Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Storia del nuovo cognome

Beh, che dire?

La seconda puntata della storia di Lila e Lenù non ha deluso le mie aspettative.

Lungo quasi il doppio del primo, vi sono parti che procedono più lentamente, ma il ritmo della storia non lascia che ci si annoi.

Mentre prosegue la vita del rione e Lenù (che è anche voce narrante) se ne stacca per studiare, al centro della storia sta ovviamente Lila.

Lila è un personaggio decisamente affascinante.

E’ difficile per me spiegare le sensazioni che mi procura questa figura femminile.

Per dirla in parole povere, Lila è determinata, ma quale sia il suo obiettivo a volte è difficile da capire; Lila è intelligente, quando gli occhi diventano due fessure è come se innestasse il turbo; Lila è testarda, che un asino che si impunta al confronto è una bazzecola; Lila è volubile, anche un po’ schizofrenica e Lila è bella, di quelle bellezze che spingono gli uomini a pensieri indecenti.

A volte mi sembra quasi di vederla, per come è stata descritta e per come ha attraversato gli avvenimenti della storia.

Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire…

Moby Dick

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25 gennaio 2018 Posted by | Libri | | 3 commenti

L’amica geniale

Che dire?

Un libro inaspettato.

Tante volte avevo sentito parlare di questa misteriosa Elena Ferrante. Tanti articoli avevo letto su di lei. Tante ipotesi su chi sia. Poi ricordo un suo intervento in occasione di un premio letterario al quale lei non partecipava: perché volete sapere chi sono, da dove vengo, dove vado, ecc.? Si giudicano i libri, mica gli autori. Quell’intervento mi piacque, mi era diventata simpatica questa misteriosa scrittrice.

E allora approfittando della mia impossibilità a leggere testi cartacei, mi sono buttato sugli e-book e ho iniziato con il primo della saga.

E’ la storia di due bambine, Elena Greco, Lenù, voce narrante e Lina Cerullo, Lila.

La prima tranquilla, studiosa, che vive all’ombra dell’amica, dalla viva intelligenza e dal carattere alquanto scontroso.

Ambientata in un rione popolare di Napoli negli anni cinquanta, si dipana la storia dell’amicizia delle due prima bambine e poi adolescenti, attorniate da una serie di altri personaggi del quartiere.

Ciò che più mi ha colpito di questo libro sono due cose.

La prima è il personaggio di Lila, le sue stravaganze, la sua intelligenza, la sua indipendenza, il suo carattere forte che si scontra continuamente con gli uomini, dentro e fuori la famiglia. A Lila i genitori non permettono di studiare dopo le elementari, ma lei autonomamente riewce a tenere dietro agli studi dell’amica, per alcuni anni. Insomma, tanto per essere chiari, un sacco di potenzialità racchiuse in un carattere di merda.

La seconda è che, pur narrando dell’amicizia di due bambine, in alcune parti ho rivisto momenti della mia infanzia. La povertà, la timidezza, il rapporto con le maestre, le millecento dei ricchi, gli spacconi del quartiere. Una serie di ricordi che sono riaffiorati dalla memoria, tipico di chi sta diventando vecchio (o lo è già?).

Finito questo, ho attaccato subito con il secondo volume della saga.

Buona settimana a tutte/i.

The Captain Of Her Heart 

21 gennaio 2018 Posted by | Libri | | 6 commenti

Oltre l’inverno

Francamente mi aspettavo di più dall’Isabel.

Forse sfornare un nuovom libro all’anno è troppo anche per lei.

Ricordo con nostalgia i racconti di Eva Luna.

Qui siamo in presenza di una specie di storia d’amore ta due tipi attempati che devono “sistemare” un cadavere piovuto loro addosso, nel freddo polare di una surreale New York.

Non concordo con le recensioni che sostengono che affronta temi importanti: banale e noioso.

P.S.: scusate la mia scarsa presenza, ma al computer non vedo quasi più niente.

 

20 gennaio 2018 Posted by | Libri | | 10 commenti

Le forme

Buongiorno, ricompaio in questo scorcio di 2018, ri-augurando a tutte/i buon anno.

Intanto, però, devo risolvere qualche problemino immanente.

A causa di una incipiente cataratta, in questo periodo ho notevoli problemi alla vista. C’è chi dice che sia stata colpa della chemioterapia, chi dice che sia stata colpa della radioterapia, chi dice che sia colpa delle scie chimiche lasciate dalla cometa di Halley, sta di fatto che io attualmente, per dirla con parole povere, non vedo un cazzo.

Quello che mi dà maggiormente fastidio è il riflesso delle luci, diurne (il sole) e notturne (i lampioni o i fari delle auto), per non parlare dello schermo del pc. Praticamente non riesco quasi più a leggere e per mio diletto sono costretto a ricorrere agli e-book. Non riconosco le persone se stanno in controluce e vivo nella nebbia perenne.

Una tortura, in attesa che dall’ospedale mi chiamino per l’intervento chirurgico che mi farà tornare i miei occhietti – così mi hanno garantito – più belli e più splendenti che pria.

Malgrado tutto ciò, però, continuo a lavorare e ieri mi sono recato in una delle nostre sedi aziendali distaccate per esaminare alcuni problemi con la responsabile del servizio. Quando posso, preferisco essere io a recarmi nelle sedi distaccate, piuttosto che fare venire da me gli altri, per dare un segnale anche di presenza fisica.

Eravamo in ufficio che stavamo discutendo, quando hanno bussato alla porta: si è affacciata una dipendente che doveva comunicare qualcosa di urgente alla sua responsabile.

Va bene che era in controluce, era vestita tutta di nero e stava metà dentro e metà fuori dall’ufficio, ma io ho distinto bene le forme della di lei suddetta e mentre le due donne parlavano io osservavo questa qua (cioè, osservavo quello che riuscivo a distinguere) un po’ imbambolato e mi chiedevo: ma chi è questa?

Dopo quaqlche minuto se n’è andata, chiudendo la porta dietro di sè. Noi due abbiamo continuato la discussione di prima e, una volta terminato, la responsabile mi ha accompagnato all’uscita dal reparto.

Nel mentre stavamo nel corridoio, scambiandoci le ultime considerazioni, è ricomparsa la dipendente di prima. Stavolta però non stava più in controluce e ho notato che aveva aperto il maglione nero, mostrando una balconata di tutto rispetto, che c’avrò pure una incipiente cataratta, ma che ho visto benissimo!

Al che mi sono ri-chiesto. ma chi è questa qua? Chi l’ha assunta? Chi ha esaminato il suo curriculum? Chi ha firmato il suo contratto? Ma non potevo fare questa domande a voce a,lta, perché la risposta sarebbe stata: tu, caro mio rincoglionito!

Sono tornato alla sede centrale alquanto frastornato, concludendo che, quando avrò riacquistato la vista piena, devo riprendere a visitare più spesso le nostre sedi distaccate.

Sempre per fare sentire la mia vicinanza, naturalmente…

A mano a mano

13 gennaio 2018 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 10 commenti