Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Ciao A.

luttoStasera volevo scrivere un commento su questo libro, che ho finito di leggere giusto domenica sera e che mi ha lasciato entusiasta.

Poi mi sono ricordato di A.

A. è una vecchia amica di blog. Vecchia non nel senso dell’età, ma nel senso che è stata una delle prime.

Credo che abbiamo stretto amicizia grazie a un quasi-litigio: avevo lasciato uno dei miei commenti… come definirlo? canzonatorio? beffeggiatore? sul suo blog e lei mi ha ribattuto subito, piccata. Poi ci siamo chiariti, ma siamo comunque andati avanti un bel po’ a punzecchiarci.

Ora vorrei mandare un saluto ad A., nel caso passasse di qua.

Perché – vi chiederete – che è successo ad A.?

A. pochi giorni fa ha perso il papà, dopo aver perso l’anno scorso la mamma.

Non è facile, non sono cose che ci si può passare sopra così, tanto per dire.

Soprattutto se si è soli, se si rimane soli.

E perché – vi chiederete ancora – non glielo dici direttamente quello che vuoi farle sapere?

Perché lei mi ha sempre detto che non le piacciono le telefonate. Perché ho paura di disturbare. perché è troppo presto. Perchè… Non lo so nemmeno io il perché.

Ognuno di noi reagisce a proprio modo ai lutti. Vorrei trovare il modo di farle sentire la mia vicinanza senza essere rompicoglioni, senza sparare parole di circostanza che sono inutili. Meglio il silenzio allora.

E’ difficile parlare alle persone appena colpite da un lutto. Così come lo è con le persone colpite da gravi malattie. L’ho sperimentato sulla mia pelle l’anno scorso, di gente che mi evitava perché non sapeva cosa dirmi o come dirmelo.

Vorrei dirle che se vuole scambiare qualche parola, il mio telefono è sempre aperto.

Ciao A., e fatti forza e coraggio.

Musica

24 Maggio 2016 Posted by | Storie ordinarie | , | 10 commenti