Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Follow up di settembre

E con la visita dall’otorino di oggi si sono conclusi pure i controlli settembrini.

Finora tutto ok: nessun segno di ripresa della malattia.

In questi controlli, come in quelli di luglio, ero stranamente tranquillo, forse troppo.

Non so fino a che punto questo sia positivo: in caso di complicazioni, la delusione sarebbe tremenda.

Nel frattempo continuo con la terapia dalla psicologa: desensibilizzazione dei ricordi negativi (e sono tanti).

E poi ho tante altre cose alle quali pensare.

Però mi rimane dentro un senso di precarietà che prima non avevo: è come se avessi un contratto a tempo determinato con la vita (ora non ditemi che lo sono tutti, perché c’è termine e termine…). Lo sento soprattutto quando sono fuori casa, in mezzo alle altre persone. E’ come se mi sentissi un alieno, come se fossi tornato da una missione nello spazio e avessi evitato per pura fortuna un buco nero, nel quale sarei potuto affogare, ma che ormai mi segue minaccioso, pronto a fagocitarmi in un attimo.

Perché se il cancro si dovesse ripresentare (sotto forma di recidiva o di nuovo tumore), accadrebbe proprio in un attimo.

Non so se questo senso di precarietà si potrà desensibilizzare, non credo. Ci dovrò convivere per tutto il resto della mia vita (qualsiasi sia la sua durata).

Ma per il momento non pensiamoci. Godiamoci questi ultimi giorni di sole di questo avvio autunnale.

 

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25 settembre 2018 Posted by | Salute | | 13 commenti