Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Siamo uomini o caporali?

E’ facile ricordare la famosa “suddivisione dell’umanità” del grande Totò, nel film Siamo uomini o caporali:

« L’umanità, io l’ho divisa in due categorie di persone: Uomini e caporali.

La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza.

Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare per tutta la vita, come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama.

I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza averne l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque.

Dunque dottore ha capito? Caporale si nasce, non si diventa! A qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso, hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi. Pensano tutti alla stessa maniera! »

Poi c’è la suddivisione più articolata che fa dell’umanità Leonardo Sciascia ne Il giorno della civettagli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà.

Qualsiasi delle due suddivisioni si adotti, chi ha licenziato la lavoratrice della CIDIU di Torino per avere preso un monopattino destinato alla rottamazione, non appartiene alla categoria degli uomini.

Sia chiaro: dal punto di vista strettamente giuridico può anche darsi che il licenziamento sia giustificato. Può anche darsi che ci possa essere un risvolto penale.

Ma nella vita a volte occorre anche applicare il buon senso. Occorre assumersi la responsabilità di essere dignitosi.

Occorre – in una parola – essere uomini.

Io ho carta bianca!

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1 ottobre 2017 Posted by | Vita lavorativa | , | 8 commenti