Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Amici miei…

naso1Lunedì entro in ospedale e martedì verrò sezionato, spezzettato, affettato, tranciato.

Tecnicamente si chiama rinectomia subtotale, in pratica si tratta di una asportazione della protuberanza che sta al centro del viso.

Così oggi ho fatto fare al mio naso un ultimo viaggio in auto, portandolo in giro per le nostre colline, quelle stesse che fino a poco tempo fa percorrevamo in bicicletta, tutti felici e spensierati.

Certo, in questi 56 anni il rapporto tra noi due, io e il naso, non è stato dei più semplici. Mi ha fatto tribolare, e tanto, ma ciò non significa che a me non dispiaccia privarmene.

D’accordo, sarà sostituito, ma non sarà più la stessa cosa. E nemmeno io sarò più la stessa cosa.

Forse ci scriverò un libro sul mio naso (sempre ammesso che sopravviva, ovviamente).

Ci si rivede dopo, eh? Fate i bravi, mi raccomando.

P.S.: lasciatemi dire due parole su Dario Fo. Il mio ricordo di lui è legato alla trasmissione Mistero Buffo alla RAI, nel 1977. Anni nei quali erano forti e animate le discussioni ideologiche; anni nei quali ancora si sperava di poter cambiare qualcosa. Con Dario Fo ridevano i vecchi e i giovani, i ricchi e i poveri, i colti e gli ignoranti. Ridevano anche i miei genitori, mentre lo guardavamo insieme. Di lì a poco l’Italia sarebbe piombata nella violenza e nel terrorismo e per decenni non ne sarebbe più uscita. Questo mi ricorda Dario Fo: che faceva ridere anche i miei genitori. Lui e Zeffirelli erano i simboli di grande cultura, su sponde politiche opposte. Per il resto, non l’ho mai seguito tanto.

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15 ottobre 2016 Posted by | Ricordi, Salute | , | 26 commenti