Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Ma ci sono gli angeli?

MeditationParrebbe una domanda da porsi dopo aver letto l’ultimo numero di Civiltà Cattolica, ma non è così.

Gli angeli ci sono, eccome. Siamo noi che non li riconosciamo.

A volte prendono la forma di medici, per esempio di un medico, un pediatra. Ma non uno dei medici nostri, quelli che beccano duecento euro per una visita privata che in un Paese serio dovresti fare gratuitamente. E nemmeno uno di quelli che se ne stanno in ospedale più come passatempo che altro.

Oppure prendono la forma di una bambina di sei anni che si ribella alle continue violenze e paga con la vita, e dei suoi piccoli amici che decidono di parlare, a differenza degli adulti vigliacchi, fetenti, disgraziati.

Perché dove c’è un angelo, c’è sempre anche un orco, spesso ignorato o tollerato, finché non colpisce.

E allora dobbiamo colpire prima noi, perché agli orchi va tagliata la testa.

Senza se e senza ma.

Orchi

 

30 aprile 2016 Posted by | Sani principi, Storie ordinarie | | 2 commenti

Un po’ di cose qua, un po’ di cose là…

Premetto: sono anche di buon umore. Avete notato che la domenica assume un’impronta tutta diversa quando, come oggi, il lunedì non si lavora? Io l’ho sempre detto: o aboliamo il lunedì, oppure lo trasformiamo in una domenica-bis e si lavora dal martedì. Ragion per cui, approfittando del mio buonumore, vorrei commentare alcune notizie di questi ultimi giorni.

davigoPrima notizia. Davigo che dice che i politici non hanno smesso di rubare, ma soltanto di vergognarsi. Embe’? Dove sta la novità? Ah già, sta nel fatto che i politici rubano perché sono in gara con altre categorie. Quali? I magistrati, per esempio. Quando voi prendete due sentenze di tribunali civili, amministrativi o anche penali e vedete che di fronte a casi simili sono arrivati a conclusioni diametralmente opposte, cosa pensate? Che si sono sbagliati in buona fede? Il Davigo dovrebbe preoccuparsi anzitutto di fare pulizia all’interno della sua categoria, poi pensare alle altre. Che poi c’è anche da dire che in Italia, per come sono le leggi, le cariche pubbliche sono rischiose e allora uno onesto dice: ma chi me lo fa fare? E così si aprono le strade ai disonesti. P.S.: almeno i politici corrotti o incapaci con le elezioni possono essere mandati a casa; i magistrati no.

Seconda notizia. Una ragazza diciannovenne è stata travolta dal treno a Milano, perché ha attraversato i binari con le cuffiette alle orecchie e non lo ha sentito arrivare. Mi spiace. Non oso pensare al dolore dei genitori per avere perso una figlia per una simile leggerezza e non è la prima volta che avvengono incidenti simili, mortali e no. In tv e su qualche giornale ho letto che dovremmo fare di più per la prevenzione. Ma prevenzione di cosa? Cosa dobbiamo fare per prevenire l’attraversamento dei binari, dei passaggi a livello, delle autostrade, ecc.? Chiudere in casa le persone, forse. Non si può girare per la città con la musica nelle cuffiette sparata ai massimi livelli. Capisco che la città ha suoni fastidiosi, ma li dobbiamo tollerare, perché è il nostro territorio. Altrimenti te ne vai a stare in campagna, ma forse anche lì ci sono suoni che ti daranno fastidio e allora o ti dai una regolata oppure metti in conto di ricevere un treno o un TIR nella schiena e tanti saluti a tutti.

Terza notizia. Il referendum anti-trivelle è fallito. Ha votato il 32% degli aventi diritto, compreso il sottoscritto. Anche qui polemiche a non finire. Una cosa è certa: non ha votato nemmeno l’elettorato di quei partiti che invitavano a recarsi alle urne. Io non nego il diritto di non andare a votare, ma a me non piace. Non mi piace per diversi motivi, non ultimo quello che il mio non voto fa valere il doppio il voto di certi coglioni che conosco. E già mi scoccia che loro votino, se poi gli affido addirittura anche la mia scelta, la cosa mi sta veramente sulle palle. Diciamocelo: il suffragio universale è una solenne fregatura. A vedere certa gente c’è da sperare che non vadano a votare, ma purtroppo invece spesso lo fanno e poi si vedono i risultati.pistolero

Quarta notizia. Però ho saputo che c’è in giro la raccolta di firme per un altro referendum: quello sulla legittima difesa. Anzi no, rectius: non è un referendum, ma una raccolta di firme sull’ampliamento delle possibilità di legittima difesa. Però solo in casa. Anzi no, sempre. Però… Insomma, ti devi comprare un pistolone e se qualcuno tenta di entrare in casa tua e magari fare del male a te o ai tuoi familiari, te gli spari. Ora, considerato che alcuni anni fa il sottoscritto s’è svegliato verso le tre di notte perché un tizio era nella sua camera da letto e se n’è scappato a gambe levate quando ho acceso la luce, mi sono chiesto: se avessi avuto una pistola, gli avrei sparato? Forse sì, ma occorre fare alcune considerazioni. Anzitutto devi prendere il porto d’armi. Poi ti compri il pistolone e le pallottole. Poi devi trovare un posto dove chiudere il pistolone di giorno, onde evitare che il primo arrivato lo prende e ci giochi. Poi devi trovare un posto dove mettere le pallottole, ovviamente diverso dal posto dove metti  il pistolone. Quando viene sera, e vuoi sparare al ladro che entrerà a casa tua, devi prendere il pistolone, caricarlo e metterlo in un posto dove lo puoi prendere rapidamente.  Dove? E devi anche dormire con un occhio solo, però, come facevano i cauboi del faruest. E quando spari al fetentone, devi stare attento di non sforacchiare il vestito bello che tua moglie ha lasciato appeso fuori dall’armadio per fargli prendere aria, perché altrimenti passi un guaio che al confronto la rapina è una bazzecola. Insomma, tutto ‘sto casino ti costa di più che farti derubare, ecco.

E infine una (quinta) notizia fresca fresca: in Austria, al primo turno delle presidenziali, trionfa il candidato dell’estrema destra anti migranti. Anche qui verrebbe da dire: dove sta la notizia? Gli USA provocano le guerre in giro per il mondo e qualche volta a noi europei ci chiedono pure di aiutarli. In cambio loro e noi ci facciamo i soldi vendendo armi a quelli che guerreggiano e che poi provocano i migranti che vengono da noi. Ma noi non li vogliamo e allora erigiamo muri e votiamo per quelli che dicono fora di ball! Beh, direi proprio che atteggiamento più coerente non potrebbe esserci. “Che tornino a casa loro!” ha detto stasera la piccola durante il TG. “Basta che non vengano in Italia!” le ha dato man forte la mamma. “Verremo ricordati – ho aggiunto io – come i tedeschi al tempo del nazismo, molti dei quali quando sono saltati fuori i campi di concentramento dicevano io non lo sapevo, non c’ero, se c’ero dormivo.” “Anche se sono ricordati così, oggi i tedeschi stanno meglio di tutti!” ha insistito la consorte.

Sarà, ma io preferisco avere le pezze al culo, piuttosto che essere ricordato sui libri di storia come un parente di quelli che gasavano i bambini.

Questione di punti di vista, ovviamente…

Bryan Ferry – Avalon

24 aprile 2016 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 2 commenti

Karina Huff

karina-huffLei carina lo era di nome e di fatto.

Forse non è stata una grande attrice, ma mi ricorda gli anni ottanta, quei film che all’epoca non ho visto, ma che ho visto vent’anni dopo e mi hanno fatto tornare in mente episodi della mia gioventù.

Perché nel bene e nel male, gli anni ottanta hanno rappresentato il periodo della mia gioventù, delle occasioni arraffate (poche) e di quelle perse (tante). La patente, l’auto nuova, gli amici, le discoteche, le ragazze, l’università, le spipazzate di MS, il trasloco nella casa di nostra proprietà, l’inizio dell’impegno politico…

Ora se n’è andata anche lei, alla tenera età di 55 anni.

Ciao.

Musica!

18 aprile 2016 Posted by | Ricordi | | 5 commenti

Famiglie di oggi

coppie_di_fatto_finaleLeggo su un giornale:

Un mio amico una volta al mese va in Inghilterra a trovare il figlio di cinque anni. Il suo compagno mi spiega che il piccolo vive a Londra con due donne sposate: il padre aveva donato il seme e ha mantenuto un rapporto sia con il bambino, sia con le donne. Sono rimasta confusa e ho chiesto come viveva la situazione il bambino. Il padre ha raccontato che un giorno il piccolo gi aveva detto che gli altri avevano solo un padre e una madre, mentre lui era fortunato, perché aveva due madri e un padre.

Risposta dello psichiatra:

Oscilliamo tra l’attrazione per la modernità e la nostalgia dei bei vecchi tempi, per i nonni, per le vecchie e rassicuranti case di campagna.

E i bambini che ne pensano?

Proviamo a pensare con la testa di un piccolo di cinque anni. Quel cervello ha bisogno di riconoscersi nella realtà esterna e di trovarla più o meno corrispondente alla propria. Una volta solidificata questa posizione, inizia a esplorare l’ambiente più estraneo, e lo troverà rassicurante solo se gli adulti faciliteranno questo processo, che è fondamentalmente culturale e non naturale, come si vuole far credere da più parti.

Un bambino che cresce in un paese scandinavo è più pronto ad assimilare una famiglia di due padri o due madri perché si trova in una cultura che non fa grandi distinzioni sul nucleo familiare. Per questo il suo sviluppo sarà più aperto alle varie combinazioni che interesseranno anche le differenze di pelle, religione e lingue. Un obiettivo possibile soltanto se gli adulti avranno fatte proprie le nuove tendenze.

Il piccolo che dice al genitore di essere fortunato perché ha tre genitori ha già assimilato una sua idea di diversità dagli altri coetanei, se n’è fatta una ragione e mentre riconosce la sua “fortuna” cerca di superarla, probabilmente con qualche sforzo e qualche momento di tristezza.

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Non sono un esperto della materia, ma mi ha colpito soprattutto quel fondamentalmente culturale e non naturale.

P.S.: è morto Casaleggio. R.I.P.vauro-casaleggio-twitter-1028x615

Non mi piace Vauro, non mi è mai piaciuto.

Ma mi si spieghi perché la sua vignetta sarebbe insultante nei confronti del defunto.

Semmai doveva incazzarsi Grillo, raffigurato come una marionetta nelle mani dell’ex capo.

Che poi non ho capito tutti ‘sti moralisti dell’ultima ora, che si arrogano il diritto di insultare le altre religioni e poi quando gli toccano il partito, la mamma o la squadra di calcio diventano delle bestie. E’ facile essere Charlie con il culo degli altri.

Mah…

 E tu come stai?

14 aprile 2016 Posted by | Manate di erudizione, Sani principi, Storie ordinarie | | 16 commenti

Troppo grossa???

romaTorno a casa, di lunedì.

Mi rivolgo alle donne, affacendate a fare gli affari loro.

“Che ne dite se ci trasferiamo?”

Mi guardano un po’ stralunate.

“C’è un bel bando di mobilità per una bella città italiana. Dite sempre che abbandonereste questa terra nebbiosa, umida, inospitale…”

“No.” è la risposta secca della figlia, che per tutelarsi dice sempre di no.

“E dove dovremmo andare?” chiede la moglie, più possibilista.

“Un po’ più a sud” rispondo.

“Rimini?”

“Macchè Rimini! Più a sud.”

“Bari?”

“Non così tanto a sud.”

“San Benedetto del Tronto?”

“Più a sinistra. E poi è una città più grossa.”

“Io lo so! – si intromette la pargola – Perugia! Comunque no.”

“No, non è Perugia. Un po’ più a sud. E poi la città è più grossa.”

Silenzio.

“Una grande città. Direi la più grande.”

Silenzio.

“L’impero! Il Papa! I bucatini all’amatriciana!”

ROMA!” esplodo entusiasta.

Troppo grossa…

faccina delusa

 

11 aprile 2016 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie | | 23 commenti

Il giropizza

giropizzaHo sempre pensato che sarei giunto alla normalità o comunque mi ci sarei avvicinato (parlo della normalità mangereccia, non quella della capoccia: per quest’ultima mi sa che ormai ci sia poco da fare…) quando sarebbi riuscito a mangiare la pizza.

E ieri è stata la sera del giropizza.

Certo, alla normalità non ci sono ancora arrivato, ma soltanto fino a qualche settimana fa mangiare le bruschette, la pizza e sentirne il gusto sarebbe (femminile di sarebbi) stato impensabile.

Sbrodolarsi con i tocchetti di pomodoro e la mozzarella filante non ha prezzo, credetemi.

La strada per la normalità del dopo cancro (dopo? speriamo…) è fatta anche e soprattutto di queste piccole cose, che la gente “normale” (= sana) per sua fortuna non conosce (e mi auguro non debba conoscerle mai). Andare a fare la spesa, per esempio, e comprare quello che ti va di mangiare, non quello che puoi mangiare. Sentire in bocca lo stesso sapore che senti con il naso. Tutte cose che temevo di avere perso per sempre e che invece adesso – se continua così – penso di riuscire a recuperare forse entro poco tempo.

Per questo non sopporto quelle persone che si sentono in diritto di venire a spiattellare al sottoscritto i loro problemucci quotidiani: teneteveli per voi, non rompete le palle a me.

Rimane però sempre una sorta di condizione sospensiva. Osservo la gente e penso: fino a quando? Fino a quando per me, ma anche fino a quando per loro… E’ quasi come se avessi visitato un’altra dimensione, dalla quale sono tornato ma che mantiene sempre la porta aperta.

Notte a sorpresa

 

10 aprile 2016 Posted by | Salute | | 4 commenti

Trivelliamo?

omg-salsicceNon mi sono ancora informato sul referendum sì o no triv.

Che poi, parlare di trivelle ha un significato (scusate la lieve perversione) un po’ ambiguo, no?

Vabbe’, comunque sia che decida di votare sì, sia che decida di votare no, sia che decida di astenermi, una cosa è sicura: a votare io ci vado.

Perché l’invito di craxiana memoria di andare al mare non mi piace per niente.

Primo, perché il mare da me è lontano.

Secondo, perché al mare ci vado quando voglio io e non quando me lo dice il politico di turno.

Terzo, perché se fosse un referendum inutile, allora si cambi la legge e si consentano soltanto quelli “utili”, che poi voglio proprio vedere chi decide l’utilità o meno (chi vota, ovvio).

Quarto, perché il referendum dovevano farlo contemporaneamente alle elezioni amministrative, e invece non è la prima volta che i governi non vogliono, con la scusa che l’elettore si potrebbe confondere.

Ma dico io, chi volete prendere per il culo?

Ci fate votare con schede elettorali che sembrano lenzuola, con i simboli di trenta-quaranta liste, due terzi delle quali completamente finte.

Dopo che abbiamo votato si scopre che metà delle firme raccolte sono finte pure loro.

E poi scopriamo che i politici che vengono eletti sono pure loro finti.

E poi ci venite a dire che il referendum potrebbe confonderci?

Ma andate a cagare…

P.S.: comunque, più ci penso e la trivella non l’associo mica al petrolio…

3 aprile 2016 Posted by | Politica | | 19 commenti