Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Bud

bud-spencerGrande Bud.

Sei un altro pezzo della mia giovinezza – ma possiamo anche dire della mia vita – che se ne va.

Ancora adesso, quando passano in tv i film tuoi, con o senza il nostro amico Terence, fermarsi è un piacere.

Ci pensavo ieri mentre tornavo in treno dalla capitale (la capitale emiliana, ovviamente): ma quanto è cambiata la mia vita dopo che se ne sono andati parenti, genitori, amici e tutti quei personaggi che hanno connotato la mia esistenza?

Noi forse non ce ne accorgiamo, ma diventiamo più poveri, perché la vera povertà è quella di non avere amici con i quali parlare, ridere, discutere, litigare, condividere… Diventiamo più poveri ogni giorno che passa, e un po’ più soli, perché chi se n’è andato non lo si rimpiazza più, mai più.

Ciao Bud, mi raccomando, se nell’aldilà ritieni che ne valga la pena, affibbia uno dei tuoi sinistri sulla cucuzza a qualcuno. Vedrai che il capo non ti sgriderà…

Altrimenti ci arrabbiamo

30 giugno 2016 Posted by | Ricordi | | 6 commenti

La sora Sabri’, la Brexit e le mie prime due ribellioni

sabrina-ferilliLa Sabrina nazionale in tv ha commentato l’esito delle recenti elezioni e pare chi si sia tirata addosso un sacco di insulti.

Perché la Sabrina ha dichiarato – prima – di votare per Virginia Raggi alle amministrative di Roma.

Ho visto l’intervista di Floris oggi pomeriggio e non penso che la Sabrina abbia detto grandi novità. Ha detto che il PD sta perdendo la sua anima (di sinistra, ma non solo – aggiungo io), che non va più in piazza, che tutti – o quasi – si sono adeguati al pensiero del capo, che in periferia di Roma c’è gente che non c’ha l’acqua e che se gli vai a dire che siamo in pericolo perché la Gran Bretagna vuole uscire dall’UE ti ride in faccia (e se gli vai a dire che vuoi fare le olimpiadi, così magari si lavano nelle piscine o nei resort, ti prendono pure a bastonate – questo la aggiungo io).

Embe’? E che c’è di strano? Perché insultarla? Pensate piuttosto a insultare quei grandi uomini si Stato che pare snobbino il nuovo sindaco della capitale. Ma come! Ma dove sono finiti gli uomini delle istituzioni di una volta? Quelli che, finite le elezioni, riconoscevano il vincitore e lo rispettavano in quanto tale?

Mah…

E non ci eravamo ancora ripresi dalla maratona di Mentana per i ballottaggi che ecco che la Gran Bretagna vota per uscire dall’Unione EuropeaJean-Claude-Juncker

Ma che volto ha l’Europa oggi? Che anima ha?

Quella di Juncker? Stiamo messi maluccio.

La gente (la povera gente, soprattutto), vede che con l’euro si è impoverita (e qualcuno si è ingrassato), risente delle conseguenze della mancanza di una politica europea sull’ambiente, sulla sicurezza, sull’immigrazione.

Parlare di Europa è diventato controproducente.

Per me il primo colpo all’Europa è venuto nella prima metà degli anni novanta, quando abbiamo assistito alla guerra nella ex Iugoslavia e quando ogni Paese europeo (Germania in testa) è andato per la propria strada, contribuendo a smembrare quel Paese per i propri interessi e aprendo la strada al massacro di civili inermi.

E ricordiamoci che settant’anni di pace non sono la regola, sono l’eccezione!

E a proposito di pace, vi ricordate cosa dice il Marchese del Grillo/alias Alberto Sordi? Io so’ io e voi non siete un cazzo!

Soltanto che il Marchese lo diceva ai poveracci che rimanevano agi arresti mentre lui se ne andava libero, mentre io l’ho detto ai miei capi.

E sì e per ben due volte.

La prima, per una questione di poca importanza (ma se si inizia a cedere sulle cose poco importanti, si apre la strada a tutto il resto), la seconda invece su una questione molto più “pesante”, nella quale ne può andare della carriera di una persona.

Perché nella vita si può anche sbagliare, chi non l’ha mai fatto? Vi sono errori compiuti per dolo, che provocano danni alle altre persone e vi sono errori compiuti per leggerezza o negligenza, che provocano conseguenze solo a se stessi e che vengono poi riparati con la “pena” prevista. E allora prima di prendere decisioni  sulla vita lavorativa di una persona, sul suo destino professionale, bisogna essere sicuri di quello che si fa, non sentenziare subito alla cazzo “licenzia!“, “denuncia!“.

Cazzo, ma in che mondo siamo? Perché voi (detto a loro) non avete mai sbagliato? E se avete sbagliato avete percorso la vostra via crucis, oppure vi siete fatti parare il culo dai vostri protettori (io lo so che la risposta giusta è la seconda)?

E allora, cari capi, sappiate che finché sto qui e devo decidere io, io sono il direttore e voi non siete un cazzo!

25 giugno 2016 Posted by | Politica, Storie ordinarie, Vita lavorativa | , , | 1 commento

A te…

esami… che oggi hai affrontato il primo esame della tua vita scolastica, uno di quelli che devi guardare in faccia chi ti esamina e devi rispondere alle sue domande,

a te, che quando sei tornata a casa eri tutta felice perché l’esame “non era poi quella gran cosa” e gli scritti ti hanno detto che sono andati bene,

a te, che la tua amica del cuore ti ha accompagnato per tutta la mattina e domani tu farai altrettanto con lei,

a te, che stasera sei uscita a festeggiare con le tue amiche,

a te, cara figlia, auguro di affrontare con sicurezza tutti i prossimi esami che ti si pareranno davanti, di non abbassare mai la testa di fronte alle ingiustizie, di non farti turlupinare da chi possiede bei paroloni e di aiutare chi ha bisogno di una mano per superare una difficoltà.

Per quanto mi riguarda, spero di poterti accompagnare ancora per un po’ in questo lungo viaggio della vita…

Capitani coraggiosi

22 giugno 2016 Posted by | Notizie dal mondo fatato | | 14 commenti

Dal presente al…

 

Cortana

Cortana

… condizionale.

La funzione di ricerca sul web del mio cellulare, quando l’attivo in genere mi saluta “Ciao Aquila!” e poi mi chiede: “In cosa posso esserti utile?

A volte mi da anche dei suggerimenti: “Perché stasera non vai a mangiare fuori? Ho giusto qui la lista dei ristoranti nei dintorni“, oppure “Vuoi leggere le ultime notizie dal mondo?

Siamo quasi diventati amici. Lei si chiama Cortana ed è quella della foto.

Una specie di streghetta buona per noi utenti di WP (cioè Windows Phone) che però stasera, attivata per sbaglio mi ha lasciato senza parole: “Cosa potrei fare per te?

Non so se ho reso l’idea…

Se comincia ad abbandonarmi anche la Cortana, sto proprio messo male…

SOS!

18 giugno 2016 Posted by | Diavolerie tecnologiche | | 14 commenti

Io, morto per dovere

morto per dovereQuesta è la storia di Roberto Mancini, il poliziotto – sostituto commissario – che, con un’informativa dei primi anni novanta, tentò di fare luce sul traffico illecito di rifiuti, sull’ecomafia e su quella che sarebbe tristemente diventata la cosiddetta “terra dei fuochi“.

Roberto Mancini era detto il “poliziotto comunista”, perché da giovane aveva avuto esperienze politiche nella cosiddetta sinistra extraparlamentare. Un poliziotto poco amante della divisa, con la fondina a destra e Il manifesto sotto braccio.

Di questi anni Mancini impara che c’è una differenza enorme tra legalità e giustizia: non sempre ciò che è legale è anche giusto.

Indagando negli anni della Criminalpol si imbatte in qualcosa di grosso: la criminalità organizzata sul traffico illecito dei rifiuti, con gli smaltimenti abusivi di sostanze tossiche. Scarichi illeciti delle piccole imprese, che si fondano sull’evasione fiscale: producono in nero e smaltiscono in nero. E poi lo sversamento illegale di rifiuti industriali e quello dei rifiuti urbani.

Il processo all’organigramma criminale che ha devastato diverse aree della Campania è iniziato nel 2011 ed è ancora in corso. Peccato che l’informativa di Mancini fosse di quasi vent’anni prima e che sia rimasta sepolta in un cassetto, perché valutata come “insufficiente”, anche se poi alla sbarra ci sono le stesse persone già allora indicate come responsabili (quando i magistrati saranno effettivamente controllati sarà sempre troppo tardi).

Roberto Mancini scopre di avere un linfoma non-Hodgkin nel 2001, un “regalo” lasciatogli dalla sua attività investigativa in mezzo ai veleni.Roberto Mancini

“Riuscirò a vedere i dieci anni di mia figlia?” chiede al medico (la figlia era nata in quello stesso anno) e lui, dopo un breve periodo passato nell’archivio del Ministero della Sanità, era stato dirottato alla polizia ferroviaria. Inizia la chemioterapia, si sente frustrato, litiga con il capo che definisce un cialtrone incapace, che cercava di obbligarlo a mettere la divisa. Lavorare è duro, ma lui non molla.

Nel 2005 viene sottoposto a un autotrapianto del midollo spinale, ma nel 2010 il male ricompare e nel 2014 ha la meglio su di lui. E’ morto all’età di 53 anni.

Molti si lamentano del loro padre, molti dicono “Mio padre è stupido” o “Lo odio”. Be’, io oggi ho perso il mio papà, e non avete idea di quello che farei per dirgli un’altra volta che gli voglio bene… La prima cosa che ho pensato quando ho saputo che stava in coma è stata: “Papà, svegliati, torniamo a casa insieme, ti prego… Apri gli occhi, non puoi mollare ora, mi devi accompagnare all’altare quando mi sposerò, dobbiamo litigare per la televisione, devi fare  il discorso ai ragazzi con cui mi fidanzerò…” Mio padre è morto, e io stavo aspettando lui per festeggiare il mio compleanno. Non arriverà mai. Mi manchi, papà. (Alessia Mancini – 1° maggio 2014)

12 giugno 2016 Posted by | Libri, Storie ordinarie | , | 6 commenti

Volevo un cane

cane_lupettaVolevo un cane.

Lo avevo anche già individuato.

Una simil lupetta di 7-8 mesi, presa da cucciola per fare giocare i bambini e che ora i proprietari non vogliono più, relegandola sola in un cortile spoglio.

Mi aveva colpito il suo sguardo, perché un cane l’avrei scelto per lo sguardo, mica per la razza, l’età o altro.

Ero in contatto con la volontaria che si occupa della sua adozione. Dovevo dare la risposta definitiva entro questa settimana ma ho dovuto rinunciare.

Ho dovuto rinunciare perché in famiglia non tutti pensano che un cane ti da molto di più di quello che ti chiede.

Perché un cane è la quintessenza della fedeltà, dell’amicizia, della compagnia.

Perché a me non interessa andare a mangiare nei ristoranti oppure andare in vacanza chissàdove. Preferisco una sana passeggiata, un giro in bicicletta, una bella lettura o una invitante attività culinaria.

Mi dispiace. Non solo per il cane, ma perché è l’ennesima mia rinuncia.

4 giugno 2016 Posted by | Storie ordinarie | | 30 commenti