbero □ mostro, belva, animale □  crudele, crudivoro (est., fig., arc.), diro (lett.) □ ferino □ scellerato, flagizioso (lett.), malferace (arc.) □ empio □ fello (arc.), fellone (arc.) □ aguzzino, torturatore, persecutore □ feroce, sanguinario, assetato di sangue □ sadico, perverso, curvo (arc., fig.) □ boia, macellaio □ nerone □ anima dannata, anima nera (come il carbone), tizzone d’inferno □ anticristo (est.) □ segnato da Dio (fig., pop.), segnato da Cristo (fig., pop.) □ diavolo, satanasso, diavolo dell’inferno □ genio del male, lucifero (raro, fig.), angelo del male □ incarnazione del diavolo, della malvagità, del male ● che non perdona, senza pietà, impietoso, duro, coriaceo, insensibile, disumano, implacabile, spietato ● [di animale] aggressivo, pericoloso, feroce ● [di azione, ecc.] brutto, pessimo, tremendo, atroce, terribile, terrificante, orrendo, nefando, scellerato, riprovevole, orribile, imperdonabile, iniquo, mostruoso □ oscuro, torbido ● vomitevole, vomitoso, ributtante, ripugnante ● [pref.] caco

Non chiedetemi cosa sono questi, perché si capisce benissimo: sono sinonimi del termine “cattivo“.

Ma d’ora in avanti a raggruppare tutti questi termini basterà citare il nome di quell’indomito assessore del Comune di Trieste, tale Polidori, che ha gettato nel bidone dei rifiuti i miseri stracci di un barbone.

Guardatelo bene: Rambo gli fa un baffo a lui. Ha il coraggio dipinto in faccia. Il pericolo gli fa il solletico.

Pensate a quanto lavoro avrebbe questo qui a Roma: hai voglia a gettare nei cassonetti tutta la spazzatura che sta in strada!

Voi vi/mi chiederete: ma questo qui secondo te è cattivo?

No, questo qui è semplicemente stronzo. Cattivi stanno diventando gli italiani: insensibili, meschini, menefreghisti.

Non c’è bisogno di parlare di stranieri o di barboni per accorgersene: basta girare per strada. La gente aspira i messaggi che arrivano dall’alto e si comporta di conseguenza.

Se Salvini può dire chissenefrega dell’Europa, io non posso dirlo del vigile, del pedone, del mio “subordinato” al lavoro, delle tasse da pagare?

Domani mattina ho convocato una riunione in ufficio tra i cosiddetti dirigenti aziendali. Una delle cose che voglio dire è che in azienda siamo tutti colleghi:  dal direttore (cioè io) alla signora che fa le pulizie. Perché sul piano organizzativo le mansioni si distinguono non tra chi sta in alto e chi sta in basso, ma tra chi è responsabile del proprio lavoro e chi è responsabile anche del lavoro altrui.

Ma è una battaglia persa.

Ho l’impressione che ci sia qualcuno che ha una gran voglia di guerra, ma uno come quel Polidori, che a fare la guerra se la fa sotto solo a nominarla. Sono i nostalgici dell’armiamoci e partite. Le guerre le fanno sempre gli altri, i poveri in prima battuta, cioè quelli che dalle guerre non hanno niente da guadagnarci, ma in molti casi sono i primi a volerle fare. Salvo accorgersi della fregatura quando è troppo tardi.

Vabbe’, ho sproloquiato abbastanza.

Vi saluto e buona settimana.

Mamma mia

Dimenticavo per le gentili signore: vi site riposate dopo la sfacchinata di stanotte?

6 gennaio 2019 Posted by | Guerra al terrore, Questa poi..., Storie ordinarie | , , | 1 commento