Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Ladri

Non so se qualcuno si ricorda uno degli ultimi video di Bin Laden, registrato in una sperduta zona montagnosa dell’Afghanistan, con alle spalle un telo.

Pare che dopo qualche minuto gli USA abbiano sganciato un bel po’ di bombe (rigorosamente intelligenti, eh?) nel luogo dove il Bin aveva parlato. Peccato che nel frattempo lui se la fosse già data a gambe.

Ma come avevano fatto gli USA a capire dove era il Bin, considerati i pochissimi elementi che avevano a disposizione da quel video? Pare che il merito fosse in un programma messo a punto per conto della CIA, chiamato Palantir.

Ora – state bene a sentire – pare che l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate volesse mettere le mani su quel software, per scoprire gli evasori fiscali italiani.

Roba da non crederci.

Il fisco italiano ha già tutti gli strumenti e i dati per scoprire gli evasori. Stanno nei 1.500 server stipati in un bunker alla periferia di Roma, il famoso sistema Serpico (dati duplicati, salvati e conservati in una caserma della guardia di finanza in un luogo segreto). Gli evasori in Italia non vengono scoperti e non vanno in galera perché sono protetti dai politici per i quali votano (circa 10-12 milioni di elettori).

I dati dell’evasione fiscale in Italia sono spaventosi.

Secondo la Confindustria lo Stato perde circa 124 miliardi di euro all’anno.

Secondo la Confcommercio i miliardi sarebbero 154.

Secondo centri di ricerca specializzati (stranieri) si supererebbero i 200 miliardi di euro.

Ogni lavoratore pagherebbe una “tassa” sull’evasione di 3.285 euro all’anno.

Nel 2009 abbiamo dichiarato 783 miliardi di euro e ne abbiamo spesi 918.

Nello stesso anno è stato riscosso il 10,4% dell’evasione accertata; nello stesso anno in Albania hanno riscosso il 44% e in Gran Bretagna il 91%.

Dal 1900 vi sono stati 60 condoni.

518 contribuenti con redditi inferiori a 20.000 euro sono proprietari di un jet privato.

In italia i detenuti per reati economici sono lo 0,6% della popolazione carceraria; la media UE è del 5,9%.

Questo libro di Stefano Livadiotti fa venire i brividi.

Stiamo litigando con l’Europa per trovare 3,4 miliardi di euro e ce ne lasciamo scappare centinaia.

27 aprile 2017 Posted by | Storie ordinarie | | 28 commenti

E’ giusto oppure no?

E’ giusto oppure no che lo Stato sia proprietario delle autostrade? Che controlli le più importanti vie di comunicazione, oppure che le ceda ai privati, senza che vi sia alcuna concorrenza in questo settore? E’ giusto che le più importanti vie di comunicazione siano in mani private, mentre le strade meno importanti sono di proprietà pubblica (statale, provinciale, comunale)? E’ giusto che dove si paga (e quindi si guadagna) ci sia il privato e dove si viaggia gratis (e si spende) ci sia invece il pubblico?

E’ giusto oppure no che lo Stato sia proprietario di una dorsale di trasmissione dati (telefonica, web o altro) e di una azienda che distribuisca capillarmente la posta e che, se vuole, raccolga anche credito, che sia di presidio sia nelle metropoli, sia nei paesini di montagna con qualche centinaio di abitanti?

E’ giusto oppure no che lo Stato sia proprietario di una compagnia di traffico aereo, anche di ridotte dimensioni, che possa garantire un servizio pubblico anche in quelle tratte dove si guadagna poco ma occorre garantire un servizio ai cittadini?

Insomma, in una parola, è giusto oppure no che lo Stato si riservi il controllo di quei settori vitali della vita della comunità statale che devono funzionare ugualmente anche in caso di catastrofi, di guerre, di devastazioni (sperando che non debbano accadere mai)? Oppure bisogna andare a bussare in casa a gestori privati per utilizzare strade, telefoni e aerei?

Un tempo (nel secolo scorso) si diceva che lo Stato non doveva produrre i panettoni e nemmeno le automobili.

I panettoni e le automobili li abbiamo ceduti ai privati.

Con i panettoni è andata abbastanza bene.

Con le automobili proprio no.

Con le autostrade, i telefoni e gli aerei meno che mai.

P.S.: so’ tornato dar mare. Faceva un po’ freddino…

aeroplano

25 aprile 2017 Posted by | Politica | | 30 commenti

Il vecchio e il mare

Sarà che non amo particolarmente la letteratura americana (a parte alcune eccezioni), ma io il motivo di tanto successo di questo libro proprio non l’ho capito.

Mi sono accorto che si legge facilmente, che ha uno stile asciutto, una prosa coinvolgente.

Ho anche cercato di calarmi nella figura del vecchio, ma niente.

Non è un giudizio sull’autore, ma sul libro specifico.

Forse mi sfugge qualcosa…

P.S.: domani mare mare!

Però ho un brutto presentimento…

 

22 aprile 2017 Posted by | Libri | | 8 commenti

La frase magica

E va bene che la TAC si era poi rivelata normale.

E va bene che hai fatto gli esami del sangue e sono normali.

E va bene che l’oncologa ha esaminato l’una e gli altri e ha concluso che al momento va tutto bene.

Ma oggi dovevi ritirare il referto della risonanza magnetica fatta la scorsa settimana.

La risonanza magnetica è un po’ la bestia nera di noialtri.

Sarà perché il rumore della macchina che ti scandaglia sembra che ti esamini fin dentro l’anima.

E allora lo stressometro si impenna non appena hai in mano la busta chiusa del referto.

Che poi tenti anche di prenderla sul ridere, nel senso “che gusto ci sarebbe altrimenti?

E dai un’occhiata veloce alle poche righe.

Poche: è un buon segno, vuol dire che non c’è niente da dire.

Ma non ti fermi e cerchi la frase magica, quella che ti consente di andare avanti, per lo meno fino alla prossima risonanza: non segni di recidiva locale neoplastica.

Oggi c’è.

Godiamocela.

Domani vedremo.

P.S.: ma conoscete qualche altro mezzo per movimentare un po’ questa noiosa vita?

18 aprile 2017 Posted by | Salute | | 42 commenti

Così è la vita

Si parla poco della morte nella nostra società.

Si pensa che, non parlandone, la si esorcizzi.

Oppure si pensa che, parlandone, ci si rovini l’esistenza.

In realtà non è così.

Se ne parla poco soprattutto con i bambini e con i ragazzi, anche dopo che si è verificato un lutto.

Ecco che allora la persona “è partita per un lungo viaggio” e il bambino attende il suo ritorno, che non avverrà mai e che lo lascerà sconfortato.

Ma c’è anche il mito dell’eterna giovinezza, da raggiungere con tutti i mezzi, chirurgia compresa, anche a costo di diventare delle maschere di sé stessi.

Anni fa ho scritto un racconto sulla morte, che è risultato vincitore di un concorso letterario ed è stato pubblicato in una antologia: La signora.

Me la sono immaginata come una bella signora che una sera fa visita a un uomo. Lui le prepara la cena e mangiano insieme, senza scambiarsi una parola, sfiorandosi solo con lo sguardo. Finché arriva l’ora e , dopo l’ultima sigaretta, lei se lo porta via, serenamente.

Purtroppo le cose non vanno sempre così: c’è chi soffre e chi deve pure emigrare per  incontrare la signora, ma così è la vita.

Eppure pensare ogni tanto alla morte non vuol dire essere tristi o non saper apprezzare la vita.

Al contrario.

Essere coscienti che si ha più vita alle spalle che davanti aiuta proprio a godere anche delle piccole cose; a rivedere il proprio passato; a ricordare i momenti belli e a viverne altri; a perdonarsi anche. E anche a perdonare gli altri, qualsiasi significato si dia a questa parola.

Ho scoperto che c’è un bel sito che aiuta i bambini e i ragazzi a superare i momenti di difficoltà che seguono un lutto: solimainsieme.it.

P.S.: eccezionale questo epitaffio. Meglio qui che in riunione.

La prima cosa bella

17 aprile 2017 Posted by | Un po' di me | | 16 commenti

Sono circondato dalla lentezza.

Ma non quella lentezza fatta di calma, tranquillità, silenzio, armonia.

No, sono circondato dalla lentezza disarmante, stressante, sfiancante.

Il mio pc di casa è diventato così lento che per usarlo la sera devo accenderlo prima di cena (del giorno prima).

Il tablet impiega mezz’ora prima di entrare a regime (possibile che tutte le volte che lo accendo debba fare mezz’ora di scaricamenti e aggiornamenti vari?).

Ora anche il cellulare (che fra qualche mese compirà i suoi quattro anni) ha iniziato a fare le bizze.

E anche in ufficio mi sembra che la gente vada a rilento.

Sarà la vicinanza della Pasqua.

Boh…

Invece uno che ha “cambiato passo” è il nostro caro Trump, che pare voglia liberarsi una volta per tutte di tutti i cattivi del mondo.

Ha iniziato con il dare una lezione alla Siria di Assad, che avrebbe gasato un bel po’ di soldati avversari e – dato che le armi intelligenti le abbiamo soltanto noi – anche di civili, bambini inclusi off course

Poi oggi ha sganciato una mega bomba sull’Afghanistan, per colpire altri cattivi. Ovviamente non sapremo mai quanti morti ha lasciato sul campo (bambini compresi) e comunque erano tutti cattivi.

E infine ha circondato la Corea del Nord con le sue navi da guerra, pronto a un abbordaggio stile pirati.

Manco Gentiloni riesce più a stargli dietro, perché aveva appena inghiottito l’appoggio al bombardamento siriano (una “giusta reazione”), che mo’ deve ri appoggiarlo sull’Afghanistan (qui non c’è nemmeno bisogno di scuse: un buon motivo per bombardare l’Afghanistan c’è sempre), sperando che almeno la Corea l’attacchi dopo Pasqua, giusto il tempo per digerire la colomba.

Che dire?

La saggezza umana è una merce sempre più rara…

Buonanotte.

13 aprile 2017 Posted by | Storie ordinarie | , | 18 commenti

L’amore è eterno finché dura

Mi ero perso questo film.

Eravamo nel 2004 (quanto tempo…), un anno particolare per me.

L’anno nel quale mi sono ritirato definitivamente dalla politica.

L’anno nel quale ho lavorato presso un altro datore di lavoro.

L’anno alla fine del quale ho capito che c’era qualcosa che non andava nel mio matrimonio.

E tra tutti questi casini mi sono perso anche questo film, che ora ho acquistato in cd e che ieri sera mi sono visto.

Non è il solito film comico, è un film amarognolo.

Bravissimi gli interpreti, soprattutto Laura Morante e Stefania Rocca, nonché Licia Seracchi, figlia del protagonista. Verdone invece mantiene alcuni atteggiamenti un po’ troppo stereotipati.

Verdone e Morante sono due coniugi ormai cinquantenni che vivono un matrimonio che si trascina. Si trascina nei luoghi comuni, nell’indifferenza reciproca, nella noia. E quando la crisi scoppia (lui si iscrive a uno speed-date e lei ha un amante) i due si separano.

La moglie tenta di chiarire il rapporto con il suo amante, ma viene gentilmente messa alla porta (“Dentro o fuori?” chiede lei, ormai esasperata. “Fuori” risponde lui, non senza imbarazzo) e cerca di recuperare il rapporto con il marito.

Lui si trasferisce temporaneamente da un amico, cerca di riprendersi “i suoi spazi” e di ricostruire un rapporto con un’altra compagna, senza riuscirci, finendo per intrecciare una relazione proprio con la compagna dell’amico che lo ha accolto in casa (Rocca), il quale a sua volta la tradisce con un’altra donna.

Alla fine l’ha vinta la teoria dell’istrice: né troppo vicini né troppo lontani, per sopportarsi senza ferirsi.

Com’è difficile trovare qualcuno con cui stare bene” si lascia andare Verdone.

La famiglia può essere una formidabile ancora di salvataggio; un porto sicuro nel quale abbandonarsi mentre tutt’intorno infuria la tempesta, ma può anche essere una formidabile gabbia, una prigione dalla quale (cercare o sperare di) fuggire.

Musica

13 aprile 2017 Posted by | Film, Un po' di me | , | 17 commenti

Sono le tre di notte…

Quasi le tre e mezza, a dire la verità, perché internet va a singhiozzo.

Il mondo è ovattato nel silenzio notturno e io sono stato preso da un attacco improvviso di insonnia.

Una di quelle notti dove i problemi si ingigantiscono tutti, continui a rigirarti nel letto e allora tanto vale che la metti a frutto, l’insonnia, magari leggendo qualcosa.

Sarà stata la giornata convulsa al lavoro.

Sarà stato che attendo l’esito della risonanza magnetica (e attendere l’esito degli accertamenti clinici è sempre uno stress).

Sarà che negli ultimi esami del sangue c’è un valore un po’ sballato e venerdì ho la visita di controllo dall’oncologa (e quando uno si è scottato, poi si avvicina con prudenza anche all’acqua tiepida).

Sarà che sono preoccupato per l’andamento in matematica della “piccola” (un 3 e un 4, mica ciufoli…).

Sarà che con queste belle giornate vorrei uscire in bici e invece non posso, per una serie di motivi.

Sarà che…

(quasi quasi mi mangio una brioss…)   :mrgreen:

 

12 aprile 2017 Posted by | Un po' di me | | 30 commenti

E anche questa è fatta…

Ieri pomeriggio c’è stata la prima presentazione ufficiale di Bibúlo2.

In un certo senso è stato un successo, perché la sala era piena di gente e tutti quelli che l’avevano già letto si sono sperticati in lodi per la storia, per le descrizioni dei personaggi, per i dialoghi.

Ho firmato un sacco di dediche (non so bene cosa ho scritto, spero di non avere fatto danni) e rivisto persone che non incontravo da anni.

Non solo.

Molti mi hanno detto: “Ci vediamo qui per la seconda puntata, ma non fra dodici anni! Prima!” (dodici anni è il tempo che ci ho messo per scriverlo, anche se le pause sono state parecchie – qualcuna anche forzata).

Con il mio amico bibliotecario, mio ex compagno di classe, ci siamo salutati affettuosamente e lui (che è persona di grande cultura) mi ha sussurrato: “Hai creato un personaggio. Bibúlo ormai deve proseguire”.

C’era anche la piccola, che ha ricevuto un sacco di complimenti per come è cresciuta, per come si è fatta bella.

E il mese prossimo si replica, stavolta in una libreria della città

Dopo un aperitivo con qualche amico/a, sono tornato a casa e dopo cena sono crollato: mi sono infilato sotto le coperte alle dieci con un libro in mano e mi sono risvegliato alle tre di notte, con lo stesso libro nella stessa posizione (e alla stessa pagina).

Ho pensato un pochino: tutto sarebbe stato perfetto, tutto sarebbe perfetto, se…

Musica

9 aprile 2017 Posted by | Libri | | 17 commenti

Un po’ su, un po’ giù…

Ho poco tempo in questi giorni per bloggare.

Vai su, vai giù, gira di qua, gira di là, alla sera mi viene sonno.

Sarà l’età…

E poi alcuni giorni sto su, altri mi sento giù.

Ieri stavo giù, senza motivi apparenti, mentre oggi mi sentivo su, sempre senza alcun motivo.

Le stesse cose, le stesse situazioni, un giorno le vedo come bicchiere mezzo vuoto e il giorno dopo come mezzo pieno.

Due anni fa, dopo il primo intervento chirurgico, il medico mi diede alcune pillole che avrebbero dovuto tenermi su, ma io non le ho mai prese.

Ho una naturale idiosincrasia per tutti i medicinali che intaccano la mente e quello è un antidepressivo.

Forse sarebbe meglio avere a disposizione un antincazzatore

E’ che ho trascorso un fine settimana nel quale non mi sono riposato e questo alla mia età si sente, si sente eccome…

Comunque oggi su Repubblica Salute hanno risposto a una mia mail: sì, il naso si può ricostruire. La stessa risposta che qualche settimana fa mi ha dato anche un chirurgo plastico. E’ un intervento che si compone di varie operazioni, via via meno pesanti e che avvengono nell’arco temporale di un anno circa. ma alla fine si torna ad avere un naso, come hanno tutte (o quasi) le persone.

Se sopravvivo a questi due anni di controlli stretti, affronterò anche questa avventura. Non sarà una passeggiata, ma voglio farlo.

E nel frattempo guardiamoci questo video, in cui un’affascinante psicologa della nostra città, che ho l’onore di conoscere, ci racconta della felicità dentro.

E dopo un po’ di musica, dai, che questa canzone su di me ha un effetto calmante.

4 aprile 2017 Posted by | Un po' di me | | 15 commenti