Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Incompatibilità

Qualche giorno fa mi sono fermato a pensare sui motivi della mia ormai evidente incompatibilità con il genere umano (con quello animale non saprei…).

Il fatto è – penso – che ormai io e il 99,99% delle altre persone abbiamo priorità diverse nella vita.

Non è che io non mi preoccupi o non mi arrabbi per le umane cose: mi  preoccupo e mi arrabbio, ma è come se queste cose mi scivolassero addosso.

Come se, in fondo, poco me ne interessasse, ecco.

Qualche giorno fa, mentre mi recavo a ritirare l’esito dell’ultima TAC, mi chiedevo: e se ora si evidenziasse una recidiva? Che senso avrebbero tutte le cose che sto facendo, le cose che non voglio fare, i soldi, i viaggi e le altre bischerate del genere?

Non so se mi sono spiegato.

P.S.: questa tavola di Linus è fantastica.

29 luglio 2018 Posted by | Un po' di me | | 3 commenti

Marchionne

Lo so che giornalmente muoiono migliaia di persone, e altrettante migliaia (per fortuna) nascono.

Però a quest’uomo si deve almeno l’onore delle armi.

Qualsiasi cosa di positivo o di negativo abbia fatto, lo avrà fatto nella convinzione che fosse giusto, efficace, conveniente.

Comunque ha cambiato la vita di molte persone.

In bene? In male?

Vedremo, lo dirà il futuro.

Per il momento, deponiamo le armi.

Lui sa già cosa ci aspetta al di là.

 

 

25 luglio 2018 Posted by | Storie ordinarie | | 2 commenti

Follow-up di luglio…

Negativo!

23 luglio 2018 Posted by | Salute | | 7 commenti

La grande storia della seconda guerra mondiale

Praticamente una storia giorno per giorno della seconda guerra mondiale.

L’autore è inglese e forse in alcune parti strizza un po’ l’occhio a Sir Winston Churchill, sarebbe interessante confrontarlo con altri libri simili (avendone il tempo).

Che dire della follia umana (e non è stata né la prima, né l’ultima) e delle sue vittime:

sei milioni di civili cinesi;

oltre venti milioni di sovietici;

quasi sette milioni di tedeschi;

oltre tre milioni di giapponesi;

sei milioni di polacchi (di cui tre milioni di ebrei polacchi);

tre milioni di ebrei in varie parti d’Europa;

un milione e mezzo di iugoslavi;

e poi quasi mezzo milione di inglesi, oltre quattrocentomila greci, trecentosessantamila americani, circa duecentomila olandesi, trentaseimila indiani, ventisettemila australiani…

Impossibile calcolare il numero definitivo dei morti e dei feriti.

Orbene, tutto questo è iniziato circa ottant’anni fa e sono poco più di settant’anni che l’Europa occidentale vive in pace, pur con tutti i problemi che abbiamo.

Questo dovremmo dire a quelli che in questi anni si sono spesi e si spendono tuttora per gettare fango sulle istituzioni europee: la pace è una conquista, non un dato di fatto.

Vi sono alcune cose che colpiscono in questa storia:

l’odio immenso, spropositato dei nazisti per gli ebrei. Nemmeno negli ultimi giorni di guerra, quando ormai era chiara la sconfitta della Germania, cessarono le loro torture e uccisioni;

un sentimento di odio profondo per le altre categorie di sub-umani: polacchi prima e sovietici poi, quelli che dovevano diventare gli schiavi del popolo tedesco della grande Germania;

la smisurata mania di grandezza di Hitler, che ha dichiarato guerra a ovest e a est, pensando di vincere contro inglesi, russi, americani e via dicendo;

la malvagità dei giapponesi che – spiace dirlo – la bomba atomica se la sono quasi guadagnata (ma ne hanno fatto le spese tanti, troppi innocenti);

l’assoluta inutilità degli italiani, dapprima come alleati della Germania e poi dopo l’8 settembre. Per fortuna che si sono rifatti un po’ con la Resistenza

Dodici anni di follia in Europa e non solo, iniziati con l’elezione di Hitler alla cancelleria nel 1933.

P.S.: all’elenco sopra delle vittime mancano gli zingari, gli unici ai quali nel dopoguerra non vennero riconosciuti risarcimenti, perché – disse qualcuno – sono stati sterminati non per odio razziale, ma perché elementi antisociali.

Eh… la differenza…

Mancano anche gli handicappati, gli omosessuali

I semi dell’odio sono ancora ben presenti in Europa. In alcuni casi stanno addirittura al governo.

Meditate gente, meditate…

Ti regalerò una rosa

 

21 luglio 2018 Posted by | Libri | , | 4 commenti

Mi ritorni in mente

Non ho mai capito il motivo per il quale questa  canzone di Lucio Battisti (che tra parentesi trovo alquanto noiosetto) mi riporti indietro di circa cinquant’anni…

Mi ritorni in mente

15 luglio 2018 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | | 5 commenti

E chi mi tutela?

Fra un anno cesserà il cosiddetto “mercato tutelato” dell’energia.

Questo perché dieci anni fa, recependo una direttiva comunitaria, un decreto (del fantomatico Bersani) ha liberalizzato il mercato, lasciando spazio alla libera concorrenza.

Ochei ochei, non spanciatevi subito dalle risate.

Per ora, l’unica differenza che si nota è l’aumento di telefonate dai più disparati call center.

E cosa accadrà a chi, trovandosi nel mercato tutelato, non sceglierà un nuovo gestore? Tutti quei pensionati che dovranno collegarsi a internet e decidere a quale delle “fantastiche e imperdibili offerte” aderire…

Non si sa ancora.

Per intanto, a me mi hanno sostituito il contatore del gas, con uno più piccolo.

Così pagherò meno?” ho chiesto al tecnico che lo stava installando.

Dalla sua faccia ho intuito che ciò non accadrà.

Però non ho capito perché hanno liberalizzato il gas, l’energia elettrica, i telefoni e non l’acqua potabile, per esempio.

Perché?

Potremmo avere acqua liscia, frizzante, poco frizzante, frizzantissima, con una buccia di limone (non trattato, ovviamente).

Colpa della sinistra, che fa sempre le cose a metà!

Rino Gaetano – Spendi Spandi Effendi

10 luglio 2018 Posted by | Un po' di me | | 4 commenti

Guardare indietro o guardare avanti?

Un piccolo episodio al quale ho assistito oggi mi ha condotto a questa riflessione: è meglio impostare la propria vita guardandosi indietro, rimuginando sugli errori fatti e sulle occasioni mancate, oppure impostarla sul futuro, su quello che ancora ci spetta?

Oggi ho partecipato al funerale di una mia lontana parente, una donna di 85 anni, vedova da circa dieci. Il figlio, di sessant’anni, non era presente perché ricoverato in casa di riposo a causa di una demenza improvvisa e devastante.

Alla messa era presente la moglie del figlio; i due sono separati da qualche anno.

Alla fine della messa, quando la bara ha iniziato a uscire dalla chiesa, i pochi parenti della defunta si sono diretti verso l’uscita. Una donna, quando è arrivata vicino alla moglie del figlio, l’ha abbracciata: tutt’e due piangevano.

La cosa mi ha colpito perché quell’episodio mi è sembrato la volontà di superare il passato e di condividere un momento che, in quel caso, era di dolore.

Il passato condiziona inevitabilmente la nostra vita: le esperienze, gli errori, i successi, i tradimenti. Ma deve proprio prenderne il comando?

Nel mio caso, sono portato a guardare avanti, a quello che ancora mi spetta, nel bene e nel male.

Chi si guarda indietro non fa per me.

Ancora

 

8 luglio 2018 Posted by | Un po' di me | | 5 commenti

Eh, lo so… lo so…

Sto trascurando il blog.

Da quanto tempo non mi faccio più vedere/sentire/leggere qui?

Il fatto è che i fatti si infittiscono…

Mi sembra che le giornate si siano improvvisamente accorciate: non riesco più a fare quello che devo e soprattutto quello che facevo prima.

Per la cronaca: mi sono ripreso dalla caduta in bicicletta (anche se il ginocchio sinistro presenta ancora i segni della ferita) e ho ripreso a “viaggiare”. Ho installato sulla bici un nuovo contachilometri e ho scaricato sul cellulare l’applicazione runtastic, che misura e tiene traccia dei viaggi.

Il fatto è che il contachilometri segna un tot, l’applicazione ne segna una diversa e a me sembra di avere fatto un percorso ulteriormente diverso…

Boh…

Comunque l’importante è chiudere i porti ai migranti, come stanno facendo degnamente al governo, guidati da quel grande statista che il Matteo (quello padano, mica quello toscano). Ci sentiamo tutti già più sicuri (io non chiudo più la porta a chiave quando vado a lavorare), più ricchi (al supermercato pago la spesa con le citazioni di Salvini), più prolifici (si vedono in giro un sacco di donne italiane incinta, cosa che prima non accadeva perché trombavano soltanto gli stranieri, così invece tra vent’anni avremo a disposizione milioni di nuovi moschetti) e più tante altre cose.

Ovviamente i rosiconi non ci credono e muoiono d’invidia, ma chissenefrega!

P.S.: ho letto stasera la lettera di Pierluigi Bersani a Repubblica di ieri. Era meglio se non la leggevo…

Buonanotte.

5 luglio 2018 Posted by | Un po' di me | | 9 commenti