Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Si chiamava Marbella Ibarra…

… era un avvocato e una pioniera del calcio femminile nel suo Paese, il Messico.

Scomparsa un mese fa, l’hanno ritrovata morta, con segni di tortura sul corpo.

Per quale motivo? Non si sa.

Si muore anche così nel nostro bislacco mondo, in uno dei Paesi più violenti e più poveri, ovverossia con maggiore divario sociale tra i più ricchi e i più poveri, dove solo il 14,6% della popolazione ha un reddito che copre l’80% delle sue necessità e dove il tasso di povertà della popolazione indigena risulta superiore a quello dei non indigeni.

Si muore così, nel “cortile degli Stati Uniti”, terra di conquista economica e politica.

La notizia della morte di Marbella Ibarra l’ho trovata confinata in una pagina interna del giornale, nelle notiziole provenienti dall’estero. Dopo una ventina di pagine di Salvini, Di Mai, Conti e compagnia bella.

Già, perché noi siamo tutti presi con i nostri redditi di cittadinanza, con i nostri condoni, con i nostri dalli all’extracomunitario.

Oggi a pranzo abbiamo concordato che sabato prossimo andremo a un incontro nella mia provincia con i rappresentanti di Intercultura, per verificare la possibilità per mia figlia di iniziare il percorso per un periodo di studio all’estero.

Spero che acquisisca la consapevolezza che in Italia non c’è futuro.

Se non per lei…

Questione di feeling

 

21 ottobre 2018 Posted by | Storie ordinarie | | 7 commenti