Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Quest’estate…

… mi è scivolata tra le mani senza quasi accorgermene.

Ci pensavo oggi mentre riponevo nell’armadio alcune magliette, che ormai hanno terminato la loro funzione “vestibolare”.

Com’è stato che quest’ultima estate sia passata così velocemente?

Accade questo quando s’invecchia?

Mi pareva ieri che sudavo in bicicletta sulle strade delle nostre pianure e colline; che rovinavo a terra e rimanevo zoppicante per due settimane; che le figure, i rumori, gli spazi intorno a me apparivano ovattati dalla calura e dal riverbero del sole; che osservavo l’immensità del mare, sentivo il suo odore, ascoltavo il suo inconfondibile suono.

Quando si ha una malattia che mette a rischio la propria vita – dice la mia psicologa – mentre si è nella fase acuta le cure hanno anche un effetto rassicurante sul malato: che si sente sì in pericolo, ma contemporaneamente curato, seguito, coccolato quasi.

Quando passa la fase acuta e il pericolo si dirada, paradossalmente il malato si sente abbandonato e aumenta il senso d’insicurezza.

E’ proprio quello che sta accadendo al sottoscritto: mentre vengono “disattivati” i ricordi negativi; mentre i controlli sono negativi e si fanno più radi; mentre si torna sempre un poco di più alla vita normale, ecco che si fa strada un senso d’insicurezza che pervade ogni momento della vita.

Ci si guarda indietro e si ha l’impressione di non aver vissuto, di non aver vissuto abbastanza: dov’è finita l’estate? Dove sono finite quelle persone che pensavo di avere ritrovato e che invece se ne sono andate di nuovo?

Non c’è risposta a queste domande: si spera soltanto di poter tirare fuori dall’armadio ancora le stesse magliette, la prossima estate.

Luglio

22 ottobre 2018 Posted by | Ricordi, Rimpianti | | 7 commenti