Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Quell’odore…

Notte un po’ insonne, quella appena trascorsa.

La colpa è anche un po’ mia, perché mi sono addormentato praticamente quasi subito dopo cena – una cenetta frugale frugale, a base di salmone affumicato biologico norvegese, insalata verde con pomodorini, qualche fettina di salume, una susina e una pesca – con il libro in mano.

Ovvio quindi che alle tre di notte mi svegliassi e non riuscissi più a riprendere sonno.

Così, dopo un po’ di giramenti nel letto, mi sono spostato in cucina e ho letto un capitolo di David Copperfield. Poi verso le quattro e mezza sono tornato a letto e quando alle sei è suonata la sveglia le ho dato una manata e ho proseguito a dormire.

Poco male, perché oggi sono in permesso – a noi malati oncologici ci equiparano ai disabili e ci omaggiano dei tre giorni di permesso mensile – e il programma della mattinata era la bicicletta.

Dopo colazione e dopo avere scarrozzato la piccola all’oratorio, sono partito con la mia Bianchi spillo. Ho optato per un inizio di percorso pianeggiante, per dirigermi poi verso le colline dell’Oltrepò pavese.

granoturcoHo imboccato pertanto la strada verso il Grande Fiume. A distanza di circa un chilometro dal paese, dopo avere attraversato il cavalcavia dell’autostrada – a proposito, avete mai notato che quando percorrete un cavalcavia in bicicletta, la prima parte, cioè quella in salita, è sempre più lunga della seconda, cioè quella in discesa? E la cosa strana è che accade la stessa cosa anche quando lo percorrete nel senso opposto. Mah… misteri della vita… – dopo aver attraversato il cavalcavia, dicevo, è accaduto.

Cos’è accaduto?

E’ accaduto che mi sono ritrovato improvvisamente immerso in un odore, anzi direi in un profumo che mi è entrato nelle narici e ha fatto immediatamente capolino nella mia memoria. In un istante mi sono ritrovato indietro di quarant’anni, sul balcone della casa nella quale ho vissuto la mia adolescenza, a leggere le avventure di Paperino, Topolino, Paperone e via dicendo, che nella prima metà degli anni settanta andavano alla grande in casa mia.

Sono rimasto stupito da questa cosa. Mi sono guardato intorno; sarà stato forse il campo di mais che stava alla mia sinistra, oppure qualche strana erba del campo sulla destra, che sentivo anche allora e che mi ha fatto ricordare quegli anni? Ancora adesso non lo so, ma per qualche centinaio di metri mi sono immerso in quei dolci ricordi, come se si fosse spalancata improvvisamente una porta sul mio passato e sulle persone che allora mi accompagnavano nel corso della vita.

Un paio d’ore dopo e con qualche decina di chilometri nella gambe, ho rifatto la stessa strada per tornare al paese, ma quell’odore, quel profumo non c’era più.

Poco male, è stato bello ugualmente.

11 agosto 2016 - Posted by | Notti insonni, Smancerie pseudo-sentimentali |

19 commenti »

  1. Forse quell’ odore non c’ era più … o forse l’ incanto di allora era già svanito, ma di sicuro c’ è in questo tuo post tutta la tua arte di scrivere, che è davvero grandissima ! 🙂

    Commento di cavaliereerrante | 11 agosto 2016 | Rispondi

  2. Sono quelle cose inspiegabili che, perfortuna, accadono….all’improvviso un odore, un profumo, una parola…un piccolo gesto….basta una cosa qualsiasi e veniamo riportati indietro negli anni nel momento in cui la stessa cosa era presente……il nostro passato non svanirà mai e ogni tanto trova qualche scusa per rifarsi prepotentemente vivo e trascinarci con lui.
    Buon ferragosto, te lo dico adesso perchè non ci saro!🙂

    Commento di Silvia | 11 agosto 2016 | Rispondi

    • Eh già, proprio così.
      Pensa te che io non appena vedo una moneta da un centesimo mi tornano in mente gli anni nei quali ero miliardario… 😕
      P.S.: tornata dal ferragosto?

      Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2016 | Rispondi

  3. L’olfatto, per quanto il senso forse meno considerato, è anche quello che più di tutti gli altri stimola la memoria e si lega indissolubilmente con certi ricordi soprattutto dell’infanzia.

    Commento di gmdb | 12 agosto 2016 | Rispondi

    • Vero. E non solo dell’infanzia. Quando sento certi odori ancora mi sovviene il ricordo della sbobba della caserma…

      Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2016 | Rispondi

  4. Che meraviglia….

    Commento di Mapy | 12 agosto 2016 | Rispondi

    • Se mi prepari due scorfanetti, posso ricordare tante altre cose… 😉

      Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2016 | Rispondi

      • O caspita! Proprio il pesce??? Non amo molto i pesci… quell’odore… 😂😂😂😂😂😂

        Commento di Mapy | 17 agosto 2016 | Rispondi

  5. A volte basta poco per scatenare una sensazione. A me succede con l’arrosto: io non lo so cucinare, ma mia madre è bravissima.. mi vengono le lacrime agli occhi tutte le volte.

    Commento di magicamente73 | 13 agosto 2016 | Rispondi

    • Anche a me!
      Con l’arrosto, le lasagne, gli stufati…
      (Quand’è che cucina l’arrosto tua madre?)

      Commento di aquilanonvedente | 17 agosto 2016 | Rispondi


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