Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il giropizza

giropizzaHo sempre pensato che sarei giunto alla normalità o comunque mi ci sarei avvicinato (parlo della normalità mangereccia, non quella della capoccia: per quest’ultima mi sa che ormai ci sia poco da fare…) quando sarebbi riuscito a mangiare la pizza.

E ieri è stata la sera del giropizza.

Certo, alla normalità non ci sono ancora arrivato, ma soltanto fino a qualche settimana fa mangiare le bruschette, la pizza e sentirne il gusto sarebbe (femminile di sarebbi) stato impensabile.

Sbrodolarsi con i tocchetti di pomodoro e la mozzarella filante non ha prezzo, credetemi.

La strada per la normalità del dopo cancro (dopo? speriamo…) è fatta anche e soprattutto di queste piccole cose, che la gente “normale” (= sana) per sua fortuna non conosce (e mi auguro non debba conoscerle mai). Andare a fare la spesa, per esempio, e comprare quello che ti va di mangiare, non quello che puoi mangiare. Sentire in bocca lo stesso sapore che senti con il naso. Tutte cose che temevo di avere perso per sempre e che invece adesso – se continua così – penso di riuscire a recuperare forse entro poco tempo.

Per questo non sopporto quelle persone che si sentono in diritto di venire a spiattellare al sottoscritto i loro problemucci quotidiani: teneteveli per voi, non rompete le palle a me.

Rimane però sempre una sorta di condizione sospensiva. Osservo la gente e penso: fino a quando? Fino a quando per me, ma anche fino a quando per loro… E’ quasi come se avessi visitato un’altra dimensione, dalla quale sono tornato ma che mantiene sempre la porta aperta.

Notte a sorpresa

 

10 aprile 2016 Posted by | Salute | | 4 commenti