Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

E ora? (parte seconda)

elezioniIeri sera su La7 Massimo Cacciari ha speso ancora una volta parole sensate sulla nostra situazione politica.

Il problema – ha detto in sostanza – non è tanto se si voterà fra un mese, due mesi o un anno. Il problema è la crisi di rappresentanza che colpisce la politica, chiunque governi.

La crisi di rappresentanza è dettata e aggravata dal fatto che la politica non sa risolvere i problemi della gente: il lavoro, la salute, la sicurezza, il risparmio, la pensione, e si avvita su se stessa.

Rappresentare e risolvere, questi sono i compiti della politica. Rappresentare interessi, costruire alleanze, elaborare e attuare risposte ai problemi.

Io tento di andare più in là.

Si è diffusa tra la gente la tendenza a considerare l’avversario politico un malfattore, un disonesto, a negare o ribaltare anche le cose positive fatte.

Anni fa lessi che Bill Clinton, nella sua prima campagna elettorale presidenziale, venne consigliato di non negare le cose positive realizzate dall’avversario, ma di rispondere: “Io l’avrei fatta meglio“. Ma per fare questo bisogna tornare a una concezione della politica dei tempi miei (cioè del secolo scorso), dove l’avversario viene considerato uno che la pensa diversamente da te, che rappresenta interessi diversi e porta avanti soluzioni diverse ai problemi, senza mettere in discussione obbligatoriamente la sua buona fede e anzi con la possibilità di fare alleanze con lui, perché la capacità di fare alleanze è una delle prerogative fondamentali della politica (il fatto che il Movimento 5 stelle neghi questa possibilità lo colloca in una dimensione anti politica, checché ne dicano loro).

Ma questo non è fattibile in Italia, dove gli elettori sono peggio dei politici che eleggono. E’ ovvio: se gli elettori fossero migliori, non li eleggerebbero.

6 dicembre 2016 Posted by | Politica | | 21 commenti