Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il muro invisibile

Il muro invisibile è un romanzo scritto da Harry Bernstein all’età di oltre novant’anni e racconta un periodo della sua fanciullezza, in un piccolo paese dell’Inghilterra, percorso da una strada abitata da una parte da ebrei e dall’altra parte da cristiani.

E’ una storia di povertà, di assurde rigidità religiose al confine della superstizione, di morti di guerra (la prima guerra mondiale), di umiliazioni. E’ una storia che a tratti fa anche male, ma che alla fine apre uno spiraglio alla speranza.

E la speranza, ovviamente, ha le sembianze dell’amore e del matrimonio tra la sorella ebrea del protagonista e un ragazzo cristiano, speranza che prende linfa vitale dai due giovani e dalle emergenti idee socialiste, dalla volontà di migliorare il mondo (perché la politica non deve mirare a migliorare soltanto la vita condominiale, ma guardare un po’ più in là).

Mi ha provocato un rigurgito di nostalgia questa cosa. Mi sono ricordato di quando io, giovane, pensavo che l’impegno mio e di tante altre persone avrebbe portato a un mondo migliore, più giusto.

La realtà è stata diversa. Mentre lo leggevo, imperversava intorno a me una campagna elettorale priva di ogni idea per il nostro futuro; piena soltanto di promesse inattuabili, di fake news e di insulti reciproci.

P.S.: non mi sono dimenticato dell’ultimo libro della saga di Elena Ferrante, Storia della bambina perduta. E’ che sto riflettendo sull’insieme della storia, perché ho l’impressione che ci sia qualcosa all’interno che non ho capito.

 

27 marzo 2018 Posted by | Libri | | 5 commenti