Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il giardino dei Finzi-Contini

Un romanzo fine e delicato, che però non è riuscito a entusiasmarmi.

Sinceramente, mi aspettavo di più.

Il tenero ricordo del rapporto di un giovane con una famiglia dell’alta borghesia ferrarese: la casa, il giardino, il padre, il figlio Alberto e la figlia Micol, della quale s’innamorerà, non ricambiato.

Tutto qui, non mi ha lasciato dentro niente di particolare questo libro, anche se la quarta di copertina dice che il romanzo “è entrato nel cuore dei lettori”.

Quando non apprezzo un’opera importante mi viene sempre il sospetto di non avere capito una beata mazza di quello che ho letto, di non avere gli strumenti giusti per apprezzarla, e allora mi dico: me la rileggerò fra dieci o vent’anni. E a volte l’ho fatto, come per esempio con Il maestro e Margherita e ne ho ricavato sensazioni completamente diverse.

Chissà, forse lo farò anche con questo.

Però un merito questo libro l’ha avuto: è come se mi avesse aperto una finestra su ricordi di alcuni anni fa.

Così pensavo oggi mentre, in auto, tornavo dal cinema: ma rileggere un libro che non è piaciuto non sembra un po’ come tentare di fare rinascere un amore ormai defunto?

Pensieri disarcionati, eh?

Vabbe’…

Ancora ancora ancora

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20 ottobre 2018 - Posted by | Libri, Pensieri disarcionati, Ricordi, Rimpianti | , ,

16 commenti »

  1. Io di Bassani ho letto “Gli occhiali d’oro” e mi è piaciuto molto.

    Commento di lettricetecnologica | 21 ottobre 2018 | Rispondi

  2. Si tratta sempre di gusti personali, certo se ti aspettavi azione e colpi di scena questo non è di certo il libro adatto 😉

    Commento di silvia | 21 ottobre 2018 | Rispondi

    • Mi aspettavo un maggiore legame con le vicende dell’epoca, questo sì.

      Commento di aquilanonvedente | 21 ottobre 2018 | Rispondi

  3. Io lo lessi anni or sono e, francamente, non ricordo l’effetto che mi fece. Mi rimase impressa solo una scena, quella in cui muore un familiare di Micol (non ricordo chi), nel suo letto, di malattia, e il commento è che, di fronte allo strazio di quella malattia e quella morte, nessuno avrebbe immaginato che era il più fortunato, quello che avrebbe avuto la morte migliore. Agghiacciante.

    Commento di Diemme | 21 ottobre 2018 | Rispondi

    • Alberto, il figlio, muore di linfogranuloma nel 1942 ed è l’unico sepolto nella tomba di famiglia. Il resto della famiglia viene deportato in Germania nel 1943 e “chissà se hanno trovato una sepoltura qualsiasi”.

      Commento di aquilanonvedente | 21 ottobre 2018 | Rispondi

  4. A me, invece, piacque ( e piace ogni volta che lo rileggo ) il libro “autobiografico” del grande Giorgio Bassani. e mi è piaciuto tantissimo anche il film di De Sica, che che vinse il premio Oscar nel 1971, ma che lo scrittore all’ epoca NON apprezzò, tanto da far cancellare il suo nome nei titoli di testa !!! 😦
    Parlo del film con Romolo Valli, Dominique Sanda, Helmut Berger, Lino Capolicchio, Fabio Testi … un film che, a chi non lo abbia visto, consiglio vivamente di vedere !
    😀
    °°°

    Commento di cavaliereerrante | 21 ottobre 2018 | Rispondi

    • Dici che debbo vedere anche il film?

      Commento di aquilanonvedente | 21 ottobre 2018 | Rispondi

      • Sì … lo devi rivedere, e se clicchi sul link qui da me fornitoti/vi … te lo rivedi “aggratis” ! 😀

        Commento di cavaliereerrante | 21 ottobre 2018 | Rispondi

  5. Io l’ho letto due volte come compito alle scuole medie e al liceo, e devo dire che non saprei… è uno dei libri chr ricordo meglio proprio perchè l’ho riletto, cosa che non faccio mai… e così facendo alla trama mi sono affezionata… non è un capolavoro, ma ha una grande morale o frasi che rimangono impresse, ma è un pezzo di storia… di Bassani ho letto anche Dietro la porta e Gli occhiali d’oro, il primo mi è piaciuto più di tutti e tre 🙂

    Commento di Ehipenny | 24 novembre 2018 | Rispondi


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