Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Beata ignoranza

beata-ignoranzaE’ molto facile ironizzare sul nostro rapporto (morboso o superficiale che sia) con la tecnologia e in particolare con quella tecnologia che oggi non ci abbandona un attimo: lo smartphone e i suoi “fratelli”, computer e tablet.

Se ci penso, il mio primo smartphone (che uso tuttora) l’ho comprato nell’estate del 2012: quattro anni e mezzo fa. Sembra passata una vita (e nel mio caso di cose ne sono successe…). Con i due cellulari precedenti avevo a malapena il collegamento a internet; ed è bastato scaricare una app che l’apparecchio precedente è andato in tilt.

Ora invece la connessione con il resto del mondo non ci lascia (quasi) un attimo, in qualsiasi posto siamo e questo ha comportato una modifica delle nostre abitudini della quale ci possiamo rendere conto solo se facciamo uno sforzo per ricordare come eravamo messi prima.

Ma c’è ancora qualcuno che rifiuta questa modalità di vita (perché di questo si tratta)? C’è ancora qualcuno che nei momenti liberi (in bagno, sul treno, nella sala d’aspetto del dentista) legge un libro o un giornale oppure parla con qualcun altro, invece di estrarre l’aggeggio infernale e navigare, chattare, uozzappare, laicare (mettere i like) eccetera?

Su questo ironizza questo film di Massimiliano Bruno, del quale ho visto i precedenti Gli ultimi saranno ultimi, Tutti contro tutti, e che si avvale della bravura di Alessandro Gassmann e Marco Giallini (che però rischiano di fare la fine dell’origano sulla pizza), nonché di quella di Teresa Romagnoli nella parte della figlia di due padri.

Alla fine del film, dopo il piccolo ma inaspettato colpo di scena finale, tutti a posare lo sguardo sul cellulare: non si sa mai che nel frattempo non sia successo qualcosa di rilievo…

Seven seconds

26 febbraio 2017 Posted by | Film | | 11 commenti