Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Volevo solo camminare…

E’ un periodo strano questo.

Qualche settimana fa, camminando per il centro del paese (cosa che faccio raramente) ho visto passare sul marciapiede di fronte una ragazza, compagna di classe di mia figlia alle scuole medie, mentre mangiava un gelato (le temperature qui al pomeriggio sfiorano a volte i 20 gradi, si vede in giro qualcuno ancora in maglietta a maniche corte). Camminava tranquillamente mangiando il suo cono, in compagnia del padre, un postino del paese. I due li vedo spesso camminare a piedi, perché il padre è invalido e non guida l’auto.

Osservandoli, sono stato preso da un moto di nostalgia: di quando anch’io camminavo per il paese in compagnia di mia figlia, oppure giravamo in bicicletta, o in moto. Cose che non accadono più da tempo.

Così oggi pomeriggio, terminato il lavoro, quando mia figlia, da bravo “martello pneumatico”, è riuscita a strapparmi l’acquisto di un paio di scarpe ed eravamo tutti e due pronti per uscire, le ho detto: “E’ inutile che prendiamo l’auto per andare in centro, dovendo poi girare come trottole per trovare parcheggio. Andiamo a piedi.

Non l’avessi mai detto.

Si è rifiutata categoricamente di uscire a piedi, continuando a chiederne il motivo (che era quello che già le avevo spiegato).

E così i suoi continui “Ma perché? Ma no!” con toni di voce sempre più striduli mi hanno fatto innervosire, mi sono svestito e ho concluso: “Se non sei neanche disposta a fare 500 metri a piedi, vuol dire che le scarpe non te le meriti proprio.

Lei è tornata a studiare e io a farmi i cavoli miei.

L’episodio però mi ha lasciato dentro un non so che di “amaro”.

Sappiamo che con i figli bisogna sopportarne di tutti i colori, ma non sono tanto sicuro che queste piccole ferite non lascino il segno.

Stasera, quando è venuta a scusarsi prima di andare a letto, ho accettato le scuse solo formalmente: non ho visto nel suo atteggiamento alcun segno di dispiacere per quanto accaduto. Anzi, mi ha pure chiesto perché ero arrabbiato.

Vuol dire che non ha capito un cazzo.

 

 

13 novembre 2018 Posted by | Rimpianti, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 22 commenti