Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il tutto e il contrario del tutto

Secondo una certa visione, nonché pratica (avrei scritto prassi, ma non volevo esagerare…), la politica è l’arte del tutto e del contrario del tutto. Il tutto – scusate l’iterazione – consumato nel giro di pochissimo tempo: ore, forse minuti.

Cosa significa?

Faccio un esempio.

A: “Domani vado a Milano, vieni con me?”

B: “Sì”

L’indomani, B sale in macchina e vede che A non si dirige verso Milano, ma verso Torino.

B: “Perché vai a Torino?”

A: “Perché piove. Quando piove vado a Torino”

B: “Ma non l’hai detto ieri!”

A: “Soltanto un deficiente può pensare che quando piove si vada a Milano. Se piove si va a Torino”

E’ per questo che i “nuovi” della politica possono sparare a zero sui “vecchi” della politica e poi votare la contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare come presidente del Senato. L’ha detto chiaramente Di Maio ai suoi colleghi parlamentari: chi vota la Serbelloni al Senato vota Fico alla Camera. Punto. Piove, quindi cambiano gli obiettivi. Non lo sapevi? Peggio per te.

In questa politica non c’è più spazio per chi pensa.

La vera aziendalizzazione della politica è nata prima che scendesse in campo il Berlusca: è nata con le correnti dei partiti. Non si può più avere un’idea propria, non si può più discutere, non si può nemmeno cambiare idea. L’idea ce l’ha soltanto il capo bastone. E guai a metterla in discussione: è lui che ha in mano le previsioni del tempo e sa – o pensa di sapere – quando pioverà e quindi cambierà direzione di marcia. E gli altri tutti dietro, altrimenti sei fuori.

Tempi grami ci spettano…

Ace of Base

(Trovo la cantante bionda alquanto affascinante. Sarà l’età…)

 

25 marzo 2018 Posted by | Politica | | 17 commenti