Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Referendum

Yes!

Yes!

Intervengo poco sui temi della cosiddetta “attualità politica”.

Il livello del dibattito rimane basso, molto basso, fatto di grida, di applausi a prescindere, di generalizzazioni, di frasi fatte; quando va male, di bastonate ai poliziotti.

Non starò qui a ripetere le mie motivazioni di perplessità nei confronti di Renzi, fin da prima che diventasse segretario del PD. La sua cultura politica e il modo come la mette in atto non mi appartengono.

Ma Renzi ha dei formidabili alleati: gli anti-renziani, che sono peggio di lui.

I variegati fronti del SI e del NO al referendum costituzionale (più variegato mi sembra il fronte del NO, che va dall’estrema destra di CasaPound all’estrema sinistra dei picchiatori di piazza, passando per Grillo, il Berlusca, Salvini, Bersani…), quando trovano il tempo e la voglia di scendere a discutere di contenuti, scoprono posizioni tra loro inconciliabili.

C’è chi sostiene che in Italia sia sufficiente una sola Camera (e il Senato disegnato da questa riforma lascia alquanto a desiderare) e c’è chi sostiene invece che la democrazia abbia bisogno di decidere, poi di ripensarci, poi di controllare, poi… Io penso che la forma di Stato disegnata dalla nostra Costituzione abbia bisogno di radicali innovazioni. Tra queste, una sola Camera con rappresentanti eletti in piccoli collegi uninominali: risulta eletto chi ottiene più voti e può essere conosciuto e controllato meglio dagli elettori. Poi, a livello nazionale, occorre che la legge elettorale garantisca la governabilità e quindi un premio di maggioranza a chi vince, garantendo la rappresentanza delle minoranze. Niente ballottaggi, fonti di accordi sottobanco e niente preferenze.

C’è chi sostiene che la nostra sia la Costituzione più bella del mondo. E’ una Costituzione che ha garantito la pace sociale dell’Italia uscita dal dopoguerra, ma non ha impedito l’occupazione dello Stato da parte dei partiti. E’ la Costituzione che – attraverso il suo organo di “protezione”, cioè la Corte Costituzionale – ha impedito che il popolo (ma non dovrebbe essere “sovrano”?) potesse esprimersi sulla legge di riforma (si fa per dire) del sistema pensionistico, con il trucchetto dei suoi riflessi sul bilancio dello Stato.

Ma quello che più squalifica i sostenitori del NO è che da trent’anni tentano di modificare la Costituzione, senza esserci mai riusciti e ancora adesso promettono che se vinceranno i NO, dal giorno dopo si metteranno al lavoro per cambiarla. Con quale credibilità? Meno di zero. Poi ci sono anche quelli che sostengono che la Costituzione va bene così, ma questi secondo me non contano, perché vivono nel paese delle favole.

La riforma partorita da Renzi & C. presenta un sacco di falle, ma rappresenta comunque un piccolo passo in avanti. Piccolo, molto piccolo, ma dalle mie parti c’è un proverbio: “Meglio piuttosto di niente“.

P.S.: dopo il referendum, qualsiasi sia il suo esito, continueremo ad avere un giovane su due disoccupato; continueremo ad avere una magistratura che impiega decenni per concludere un processo; continueremo ad avere una sanità che garantisce cure migliori a chi ha soldi; continueremo ad avere banche che ci fregano legalmente i soldi; continueremo ad avere un’evasione fiscale degna di un Paese del terzo mondo. Ma su questo i politicanti non troveranno mai le energie per lavorare insieme. Al massimo si metteranno d’accordo sul ponte sullo stretto di Messina…

Bella signora

7 novembre 2016 Posted by | Politica | | 55 commenti