Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Casa mia, casa mia…

harry-potterEccomi qua, di nuovo a casa.

I medici hanno detto che la ferita sta guarendo molto bene. Ora siamo in attesa dell’esame istologico definitivo, dopo quello estemporaneo, risultato negativo per infiltrazioni di neoplasia nei tessuti circostanti quello che una volta era il mio naso; poi verrà impostata la terapia successiva.

Eccola qui quella che sarà la mia vita d’ora in avanti: un’attesa tra un controllo e l’altro, con la speranza che il termine negativo non lasci mai il campo a quello positivo.

Finché stai all’ospedale sei in un ambiente per così dire “protetto”: tutti hanno problemi più o meno come i tuoi. E’ quando torni a casa e sfiori anche solamente il tuo mondo che ti accorgi che tu non sei e non sarai mai più quello di prima, né fisicamente né psicologicamente, mentre gli altri continuano la loro vita normale, di tutti i giorni.

Vabbe’, occorre farsene una ragione. Sta a vedere che questa è la volta buona che riesco a leggere tutta la Divina Commedia…

Divina Commedia a parte, in ospedale mi sono letto l’ottavo libro di Harry Potter. Che dire?

Premesso che a teatro deve essere tutta un’altra cosa, secondo me quando una saga è finita, è finita. Punto. Inutile tirare fuori dal cilindro trovate seppur fantasiose per prolungarla. E la saga potteriana è finita.

Poi mi permetto di fare un’altra considerazione. Secondo me, chi legge saghe come quella di Harry Potter (ma lo stesso vale anche per altre storie) lo fa per tuffarsi in un mondo che è altra cosa rispetto a quello attuale. E più riescono a trascinare il lettore al loro interno, meglio sono. Ergo, se tu mi trasbordi nella saga i problemi del mondo reale (per esempio l’alto costo delle bistecche di vitello, tenerissime ma costosissime), tutta la magia della storia viene a cadere. Per questo le saghe quando finiscono, finiscono: perché a quel punto sappiamo benissimo che i nostri eroi torneranno a una vita normale, ma a noi non ce ne frega niente, perché per noi rimarranno sempre quelli che hanno vissuto – insieme a noi – fantastiche avventure.

Se poi non si possono permettere le bistecche di vitello, che si mangino quelle di maiale…

P.S.: un giorno di digiuno (quello dell’intervento); sei giorni di dieta leggera (incommentabile); un giorno e mezzo di dieta normale e stasera un bel piatto di spaghetti e zucchine ripiene, ma ora ho fame, fame, fame…

C’è tutto un mondo intorno…

26 ottobre 2016 Posted by | Libri, Salute | , | 25 commenti