Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Waka waka

Ieri sera alla radio ho risentito questa canzone e la mia mente è andata indietro nel tempo, all’estate di sei anni fa.

La più bella vacanza trascorsa io e la piccola, al mare: località, albergo, spiaggia, mare, animazione, tutto perfetto.

E questa era una delle canzoni della colonna sonora di quella estate.

Quando potevo ancora guardare al futuro con speranza, facendo progetti nella vita e nel lavoro.

E in quell’anno, nell’autunno e poi nell’inverno, accaddero altre cose belle, che purtroppo io non seppi cogliere. Se lo avessi fatto, oggi la mia vita sarebbe diversa.

29 novembre 2016 Posted by | Ricordi, Rimpianti | , | 24 commenti

Vincere… difficile

Illustration of Two Female Teenagers Arguing

Illustration of Two Female Teenagers Arguing

  1. Ti piace vincere facile, eh? recita una nota pubblicità, e giù una serie di situazioni nelle quali, appunto, si vince senza lottare.

Ma nella vita reale, lo sappiamo, non è quasi mai così (e quando lo è, c’è sotto il trucco).

Soprattutto, non è facile… vincere facile con gli adolescenti.

La piccola ha ormai raggiunto la veneranda età di quattordici anni e mezzo. E’ quell’età nella quale si sta sviluppando decisamente la voglia di indipendenza e da chi ci si rende indipendenti innanzitutto? Ovvio, dai genitori.

Gli studi degli esperti tendono a ridimensionare i contrasti tra adolescenti e genitori: non sarebbero così diffusi e così violenti; quando sono troppo violenti è perché ci sarebbero sotto altre cause, patologiche, e non dipende solamente dall’adolescenza. Purtuttavia, negli anni nei quali ci si sente più grandi di quello che si è, esiste una certa riluttanza a seguire i consigli dei genitori.

Se il genitore ti dice di andare a destra, l’adolescente andrà a sinistra, anche se la sua intenzione originaria era proprio quella di andare a destra. E come tornare indietro poi, con il rischio di sentirsi dire beffardamente dal genitore: “Hai visto? Te l’avevo detto io!” (la qual cosa, detto tra noi, fa innervosire anche chi ha la mia “veneranda” età).

Quindi, dove sta l’abilità del genitore nel fare in modo che il moccioso/a di turno segua il consiglio del Matusalemme  di turno? Sta nel conoscere il pargolo e nello stimolare proprio la sua voglia di indipendenza, portandolo autonomamente a fare quello che è meglio, per lui e per noi.

Se il lui/lei di turno dice, con atteggiamento di sfida: “Io vado a sinistra!“, è inutile che tu ti contrapponga alzando la voce e controbattendo: “No! Tu vai a destra!

Si creerà una situazione di tensione e di contrasto dagli esiti imprevedibili, soprattutto se il genitore, invece di smorzare il contrasto, aggiunge benzina sul fuoco, rispondendo alle provocazioni del moccioso/a.

Che fare quindi?

Anzitutto mostrare interesse a quello che vuole fare l’adolescente. Chiedergli il motivo della sua scelta. Se non ne vuole parlare, non insistere. Arriverà il momento nel quale lui/lei tornerà sull’argomento e vorrà approfondirlo. Guai a dare l’impressione che non ci si interessi dei suoi problemi o che al contrario se ne abbia un interesse eccessivo. Il moccioso/a cercherà di ottenere l’approvazione del genitore, ma senza che esso possa intestarsi una scelta che deve essere esclusivamente sua. E quale modo migliore per fare questo è quello di portarlo a riflettere sul fatto che è meglio andare a destra, facendo in modo che lui/lei stesso si convinca di questo?

Lo so che non è facile, ma almeno occorre provarci. E soprattutto occorre evitare di acuire i contrasti. E, last but not least, ricordarsi sempre che anche noi genitori siamo stati giovani, perché nessuno/a è nato imparato.

 

28 novembre 2016 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Sani principi | | 14 commenti

Fidel

fidel-cheCorrevano gli anni 1974-1975, prima liceo, ricerca di storia-geografia.

Argomento scelto: Cuba.

E Cuba voleva dire Fidel Castro, rivoluzione cubana, lotta contro lo sfruttamento impersonato dagli Stati Uniti. Era ancora vivo e bruciante il colpo di Stato in Cile e l’appoggio USA a Pinochet e le fotografie di Che Guevara torturato e ucciso dai militari boliviani. Stava ormai terminando la guerra in Vietnam e l’Italia si apprestava alle grandi vittorie dei partiti di sinistra del 1975.

Cuba non è il paradiso, è l’inferno“, questo stava scritto all’entrata de L’Avana dopo la presa del potere dei castristi, tanto per mettere subito in chiaro che le difficoltà sarebbero iniziate in quel momento, come effettivamente avvenne. E la rivoluzione umanista di Castro si trasformò in un regime comunista, incarcerando e torturando gli oppositori.

Ma per noi il bilancio di Fidel rimaneva comunque positivo, per avere dato dignità a un popolo; per avere resistito all’embargo e ai tentativi degli USA di rovesciarlo; per avere insomma rappresentato il sogno che vi potesse essere uno sviluppo diverso non solo per l’America Latina, ma anche per l’Africa, l’Asia e perfino per l’Europa, dove era appena caduta la dittatura militare della Grecia e stava tirando le cuoia il regime spagnolo di Franco.

Di lì a poco i sogni degli anni settanta sarebbero naufragati nel terrorismo, poi saremmo entrati nel riflusso degli anni ottanta, che si sarebbero chiusi con la caduta dei regimi comunisti dell’Europa orientale. E poi sarebbero arrivati gli anni novanta, con una devastante guerra al di là del nostro uscio, nei Balcani e poi un terzo millennio aperto dal terrorismo con annessi e connessi.

Insomma, io ormai sono vecchio. Lasciatemi sognare di poter ancora salire su una barricata, con il basco in testa e il sigaro (di radice di liquirizia, che ormai ho smesso di fumare da due anni) tra i denti, arringando la folla contro la multinazionale delle banane Chiquita, anche se fosse solo nel reparto ortofrutta della Coop

Hasta la victoria siempre!

27 novembre 2016 Posted by | Ricordi, Storie ordinarie | , | 9 commenti

Cose viste

cose-visteLa violenza contro il genere umano si accompagna sempre alla violenza contro gli animali e alla natura in genere.

Derivano dalla stessa fonte.

Questo libro, scritto da un giornalista inviato agli esteri, parla di alcuni (solo alcuni) orrori che avvengono quotidianamente nel nostro pianeta.

Dal massacro di decine di migliaia di cani in Romania, al massacro di centinaia di migliaia di tutsi in Ruanda nel 1994. Dai kadogo del Congo (i bambini-soldato, costretti a sgozzare altri bambini fin dall’età di otto anni), agli uccelletti spiumati, infilzati vivi e cotti allo spiedo in Cambogia, per i ricchi cinesi. Gli stessi ricchi cinesi che per pochi soldi si comprano le bambine cambogiane per stuprarle.

Insomma, la logica è sempre la stessa.

E spesso la violenza arriva non soltanto dai delinquenti, ma anche dai cosiddetti “uomini comuni”, che per un periodo di tempo più o meno lungo si fanno carnefici, per poi magari rientrare nella loro “normalità”. Che poi tanto normalità non deve essere, perché come può essere normale uno che la sera si va a scopare una ragazzina che potrebbe essere sua figlia o sua nipote e poi il giorno dopo te lo ritrovi a fianco in ufficio? Cioè, secondo me uno così lo si riconosce anche nella vita di tutti i giorni, se lo si osserva bene.

Ma al giorno d’oggi, chi ha più tempo per osservare bene gli altri?

21 novembre 2016 Posted by | Libri | | 26 commenti

Spam!

smile-che-rideAlcune mail nella cartella spam:

Catarine Conti: cerco un ragazzo per una notte (notare: per una notte. Comunque grazie per il “ragazzo”);

Camilla Bruno: incontri privati per il sesso (ovvio che sono privati, mica ci possiamo incontrare in piazza);

Massima De Luca: ho bisogno dello schiavo nel mio letto (qui la cosa diventa complicata);

Vera Bruno: sei pronto di fare la conoscenza e scopare con una moglie di qualcuno? (una moglie di chi? E poi il “qualcuno” come la prende ‘sta cosa?)

Sabrina Esposito: la registrazione per il sesso aperta (un po’ come mettere il microchip ai cani, insomma);

Dani Greco e Bona Colombo: cerco un uomo per far l’amore (“far”, poetico. Ma le due saranno amiche? Cioè, è ‘na cosa a tre?);

Giovanna Colombo: cerco un ragazzo capacce di soddisfarmi (con due “c”, mi raccomando. Comunque Giovanna mi scrive almeno una volta a settimana; deve proprio essere in crisi, mi fa quasi pena. Vorrebbi proprio aiutarla…).

Poverine…

Liga – Ho messo via

15 novembre 2016 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie | | 25 commenti

Dancer in the dark

Questo è un film da vedere.

Mica ciufoli.

Dancer in the dark – Scena finale

 

12 novembre 2016 Posted by | Film | | 17 commenti

Fuori una!

essere_feliciIeri visita post intervento presso l’oncologia dell’IRST di Forlì.

L’oncologo ha esaminato la documentazione e ha sentenziato che l’intervento è stato radicale; i margini di resezione sono più che sufficienti per un tessuto indenne da infiltrazioni neoplastiche; la chemioterapia nel mio caso è inutile; molto probabilmente è inutile anche la radioterapia, ma su questo lascia l’ultima parola al radioterapista.

Inutile dire che ho tirato non uno, ma una sequenza di sospiri di sollievo.

Sentirsi dire che ti hanno estirpato il tumore e che non devi fare trattamenti devastanti, non ha prezzo.

Ora affrontiamo con maggiore serenità quest’ultimo consulto specialistico e poi la lunga fase di ricostruzione.

Vuoi vedere che porto a casa la pellaccia anche stavolta?

10 novembre 2016 Posted by | Salute | | 30 commenti

Referendum

Yes!

Yes!

Intervengo poco sui temi della cosiddetta “attualità politica”.

Il livello del dibattito rimane basso, molto basso, fatto di grida, di applausi a prescindere, di generalizzazioni, di frasi fatte; quando va male, di bastonate ai poliziotti.

Non starò qui a ripetere le mie motivazioni di perplessità nei confronti di Renzi, fin da prima che diventasse segretario del PD. La sua cultura politica e il modo come la mette in atto non mi appartengono.

Ma Renzi ha dei formidabili alleati: gli anti-renziani, che sono peggio di lui.

I variegati fronti del SI e del NO al referendum costituzionale (più variegato mi sembra il fronte del NO, che va dall’estrema destra di CasaPound all’estrema sinistra dei picchiatori di piazza, passando per Grillo, il Berlusca, Salvini, Bersani…), quando trovano il tempo e la voglia di scendere a discutere di contenuti, scoprono posizioni tra loro inconciliabili.

C’è chi sostiene che in Italia sia sufficiente una sola Camera (e il Senato disegnato da questa riforma lascia alquanto a desiderare) e c’è chi sostiene invece che la democrazia abbia bisogno di decidere, poi di ripensarci, poi di controllare, poi… Io penso che la forma di Stato disegnata dalla nostra Costituzione abbia bisogno di radicali innovazioni. Tra queste, una sola Camera con rappresentanti eletti in piccoli collegi uninominali: risulta eletto chi ottiene più voti e può essere conosciuto e controllato meglio dagli elettori. Poi, a livello nazionale, occorre che la legge elettorale garantisca la governabilità e quindi un premio di maggioranza a chi vince, garantendo la rappresentanza delle minoranze. Niente ballottaggi, fonti di accordi sottobanco e niente preferenze.

C’è chi sostiene che la nostra sia la Costituzione più bella del mondo. E’ una Costituzione che ha garantito la pace sociale dell’Italia uscita dal dopoguerra, ma non ha impedito l’occupazione dello Stato da parte dei partiti. E’ la Costituzione che – attraverso il suo organo di “protezione”, cioè la Corte Costituzionale – ha impedito che il popolo (ma non dovrebbe essere “sovrano”?) potesse esprimersi sulla legge di riforma (si fa per dire) del sistema pensionistico, con il trucchetto dei suoi riflessi sul bilancio dello Stato.

Ma quello che più squalifica i sostenitori del NO è che da trent’anni tentano di modificare la Costituzione, senza esserci mai riusciti e ancora adesso promettono che se vinceranno i NO, dal giorno dopo si metteranno al lavoro per cambiarla. Con quale credibilità? Meno di zero. Poi ci sono anche quelli che sostengono che la Costituzione va bene così, ma questi secondo me non contano, perché vivono nel paese delle favole.

La riforma partorita da Renzi & C. presenta un sacco di falle, ma rappresenta comunque un piccolo passo in avanti. Piccolo, molto piccolo, ma dalle mie parti c’è un proverbio: “Meglio piuttosto di niente“.

P.S.: dopo il referendum, qualsiasi sia il suo esito, continueremo ad avere un giovane su due disoccupato; continueremo ad avere una magistratura che impiega decenni per concludere un processo; continueremo ad avere una sanità che garantisce cure migliori a chi ha soldi; continueremo ad avere banche che ci fregano legalmente i soldi; continueremo ad avere un’evasione fiscale degna di un Paese del terzo mondo. Ma su questo i politicanti non troveranno mai le energie per lavorare insieme. Al massimo si metteranno d’accordo sul ponte sullo stretto di Messina…

Bella signora

7 novembre 2016 Posted by | Politica | | 55 commenti

Una bella, bella notizia

victoryMa che dico bella?

Eccezionale veramente!

Oggi sono andato in ospedale a fare la medicazione periodica. A parte il fatto che ormai la medicazione si è molto ridotta di volume, riducendosi a un po’ di cremina, una garza e qualche cerotto, il medico mi ha consegnato un documento atteso per il proseguo delle terapie: il referto definitivo dell’esame istologico del mio (ex) naso e tessuti circostanti.

L’ansia era a mille, perché da questo dipendono molte cose; non soltanto le terapie successive, ma anche le possibilità di guarigione.

Orbene, il medico che mi ha visitato, premettendo che lascia l’ultima parola al chirurgo che mi ha operato, ha sentenziato che “Dal mio punto di vista l’intervento è perfettamente riuscito. La guarigione procede bene. L’esame istologico definitivo è negativo e per me non vi è bisogno di alcun trattamento complementare. Soltanto i controlli periodici“.

Il che, tradotto in parole povere, vuol dire niente radioterapia e niente chemioterapia.

Era il risultato sperato, atteso, desiderato, ma quasi impossibile da immaginare.

Ma come – ho pensato – vuoi vedere che la scampo pure stavolta?

Ora mi occorre approfondire questa diagnosi per essere certo al cento per cento del percorso da intraprendere, ma il futuro appare un po’ più roseo.

Andiamo avanti, attendendo la guarigione definitiva e la protesi, poi vediamo.

Tanti auguri (a me)

3 novembre 2016 Posted by | Salute | | 25 commenti

Nervosismo

mafalda2Sono giorni di nervosismo questi.

Non poter uscire, per evitare il più possibile virus e altre robacce simili; avere una medicazione che – soprattutto la sera – dà fastidio; non sapere cosa accadrà – in termini di terapie – nel futuro prossimo; non riuscire a immaginarsi con un’altra… immagine; fare fatica leggere per “supporto deficitario agli occhiali” (eufemismo); non sopportare la curiosa intrusione di alcuni soggetti.

Tutti fattori questi che comportano una certa dose di nervosismo.

Ho imparato che in questi casi occorre tener duro e cercare di superare questi periodi nel modo migliore, ma non è facile.

Si ha l’impressione che gli altri non capiscano, ed è effettivamente così; ma non si può nemmeno star lì a spiegare.

Chi ha i problemi se li smazza. Punto.

1 novembre 2016 Posted by | Salute | | 6 commenti