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Le rotte delle migrazioni (e le ruspe)

ruspaVi sono alcuni Paesi in Africa definiti “fuori controllo”: Centrafrica, Sud Sudan, Somalia, nonché la stessa Libia.

Da qui partono le rotte delle migrazioni.

Poi vi sono altri Paesi definiti “molto instabili”: Mali, Ciad, Sudan, Etiopia, Repubblica democratica del Congo, Eritrea, Nigeria.

Poi vi sono altre aree di partenza dei migranti: Sud Senegal, Gambia, Sud Mauritania, Nigeria.

Alcuni di questi Paesi hanno un’età media dai 15,2 ai 16,7 anni (Niger, Uganda, Mali…). Paesi giovani, estremamente giovani, dai quali la gente se ne va a causa di guerre, guerre civili, carestie, malattie e chi più ne ha più ne metta.

Tanto per capire di cosa stiamo parlando, l’età media di Italia, Germania e Grecia va da 42,1 a 46,5 anni.

Volete sapere qual’è stato il Paese europeo con il numero più alto di richiedenti asilo per milione di abitanti nel 2015? L’Ungheria, con 17.699; al secondo posto la Svezia con 16.016; poi troviamo l’Austria con 9.970. E il numero dell’Italia? Eccolo: 1.369. La Germania sta a 5.441. La Gran Bretagna, che è uscita dall’UE anche per l’alto numero di immigrati, stava a quota 591.

Quindi, tre domande, semplici semplici.

A cosa serve andare in Libia per bloccare il flusso dei migranti, quando provengono dall’Africa subsahariana e centrale?

Come facciamo a parlare di invasione, noi italiani, e a criticare altri Paesi definendoli xenofobi, come per esempio l’Ungheria, quando abbiamo una percentuale di richiedenti asilo sulla popolazione pari a un decimo del loro?

A cosa ci servono le ruspe di Salvini?

7 gennaio 2017 Posted by | Politica | | 13 commenti