Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La stupidità obbligatoria

servilismoIn attesa che mi confermino l’appuntamento presso i luminari di questo centro (per salvarmi la pelle e, se possibile, anche il naso), e per evitare di trasformare questo blog in una inquietante sequela di bollettini medici, vorrei parlare di un articolo di giornale pubblicato qualche mese fa e che mi è capitato sotto mano oggi, sistemando delle carte.

L’articolo di intitola La stupidità obbligatoria che affossa le aziende e parla di un libro scritto a quattro mani da due docenti americani di management, non ancora tradotto in Italia.

Cosa dicono i due esperti?

Che un guaio per le aziende è la cosiddetta stupidità funzionale, cioè quella che certi dirigenti tendono a inculcare nella cultura aziendale pur di non avere obiezioni.

Nel breve periodo, questo meccanismo può anche funzionare, perché rende i dipendenti più efficienti e dà certezza che le decisioni verranno messe in atto. Ma nel medio-lungo periodo mina la reattività delle aziende.

Un esempio, studiato approfonditamente, è quello della Nokia, dove vi era una esagerata cultura dell’ottimismo: i quadri non davano cattive notizie per paura di mettersi in cattiva luce; i dipendenti non ponevano domande critiche; nessuno voleva essere considerato un guastafeste. I dipendenti riportavano ai superiori soltanto i successi. L’azienda si impegnò a rispettare scadenze e progetti poco realistici e i prodotti che dovevano contrastare Apple arrivarono sul mercato in ritardo e di qualità non ottimale. Nokia, da leader nel suo settore, perse competitività e nel 2013 Microsoft ne assunse il controllo.

Mi sono tornati in mente i vari dirigenti che ho avuto in azienda: quasi tutti si attorniavano di yes men, e le persone con maggiore spirito critico se ne sono andate. Alcuni di quei dirigenti sono ancora in servizio e a volte si lamentano dei loro collaboratori, non abbastanza “svegli”.

Ma tu – mi viene da ribattere – ti sei scelto i collaboratori svegli o ubbidienti?

Ovviamente hanno scelto i secondi…

Italian sinfonia

22 settembre 2016 - Posted by | Salute, Sani principi | ,

18 commenti »

  1. I lecchini sono sempre esistiti e sempre esisteranno, e indubbiamente fanno comodo per il proprio ego, soprattutto ai dirigenti vanitosi!!!!!
    P.S.
    Fammi sapere l’impressione che avrai….

    Commento di Silvia | 22 settembre 2016 | Rispondi

  2. Quoto @Silvia : i leccacul@ e/o i leccafreg@ sono sempre esistiti, e ciò spiega in quale mondo scemo ci ritroviamo a vivere ! 😦

    Commento di cavaliereerrante | 22 settembre 2016 | Rispondi

  3. Confermo, sia nel pubblico che nel privato: Aggiungerei che nel pubblico è ancora peggio perché nessuno manifesta apertamente le proprie idee ( e gli spazi ci sarebbero, sono gli organi collegiali…) tutti acconsentono e poi, nei fatti, ognuno fa quello che gli pare😦 . Io sono stata l ‘UNICA a dissentire l’anno scorso all’ultimo collegio. Risultato? metà del corpo docente mi ha tolto il saluto. In compenso il vice preside ha smesso di ignorarmi e adesso quando dico qualcosa mi ascolta!!!

    Commento di nonsonosola | 23 settembre 2016 | Rispondi

    • Secondo me vale sempre la pena esprimere le proprie opinioni. In modo pacato, ma chi se ne frega se gli altri non apprezzano!

      Commento di aquilanonvedente | 24 settembre 2016 | Rispondi

  4. Ah beh…quando approdai alle dipendenze del mio ultimo datore di lavoro (che Dio lo strafulmini ogni 5 minuti e gli regali una diarrea oceanica e perniciosa sto ciccione demm…da) l’ambiente era proprio quello che hai descritto tu. Eppoi c’erano le gerarchie, non scritte ma di fatto rigidissime. Se davanti al nome non c’avevi scritto Dr. o Dr.ssa non valevi una ceppa, nemmeno se con il tuo diploma e con svariati anni di specchiato servizio gli reggevi tutta la baracca che aveva fatto dirigere dall’amico suo idiota proclamandolo A.D. – laureato – al quale scrivevo io la corrispondenza perchè era idiota e illetterato. Solo che a lui per fargli scaldare la sedia e leggere il giornale in ufficio gli dava 15mila euri mese e a me ne dava poco meno di 1700. Siccome gli facevo da badante, all’idiota, ero la sua ombra anche alle riunioni ufficiali dove lui imparava a memora la lezione sui dati forniti da me e io dovevo fare il suggeritore. Purtroppo io, chi mi frequenta lo sa, ho una testa pensante e un’indole poco incline alle smancerie…dopo aver sentito 1, 2, 3 cazzate me ne fregavo del titolo accademico mancante e gliene cantavo come me la sentivo. La prima volta fu basito scalpore, la seconda pure, la terza fu l’ultima😀 con mio sommo sollievo. Per farmi fuori a me, hanno dovuto mettere su un software e c’hanno messo circa 3 anni, eppoi quello che facevo comodamente da sola nelle mie 40 ore settimanali, ora lo fanno in 4 + il software gestionale. Se li saranno fatti sti teste de K due conti? Alla fine io penso di si. Però mo tu vòi mette che quando spari cazzate il software mica se n’esce con: Ma mi scusi un momentino eh!!!😉 Contenti loro.

    Commento di ziaraspa | 23 settembre 2016 | Rispondi

    • Che dire…. sei stupenda Zia!

      Commento di Mapy | 23 settembre 2016 | Rispondi

      • Concordo …. e aggiungo che è tempo ormai che Zia @Raspa riapra il suo Blog, e ci rifaccia assaggiare i suoi deliziosi manicaretti e il suo saggio vino (rosso), spalancandoci le porte indimenticabili di casa sua ! 😀

        Commento di cavaliereerrante | 24 settembre 2016 | Rispondi

    • Ce ne vo’ per farti stare zitta, eh? 😛

      Commento di aquilanonvedente | 24 settembre 2016 | Rispondi

  5. Gli yes men (e chi se ne circonda) purtroppo sono il danno delle aziende.
    Non sono un manager e non sarei in grado di esserlo. Ma la differenza tra chi davvero farà crescere un’azienda e chi invece occupa spazio si vede.
    L’Italia sta crollando per un classe manageriale incapace.

    Commento di magicamente73 | 23 settembre 2016 | Rispondi

    • Una classe manageriale incapace, scelta apposta da chi così la vuole, per vari motivi (non ultimo, quello che le aziende non debbano crescere…).

      Commento di aquilanonvedente | 24 settembre 2016 | Rispondi

  6. Sono cresciuta accanto ad un imprenditore incredibile qual era mio padre (è vivo, ma oggi cerca di sopravvivere con una pensione di commerciante di 740 euro per più di 50 anni di attività per quasi 365 gg l’anno…) che di errori ne ha fatti tanti, ma di certo non era uno di quelli che amava circondarsi di gente stupida. Sopratutto tra il suo personale.

    Commento di Mapy | 23 settembre 2016 | Rispondi

    • Proprio ieri il mio amministratore mi diceva che vuole dei collaboratori che facciano quello che lui dice, senza tanti tentennamenti.
      E’ suo diritto – gli ho risposto – pretendere che venga eseguita la strategia aziendale che lei decide. Così come è nostro dovere esprimere la nostra opinione sulle modalità con le quali attuarla. Io dico come la penso, poi lei è libero di tenerne conto oppure no.

      Commento di aquilanonvedente | 24 settembre 2016 | Rispondi

      • Il vero leader è quello che si circonda di persone più capaci di lui…👍💪

        Commento di Mapy | 24 settembre 2016 | Rispondi

        • Verissimo.
          Oggi invece sono importanti solo i soldi, per cui c’è gente che accetta incarichi ben sapendo di non esserne all’altezza. Se si trova vicino qualcuno di intelligente, lo vede come un potenziale concorrente e invece di utilizzarlo, lo allontana.

          Commento di aquilanonvedente | 25 settembre 2016 | Rispondi

          • Già… invece di vederlo come un potenziale per la sua azienda… che ignoranza signori miei! 😕

            Commento di Mapy | 25 settembre 2016 | Rispondi

            • (…per la propria azienda…)
              P.s. dovrebbero insegnare certe attitudini, a partire dalla scuola…

              Commento di Mapy | 25 settembre 2016 | Rispondi

      • È triste lavorare per persone che non comprendono questo. ….

        Commento di Mapy | 24 settembre 2016 | Rispondi


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