Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Domani TC-PET

tc-petDomani TC-PET a Parma. Passaggio fondamentale per verificare la stadiazione del mio tumore, se veramente è “in situ”, come definito dagli accertamenti fatti finora (cioè localizzato nel solo naso, senza metastasi), oppure no.

Lo stress è tanto, aggravato dal fatto che l’esame va effettuato a digiuno, cioè potrò mangiare verosimilmente a soltanto a mezzogiorno.

Altro fattore che accentua lo stress è il fatto di dover fare 80 chilometri per un esame che oggi è molto diffuso e quindi la domanda sorge d’obbligo: perché la sanità piacentina non si è ancora dotata di una TC-PET e si appoggia a una struttura privata di Parma? Ricordo che per anni la sanità piacentina è stata priva di una TAC e ovviamente si faceva riferimento alle cliniche private (convenzionate) che si sono fatte i soldi (nostri). Ma del resto, quando trent’anni fa feci la prima ortopanoramica prescritta dal dentista, mi mandarono anche allora in una clinica privata.

Spero non vi siano brutte sorprese (quelle attuali bastano e avanzano).

P.S.: magari finito l’esame cerco un ristorantino e mi strafogo di lasagne. Le faranno buone in quel di Parma? Sperem…

Matia Bazar – Cavallo bianco

29 settembre 2016 Posted by | Salute | | 13 commenti

David Copperfield

david-copperfieldIn genere, quando i problemi di lavoro si infittiscono, mi viene voglia di leggere libri “pesanti”. E’ come se sentissi il bisogno, una volta chiusa la porta dell’ufficio, di immergere la mente in altri mondi, per evitare di continuare a pensare a questo (questa cosa purtroppo funziona solo per il lavoro, non per la salute).

Così all’inizio dell’estate ho acquistato due “mattoni”: Anna Karenina di Tolstoj e David Copperfield di Dickens. Indeciso su quale iniziare prima, alla fine ho optato per quest’ultimo e, iniziato il 30 luglio, l’ho terminato il 26 agosto, giorno del mio compleanno.

Che dire? 1.100 pagine non sono mica bruscolini, ma io sono uscito da questa avventura assolutamente entusiasta.

Non avevo mai letto Dickens prima d’ora, se non un racconto alcuni anni fa. Sono sempre stato tentato dall’acquisto de Il Circolo Pickwick, ma poi alla fine ho optato per questo.

Pubblicato nel 1849-1850, i suoi quasi 170 anni non li dimostra.

Anzitutto io sono entrato subito in empatia con David, il protagonista: ho partecipato alle sue vicissitudini, gioendo o rattristandomi a seconda dei casi. Poi mi sono innamorato di Agnes e se non fossi già stato sposato… Ho provato un’innata simpatia per la zia Betsey, per Peggotty e per quello strambo del signor Dick, per non parlare poi del signor Micawber.

Ho sofferto per David maltrattato dal patrigno e dalla sua perfida sorella; per i maltrattamenti alla scuola di Salem House; per la sua angoscia durante il lavoro al deposito. Ho gioito quando ha ritrovato la zia Betsey, che l’ha adottato, fatto studiare e avviato al lavoro; quando ha ritrovato la sua tata Pegotty e ha conosciuto i suoi parenti; quando si è innamorato di Dora; quando…

Sarebbe troppo lungo e inutile raccontare tutte le peripezie del protagonista, basti dire che la storia è a lieto, lietissimo fine.

Virginia Woolf nella postfazione del libro scrive che Dickens manca di fascino e di profondità quando deve scrivere di emozioni e sentimenti, esaltando invece la sua capacità di creare una marea di personaggi , che si affollano uno dietro l’altro nello scorrere della vita. Devo dire che io questa carenza non l’ho sentita eccessivamente, forse proprio perché, entrando dentro la storia, più che leggere di emozioni e sentimenti, li ho provati direttamente. Del resto, è noto che ogni lettore legge le storie a modo suo, anzi legge la propria storia (o perlomeno quella che vorrebbe lo fosse).

Matia Bazar – C’è tutto un mondo intorno

28 settembre 2016 Posted by | Libri, Salute | , | 33 commenti

Pensa positivo!

ottimismo2Devi pensare positivo!” mi dicono tutti.

Ok.

Vi prendo in parola.

L’operazione chirurgica andrà bene. Estirperanno il tumoraccio e mi rifaranno un nasino nuovo, e io sarò più bello che pria! (non ci vuole molto…)

Porterò a termine le mie terapie con un po’ di fatica, ma avendole già fatte l’anno scorso, sarò in possesso delle “dritte” giuste per affrontarle.

Mi consentiranno di andare in pensione anticipata per motivi di salute con l’anzianità contributiva massima. Passerò le mie giornate a fare soltanto le cose che mi piacciono.

Farò causa all’USL per malasanità e riceverò un risarcimento di centinaia di migliaia di euro, che mi permetteranno di fare le vacanze alle Auai.

Che dite? Va bene così, oppure ho esagerato?

P.S.: dimenticavo. Dato che oggi è partita la batteria dell’auto, la suddetta auto non si guasterà più per i prossimi dieci anni!

26 settembre 2016 Posted by | Salute, sogni | , , | 22 commenti

Le regole del fuoco

le-regole-del-fuocoWeek end di riflessione, questo.

Sono a casa da solo (non voglio che il resto della famiglia cambi le proprie abitudini e i propri progetti per causa mia) e ne approfitto per fare il punto su alcune cose, prima di affrontare una nuova settimana.

Cerco di trovare la forza per affrontare i prossimi mesi. Per rendere il calvario meno duro per i miei familiari. Per riuscire a intravedere una via d’uscita e un ritorno alla quasi normalità, alla vita. Non ho uno Yoda vicino, ma ho diverse persone che mi sosterranno e bisogna che mi ricordi sempre la frase finale: “Non posso crederci”, “Ecco perché hai fallito.

Sempre per non fare del blog una sequela di lamentele, lasciatemi parlare però per un attimo di un libro che ho letto all’inizio di questo mese, Le regole del fuoco di Elisabetta Rasy.

Si sa che io non sono solito leggere i cosiddetti best seller, ma questo mi aveva incuriosito. Devo dire che l’ho trovato un romanzo “onesto”, con una buona caratterizzazione delle due protagoniste. Niente di eccezionale, ma tutto sommato si può leggere, insomma. Le grandi storie sono altre, come questa, che ho letto avidamente nel mese di agosto e della quale ne parlerò presto (perché dobbiamo tornare indietro di uno o due secoli per leggere grandi storie?).

Matia Bazar – Italian sinfonia

 

 

 

25 settembre 2016 Posted by | Libri, Salute | , | 12 commenti

La stupidità obbligatoria

servilismoIn attesa che mi confermino l’appuntamento presso i luminari di questo centro (per salvarmi la pelle e, se possibile, anche il naso), e per evitare di trasformare questo blog in una inquietante sequela di bollettini medici, vorrei parlare di un articolo di giornale pubblicato qualche mese fa e che mi è capitato sotto mano oggi, sistemando delle carte.

L’articolo di intitola La stupidità obbligatoria che affossa le aziende e parla di un libro scritto a quattro mani da due docenti americani di management, non ancora tradotto in Italia.

Cosa dicono i due esperti?

Che un guaio per le aziende è la cosiddetta stupidità funzionale, cioè quella che certi dirigenti tendono a inculcare nella cultura aziendale pur di non avere obiezioni.

Nel breve periodo, questo meccanismo può anche funzionare, perché rende i dipendenti più efficienti e dà certezza che le decisioni verranno messe in atto. Ma nel medio-lungo periodo mina la reattività delle aziende.

Un esempio, studiato approfonditamente, è quello della Nokia, dove vi era una esagerata cultura dell’ottimismo: i quadri non davano cattive notizie per paura di mettersi in cattiva luce; i dipendenti non ponevano domande critiche; nessuno voleva essere considerato un guastafeste. I dipendenti riportavano ai superiori soltanto i successi. L’azienda si impegnò a rispettare scadenze e progetti poco realistici e i prodotti che dovevano contrastare Apple arrivarono sul mercato in ritardo e di qualità non ottimale. Nokia, da leader nel suo settore, perse competitività e nel 2013 Microsoft ne assunse il controllo.

Mi sono tornati in mente i vari dirigenti che ho avuto in azienda: quasi tutti si attorniavano di yes men, e le persone con maggiore spirito critico se ne sono andate. Alcuni di quei dirigenti sono ancora in servizio e a volte si lamentano dei loro collaboratori, non abbastanza “svegli”.

Ma tu – mi viene da ribattere – ti sei scelto i collaboratori svegli o ubbidienti?

Ovviamente hanno scelto i secondi…

Italian sinfonia

22 settembre 2016 Posted by | Salute, Sani principi | , | 18 commenti

Il sole di settembre

nasoNon avevo mai fatto caso più di tanto al sole di fine estate.

L’aria si è rinfrescata, le ombre si sono oscurate, ma il sole – quando non piove – rimane accecante come quello di un mese fa. Ti scalda le ossa, è ancora capace di farti sudare e sarebbe un ottimo compagno per i miei giri in bicicletta sulle nostre colline o nei percorsi lungo il grande fiume.

A quante cose finora non ho fatto caso più di tanto?

Penso e ripenso in un turbine di pensieri che non mi lascia mai, giorno e notte, mattina e pomeriggio, sempre e ovunque.

Ieri sono andato in quell’ospedale dove, se avessi dato retta al mio sesto senso, sarei andato anche l’anno scorso.

La diagnosi è chiara: tumore del setto nasale.

Il percorso terapeutico proposto invece è diverso: prima è necessario intervenire chirurgicamente; soltanto dopo si potrà lasciare campo libero alle ben note terapie radio e chemio.

E come si interviene su un naso messo come il mio? Semplice: togliendolo.

Sì, togliendolo e sostituendolo con una bella protesi, come quella della foto.

Una protesi che, per quanto possa essere forgiata a regola d’arte, non sarà mai come l’originale. E io non so se potrò mai più riconoscermi allo specchio (sempre ammesso e non concesso che riesca a salvarmi, eh?).

Penso e ripenso a tante cose.

Alla mia famiglia, anzitutto, che dovrà sopportare un’altra dura prova.

A me, che non so se riuscirò mai ad accettarmi.

Al mio lavoro, che dovrà interrompersi ancora e non so se potrà mai riprendere.

A quello che non riuscirò più a fare, dire, pensare, perché non so se psicologicamente riuscirò ad accettarmi di nuovo.

Sarà dura, molto dura.

A volte mi sento forte, altre volte mi prende lo sconforto. Vorrei addormentarmi e risvegliarmi tra un anno, quando tutto sarà finito (in un modo o nell’altro). E invece dovrò combattere giorno per giorno.

Mi faccio scaldare ancora un po’ le ossa dal sole di settembre, prima di affrontare un lungo autunno e un buio inverno…

Winter melody

 

18 settembre 2016 Posted by | Salute | | 19 commenti

Quando il gioco si fa duro…

… i duri cominciano a giocare.

aquila

(Se se… facciamo pure gli sbruffoni, eh? anche se ce la stiamo facendo sotto, ma non facciamolo sapere a lui…)

16 settembre 2016 Posted by | Salute | | 10 commenti

Purtroppo…

aquila1… le analisi della biopsia della mia tumefazione non hanno portato alcunché di positivo.

Si tratta di neoplasia (termine che ha usato il medico), cioè, in parole povere, di cancro.

Ancora? Sì, ancora.

Fra un paio di giorni avrò maggiori certezze sulle cause e sulle cure proposte.

Trattandosi di una forma rarissima (così si è espresso il medico) di cancro, sto valutando di rivolgermi a un’altra struttura ospedaliera, dove questa cosa non rappresenti una novità, perché non ho alcuna voglia di fare da cavia.

Ora vado a letto, perché stanotte ho dormito pochissimo, mi sono alzato alle cinque e mezza e sono stato in ospedale dalle otto di mattina alle due e mezza di pomeriggio (80% del tempo trascorso in attesa, ovviamente).

Ovviamente il mio morale è sotto le scarpe. A volte mi viene di mollare tutto, altre volte di lottare. Adesso sono per il 70% in lotta e per il 30% in arresa.

Domani vedremo.

Buonanotte.

 

13 settembre 2016 Posted by | Salute, Storie ordinarie | | 17 commenti

Rientro

faccina-preoccupataDomani si rientra al lavoro.

La domenica ultimo giorno di ferie è veramente una giornata del c…

Ma io quest’anno ho anche trascorso ferie del c…

Sono molto preoccupato. Martedì mi devo sottoporre a una risonanza magnetica e in settimana dovrebbero arrivare i risultati di una biopsia fatta qualche giorno fa.

Sono molto preoccupato.

In famiglia nessuno sa niente, anche perché mi sembra inutile fare preoccupare altre persone per qualcosa che forse (speriamo) alla fine potrebbe trattarsi di niente di grave. Pensano che siano i consueti controlli di routine.

Io invece sono molto preoccupato…

11 settembre 2016 Posted by | Salute | | 56 commenti