Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

M il figlio del secolo

Ottocento pagine non sono mica bruscolini (a leggerle, ma anche a scriverle, probabilmente).

Questo non è un romanzo storico, forse è una storia romanzata, dal 1919 fino agli inizi del 1925.

Il protagonista è lui, M come Mussolini.

Nel 1919, finita la guerra, una guerra nella quale politici ignavi hanno fatto massacrare centinaia di migliaia di italiani, l’Italia si ritrova piena di reduci delle più svariate tipologie: chi si è arruolato per spirito guerrafondaio, chi in guerra ci è stato trascinato senza sapere a cosa andava incontro, chi in guerra non ci voleva proprio andare.

Una miscela esplosiva, nella quale la storia si ripete: la sinistra si divide (socialisti moderati, radicali, unitari, comunisti) e il fascismo si sviluppa, finanziato all’inizio dagli agrari, fino a diventare regime dopo le elezioni del 1924, nelle quali mentre Mussolini tira dentro tutti nel listone fascista, la sinistra si presenta con 21 partiti separati).

Nel libro di Scurati il fondatore dei fasci di combattimento sembra quasi uno statista, l’unico del suo movimento che abbia una visione che va al di là delle manganellate agli avversari politici.

Lunga è la lista delle persone note che sostengono la violenza fascista, oppure che ne sottovalutano il pericolo: oltre al solito Gabriele D’Annunzio, Enzo Ferrari, Luigi Albertini (direttore del Corriere della Sera), Giovanni Giolitti (che il fascismo si illude di addomesticarlo), Papa Pio XI (che l’anno prima della sua elezione da arcivescovo di Milano ha benedetto i gagliardetti fascisti), Benedetto Croce (non smetterà di appoggiare il fascismo neanche dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti), Enrico De Nicola (allora presidente della Camera); Pietro Nenni e Piero Gobetti (tra coloro che lo sottovalutano); Curzio Malaparte, Luigi Pirandello.

Gli italiani sono affascinati da quest’uomo, che li bastona in testa, li calpesta nei loro diritti e gli racconta un sacco di balle.

Ma in fondo è quello che gli italiani vogliono: sentirsi fare delle promesse irrealizzabili, perché con quelle realizzabili non c’è gusto.

Forse che gli italiani sono, in fondo in fondo, naturalmente fascisti, senza bisogno di sforzarsi tanto?

Probabile, molto probabile.

Un libro da leggere con un occhio; l’altro deve rimanere puntato sulla realtà di oggi.

Frederick

 

 

9 dicembre 2018 - Posted by | Libri | ,

8 commenti »

  1. Sai qual’è la cosa che mi da più fastidio? Che quando si parla di qualcuno che c’è stato e che ha rappresentato un pezzo di storia, bella o brutta, del nostro Paese, se si è di un altra idea politica si parli sempre e solo male! C’è stato il male, ed è stato tanto, quando per manie di grandezza si volle alleare con la Germania appoggiando il nazismo, quando per liberarsi degli avversari politici ne decretò la morte, e tanti esempi di questo genere, ma non bisogna dimenticare che nel campo dell’edilizia e delle strade fece davvero grandi cose, creò l’INPS e l’INAIL, instaurò l’assistenza ospedaliera, creò l’ONMI l’opera nazionale della maternità e dell’infanzia, bonifico varie aree paludose dell’Italia, fece ce centrali idroelettriche e elettrificò le ferrovie, ed altre cose che ora non ricordo…..ma di queste non se ne parla mai!

    Commento di silvia | 9 dicembre 2018 | Rispondi

    • Anche Hitler asfaltò strade, costruì ponti, fece erigere monumenti…
      Forse non se ne parla perché i misfatti del fascismo (e del nazismo) furono molto maggiori dei meriti ed è per questo (forse) che l’Europa li teme ancora oggi. E l’alleanza con Hitler e le leggi razziali ne furono la logica conseguenza.

      Commento di aquilanonvedente | 9 dicembre 2018 | Rispondi

      • Personalmente non me la sento proprio di paragonare i due soggetti, comunque è solo il mio pensiero dato dal fatto che quando esamino le cose cerco di essere obiettiva, nel bene e nel male, al di fuori della politica che non sopporto in toto.

        Commento di silvia | 10 dicembre 2018 | Rispondi

  2. Quer puzzone der Benito, si nun avesse ispirato a quer fijo de ‘na miggnjotta de Hitlere, ‘e leggi razziali ( avallate poi da quer nano spennacchijato der re scjaboletta … ), e si nun se fosse spiccjato a entrà ‘n guera alleannose co’ ‘a Germania, convinto che l’ unni avrebbero chjuso le ostilità da vincitori ( e quinni luistesso, Duce e Buce, se sarebbe messo li panni der conte de Cavoure … come ne’ la guera de Crimea “da vincitore”), sarrebbe stato UN GRANNE STATISTA …. antro che quela caricatura de governante che è er Salvini, dux de la lega ladrona e poltrona, che a Mussolini nun jiè poterebbe nemmeno bacjà li piedi … senza stivaloni !!! 😀

    Commento di cavaliereerrante | 9 dicembre 2018 | Rispondi

  3. Mah ??? 😳
    Ma sine, caro er mio Aquilachenuncjèbajocca … er Duce ( e Buce ) sarebbe stato ‘no statista co’ li fjocchi se …. ! 😎

    Commento di cavaliereerrante | 9 dicembre 2018 | Rispondi

    • Se se…

      Commento di aquilanonvedente | 9 dicembre 2018 | Rispondi

      • Sissi … lo sarebbe stato, se non … ! 😀
        Mentre il Salvini, il dux e bux della lega ladrona e poltrona, non lo sarà mai ! 😦
        Arruffapopoli, sì … ladrone e poltrone ( nonchè chiappone ) sì, digrignatore di denti, agitatore di folle fasciste e seminatore di odio sì, ma statista … mai ! 😎

        Commento di cavaliereerrante | 10 dicembre 2018 | Rispondi


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