Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La bella addormentata nel bosco

C’erano una volta un re e una regina disperati perché non riuscivano ad avere figli.

Che ci dò, che ci dò, che ci dò, un bel giorno la regina rimane incinta e nasce una bellissima principessina.

Allora il re organizza una grande festa, invitando sette fate, tutte giovani e belle (che era molto diverso dall’invitare Mastella o Cirino Pomicino al battesimo) e dona a ognuna di loro un astuccio d’oro massiccio con dentro cucchiaio, forchetta e coltello tutti tempestati di diamanti.

Ma ecco che si presenta alla festa una vecchia fata, che tutti credevano morta, non vedendola più in giro, e il re la invita a entrare, ma non le può donare l’astuccio come alle altre, perché ne aveva fatti fare giusto sette (braccino corto il re, eh?). Allora le fa un dono recuperato all’ultimo momento da un compro oro, ma la vecchia fata ovviamente s’incazza.

Quando è il momento di portare i doni alla bimba, la vecchia fata le affibbia invece una sfiga, predicendole che si sarebbe punta con  un fuso e sarebbe morta. Se non fosse successo, avrebbe trovato lavoro in un call center, che sarebbe stato anche peggio.

Ma alle sue spalle c’è una delle sette fate buone (pare fosse quella che c’avesse una mezza storia con il re), che riesce a stemperare questa profezia: la principessina non morirà, ma dormirà per cent’anni, finché un principe non la sveglierà.

Il  re fa bandire immediatamente tutti i fusi dal suo regno, ma arrivata a quindici anni la principessina, invece di continuare a farsi i cazzi suoi, pensa bene di andare a fare visita a una vecchia sarta che, un po’ rincoglionita, non sapeva dell’editto del re e continuava placidamente a fusare come se niente fosse. Ovviamente la principessina mette le mani dove non deve, si punge e si addormenta immediatamente.

La vecchia sarta chiama subito il 118, ma non c’è niente da fare: dopo un’attesa di tre giorni al pronto soccorso, la principessina viene dichiarata ufficialmente addormentata. Il re la fa depositare in un castello, su un letto d’oro e fa chiamare la fata che le aveva mitigato la sfiga. La fata arriva sul suo carro di fuoco trascinato dai draghi (al 50% di proprietà di petrolieri arabi) e con una serie di tocchi magici a ripetizione fa addormentare anche tutti i servitori, le guardie e perfino il cane, il gatto e il criceto del castello, così quando la principessina si sveglia troverà tutto come prima, e fa crescere tutt’intorno al castello una fitta vegetazione.

A questo punto il re vorrebbe fare ancora con la regina che ci dò, che ci dò, che ci dò, ma lei gli ricorda che non ne vale la pena, perché arriverebbe a malapena a un che ci dò solo, e forse manco quello.

Passano gli anni e un bel giorno un bel principe, durante la caccia, si chiede cosa c’è dentro quella fitta vegetazione dalla quale spuntano le guglie di un castello. Un suo servitore vorrebbe dirgli che se vede spuntare le guglie di un castello è perché forse dentro c’è proprio un castello (razza di deficiente, ma chi t’ha fatto principe?).

Il principe entra dentro e arriva alla stanza dove dorme la principessina e sta per chiedersi chi cazzo potesse essere, quando suona la sveglia del cellulare: sono passati cent’anni e la dolce princi si sveglia.

Il principe rimane folgorato dalla sua bellezza, un po’ meno dai suoi vestiti, che gli ricordano i tempi ante guerra, e i due cominciano a tubare, mentre tutt’intorno si risvegliano anche i servitori, le guardie e tutto il resto.

Quindi il principe decide di eleggere quella dimora a sua garconnièrre e per due anni fa avanti e indietro da casa sua alla magione della dolce principessa, sfornando ben due marmocchi, una femminuccia chiamata Aurora e un maschietto chiamato Giorno. A quel punto i due decidono di regolarizzare la loro unione e si sposano, così nel caso in cui al principe succeda qualche disgrazia, la princi può contare su una pensione di reversibilità di tutto rispetto.

Ma la madre del principe, regina orchessa, comincia a subodorare che c’è qualcosa che non va, perché vede il suo figliolo sparire per giorni interi e tornare tutto smunto che si fa fare un bottiglione di zabaione dai cuochi. Prova a chiedergli chiarimenti, ma lui si trincera dietro il diritto alla privacy.

A un certo punto il re, padre del principe e marito dell’orchessa, muore e il figlio, senza passare dalle primarie, eredita il regno, ma scoppia una guerra e deve partire. Lascia il regno in mano alla madre, raccomandandole di avere cura della moglie e dei figlioli.

Ma senza più il vincolo del marito e del figlio, salta fuori tutta la natura orchesca della regina che un giorno chiama il suo capocuoco e gli ordina: domani a pranzo voglio mangiare la piccola Aurora. Lui prova a obiettare, ma lei minaccia di sostituirlo con Cannavacciuolo e allora il cuoco si arma di coltellaccio e va nella stanza della principessa, prende la bambina, ma non ha il coraggio di ucciderla: la porta a casa sua e al suo posto cucina un agnellino, con una salsa così buona che la regina orchessa si complimenta con lui.

Passa un po’ di tempo e la regina orchessa chiama ancora il capocuoco e gli ordina: domani a pranzo mi voglio mangiare Giorno. Il pover’uomo si chiede perché mai quella vecchia stronza non fa come tutte le altre e si trova un toy-boy, invece di rompere le palle a lui e si comporta con il bambino come con la sorella: al suo posto cucina un caprettino, con una ricetta vista tempo prima a Masterchef che la regina si lecca le dita e gli concede pure un aumento di stipendio.

Passa altro tempo e la regina orchessa pensa che, avendo fatto trenta, tanto vale fare anche trentuno e quindi mangiarsi pure la nuora, che le è sempre stata alquanto sulle palle. Richiama il capocuoco e gli dice che se le cucinerà anche la principessa con delle salsine così appetitose come con i figli, gli aprirà un ristorante in centro che Cracco si roderà le palle per il resto della sua vita.

Il capocuoco pensa che se ha fatto fessa per due volte quella vecchia stronza, non è detto che gli riesca anche la terza, e poi un ristorante in centro è il sogno della sua vita. Prende il coltellaccio e va dalla princi, deciso a sgozzarla come uno dell’ISIS (previo video da mettere su youtube), ma alla fine la sua anima buona l’ha vinta e al suo posto cucina una giovane cervia.

E tutto si starebbe mettendo per il meglio, se un bel giorno la regina orchessa, facendo footing, non vedesse quelli che pensava di avere mangiato tutti belli felici e contenti che si stanno facendo un selfie davanti alla casa del suo capocuoco.

Incazzata come una biscia, la regina orchessa fa preparare in mezzo alla piazza un enorme vascone pieno di serpenti, coccodrilli, piovre e altre bestie schifose e ordina ai suoi sgherri di buttarci dentro la nuora con i figli, nonché il capocuoco con tutta la famiglia, ma per fortuna in quel momento torna dalla guerra il re, che aveva deciso di abbandonare le operazioni di terra e lasciare sul campo solo i droni.

Che cazzo sta succedendo qui? si chiede, ma prima ancora di ottenere risposta la regina orchessa si getta lei stessa tra le bestie schifose, che se la pappano in un sol boccone.

Fine della storia.

Morale: care fanciulle, chi dorme non piglia pesci e nemmeno marito. E se lo piglia, rischia addirittura di lasciarci le penne, nelle fauci della suocera.

Libera traduzione da “I racconti di mamma oca” di Perrault.

Buonanotte e buona settimana.

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26 marzo 2017 - Posted by | Libri, Notizie dal mondo fatato |

44 commenti »

  1. Urcaaaaa … non ci ho capito una bell’ amata ceppa !!!
    Cos’ era … una metafora rimasta mezza dentro e mezza fora ??? 😯
    Peraltro, questa Cindarella mi sta sui coglioni … e non dico altro !

    Commento di cavaliereerrante | 27 marzo 2017 | Rispondi

  2. Ahahahahah…..come racconti le favole tu….nessuno sa farlo! 😉

    ________________________________

    Commento di Silvia | 27 marzo 2017 | Rispondi

  3. Ahè … l’ ho riletto ‘sto poste, ma è peggjo che annà de notte ! 👿
    Cheppoi quer nome, CINDERELLA. che se pronuncja SIND … RIIILAA, mamma mia come me sta su li cojoni ! Ma nun poteveno di’ CENERENTOLA armeno ??? Er poste, dicjamjo la favola raccontata da @Aqui, sarebbe stata comunque arabbo pe’ me, ma armeno nun me aritrovavo fra le palle quer nome der c@@@o !

    Commento di cavaliereerrante | 27 marzo 2017 | Rispondi

  4. Ahahaha mai dormire!

    Commento di itacchiaspillo | 27 marzo 2017 | Rispondi

  5. O mammamia …. non era Cenerentola, ma LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO ??? 😯
    Ma nun cjò capito ‘na sega lo stesso !!! :lol;

    Commento di cavaliereerrante | 27 marzo 2017 | Rispondi

  6. O mammamia …. non era Cenerentola, ma LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO ??? 😯
    Ma nun cjò capito ‘na sega lo stesso !!! 😆

    Commento di cavaliereerrante | 27 marzo 2017 | Rispondi

  7. sono confusa, mi hai messo in difficoltà ahahahah

    Commento di sara | 27 marzo 2017 | Rispondi

    • Ah ah ah ah ah … @Sara, bedduzza di sti còri ! 😆
      Nianche Tu, su chisti posti di la madonnuzza, ci capisti ‘na bene amata mazza ??? 😯

      Commento di cavaliereerrante | 27 marzo 2017 | Rispondi

      • No, mi cunfunnii

        Commento di sara | 27 marzo 2017 | Rispondi

    • Eheheh…

      Commento di aquilanonvedente | 28 marzo 2017 | Rispondi

  8. Beh … speriamo che @Aqui ce lo spieghi, altrimenti … almeno io e Tu rischiamo di non capirci una amata ceppa !!! 🙂

    Commento di cavaliereerrante | 27 marzo 2017 | Rispondi

  9. 😂😂😂😂😂😂😂😂😂 stupenda!

    Commento di Mapy | 28 marzo 2017 | Rispondi

    • @Mapì … nun fà la scjantosa, si hai capito …. spjeghecelo a me e @Sara, che de ‘sto bber raccontone der sor @Aquila nun cjàmo capito una amata minchja !!! :mrgreen:

      Commento di cavaliereerrante | 28 marzo 2017 | Rispondi

      • Come nun l’hai capita? Annamo! La morale è il sunto e la spiegazione di tutto quel racconto kilometrico simpaticissimo e così tanto attuale! Dal cellulare è difficile scrivere una mia tesi su questo post, ma appena rientra il mio PC (sta lavorando con marito in questo istante) posso ritornarci sopra e vedere cosa riesco a cavarne fuori. Se mi aspetti… 😂😂😂😂

        Commento di Mapy | 28 marzo 2017 | Rispondi

    • Eh!

      Commento di aquilanonvedente | 28 marzo 2017 | Rispondi

      • Eh! Ma la prossima volta scrivila in “Anziolese”… 😁

        Commento di Mapy | 28 marzo 2017 | Rispondi

        • Ah ah ah … , “anziolese” ( beh, veramente è più corretto dire “portodanziese” ), eh ??? 😯
          E confessalo, mia cara @Mapy …. che, nel lunghissimo racconto di @Aquilanarrante, non ci hai capito un ciufolo nemmeno Tu : e quindi, come me e come @Sara BRANCOLI NEL BUIO, cercando invano di trovare il bandolo della intricata matassa aquiliana ! :mrgreen:

          Commento di cavaliereerrante | 29 marzo 2017 | Rispondi

          • 😂😂😂😂 penso comunque che tutto si riassume nella morale finale. La fiaba è perfetta così, meglio di quelle di Perrault.

            Commento di Mapy | 29 marzo 2017 | Rispondi

            • E quindi, quanto a farci capire, a me ( romani de Roma ) e a @Sara ( siciliana di Trinacria ) nisba ! 😐
              Ci ha risposto un poco come si soleva fare a scuola, allorquando la Maestra interrogava un alunno e gli chiedeva : “Chi fu Garibaldi” ??? , e l’ alunno rispondeva : “Fu un grande condottiero, vinse molte battaglie, visse e poi mori” !!! E quell’ alunno, che ti somiglia tanto, si beccava un bel DUE !!! :mrgreen:

              Commento di cavaliereerrante | 29 marzo 2017 | Rispondi

              • Infatti a scuola ero una frana. Mi annoiavo da morire. Le maestre a mio padre dicevano che il mio studio era come un figlio attaccato al muro con uno “sputo”… 😂😂😂😂😂

                Commento di Mapy | 29 marzo 2017 | Rispondi

                • La maestra, ce n’era solo una allora e anche più valida di 3 messe assieme….

                  Commento di Mapy | 29 marzo 2017 | Rispondi

                • E non figlio ma FOGLIOOOOOO

                  Commento di Mapy | 29 marzo 2017 | Rispondi

                  • Insomma, @Mapì … GIU’ LE CARTE : ci hai capito o no quello che la Favola dice ???
                    Io e @Sara non ci abbiamo capito un bello e amato ciufolo … e manco Tu, a quanto vedo, ci hai capito un’ amata minchia !!! :mrgreen:

                    Commento di cavaliereerrante | 29 marzo 2017 | Rispondi

                    • È perché non leggi più le fiabe, ecco perché. 😁😁😁

                      Commento di Mapy | 29 marzo 2017

  10. Ah ah ah 😆 … non lo sai nemmeno Tu, e butti la palla in calcio d’ angolo !!! :mrgreen:

    Commento di cavaliereerrante | 28 marzo 2017 | Rispondi

  11. Sto impegnato con i prodotti notevoli… Mica ciufoli!

    Commento di aquilanonvedente | 28 marzo 2017 | Rispondi

    • Ah ah ah … coi prodotti notevoli, eh ??? 😯
      Ohè … te sei messo a fà la vendita “porta a porta” de prodotti notevoli ???
      E se guadaggnja bbene ???
      Sine ???
      Se li compreno ???
      Bene … posso venì co’ te ???
      Ci averei bbisogno de quarche sordo pe’ arotonnà la pensjone ! 😀

      Commento di cavaliereerrante | 28 marzo 2017 | Rispondi

  12. Vabbè … m’ arenno, @Mapy ! 😦
    Anche perchè adesso ho l’ esiggenza prjoritarja che @Aqui me prenni co’ se come socjo paritarjo, e me associ alla vennita “porta a porta” de li prodotti notevoli : eh … io devo arrotonnà pansjone ! 😥

    Commento di cavaliereerrante | 29 marzo 2017 | Rispondi

  13. Vengo @Aquilè ???
    Che mi debbo portare ???
    Guarda che, da parte mia, posso sfoggiare, quando qualche massaia scalcinata ci apra la porta di casa, tutta la mia verve, il mio carisma e la mia prestanza fisica, così che, non solo riuscirei a venderle i PRODOTTI NOTEVOLI, ma anche FOTO A COLORI AUTENTICATE, CON TANTO DI DEDICA POSTICCIA, DELL’ ON. @BRUNETTA !!! :mrgreen:

    Commento di cavaliereerrante | 29 marzo 2017 | Rispondi

  14. Ma quella scassaminchia di CINDARELLA ( Sind-arilaaa 😯 ), nel frattempo, che fine ha fatto ???

    Commento di cavaliereerrante | 30 marzo 2017 | Rispondi

  15. Allora, Cavaliè, analizziamo la situazione. C’è una bella addormentata nel bosco. Il problema è che è addormentata da 100 anni. A Una donna, nel bosco, inerte per così tanto tempo secondo te cosa può succedersi? Le crescono i baffi e i peli nelle gambe. La zona intima dove regna sovrana l’umidità, viene ricoperta da muschi e licheni. Tra i capelli fanno nido gli uccelli, e nel naso fanno tana i lombrichi. Arriva il principe, ma preferisce inchiappettarsi il proprio cavallo bianco… pare ovvio che chi dorme non piglia pesci, no? E anche se fosse possibile essere risvegliata, nessuna banca concederebbe un mutuo al principe per ristrutturazione. La suocera dovrebbe garantire, ma col cazzo!

    Commento di Mapy | 30 marzo 2017 | Rispondi

  16. Sono finita nello Spam?

    Commento di Mapy | 30 marzo 2017 | Rispondi

    • Secondo me … NO !
      Sei finita nel MAPS ! :mrgreen:

      Commento di cavaliereerrante | 30 marzo 2017 | Rispondi

      • Mi geolocalizzate allora…😂😂😂😂

        Commento di Mapy | 30 marzo 2017 | Rispondi

  17. Nooooo … ti … ehm … ANTROPOLIGIZZIAMO !!! :mrgreen:

    Commento di cavaliereerrante | 30 marzo 2017 | Rispondi

  18. Aquilaaaaa! Libera il mio commento x l’Errante! 😁

    Commento di Mapy | 30 marzo 2017 | Rispondi

    • Sob ! 😥

      Commento di cavaliereerrante | 31 marzo 2017 | Rispondi

      • Buongiorno! Doppio sob! 😢😢

        Commento di Mapy | 31 marzo 2017 | Rispondi

        • Ed io ci aggiungo un gasp ! 😥 😥 😥

          Commento di cavaliereerrante | 31 marzo 2017 | Rispondi

  19. Ciao @Aquilanonvedente … BUON FINE SETTIMANA !
    Non è un buon periodo per me … ma almeno, pur con tante cose che mi fanno soffrire, mi rincuora la tua amicizia franca e affettuosa ! 😀
    @Bruno

    Commento di cavaliereerrante | 1 aprile 2017 | Rispondi


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