Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Ai miei tempi…

hawaii 1Settimana di passione quella appena trascorsa (o meglio, quasi trascorsa, perché il uichend potrebbe anche riservare altre sorprese).

Era iniziata bene, con il ritiro delle analisi del sangue e i parametri tutti regolarmente nella norma.

Manco il tempo di felicitarmi con me stesso, che la scuola ci chiama a rapporto.

“Che è successo?” chiediamo alla piccola.

E’ successo che ha fatto una foto in classe con il cellulare, l’ha inviata a un suo compagno, quello l’ha pubblicata sui social con tanto di commenti ingiuriosi verso la scuola. Ovviamente m’incazzo.

Ai miei tempi non si facevano ‘ste cose!

Lunedì colloquio con le professoresse (gli insegnanti sono una categoria di tutto rispetto, ma a me mi stanno antipatici a pelle). Mi mostrano le foto. Niente di che, due banali selfie (come si dice oggi).

Cazzarola! – dico – In un colpo solo ha disatteso tutti gli insegnamenti che le abbiamo dato in materia. Primo: non si utilizza il cellulare a scuola. Secondo: occorre stare attenti quando si inviano ad altri foto o messaggi, perché poi non si controllano più. Terzo: quando ha capito di avere commesso un errore, non ci ha avvisati e non ha invitato il suo compagno a togliere quelle foto.

Merita la punizione, ma – faccio notare – avete chiuso la stalla quando i buoi sono già scappati. E non venitemi a dire che avete fatto i corsi sull’utilizzo di internet e sui rischi del web. Mentre io vietavo l’iscrizione a mia figlia a facebook fino ai tredici anni, alcune sue compagne – qualcuna figlia di esponenti delle forze dell’ordine, quelle stesse che magari andavano a fare le lezioni a scuola – vi erano regolarmente iscritte, ovviamente barando sull’età.

Ma la cosa forse ancora più grave è che la piccola ha sette in comportamento in pagella, mi dicono le megere.

Sette in comportamento?

Ai miei tempi il sette in condotta ce l’avevano i delinquenti!hawaii 2

Tutti i genitori della marmaglia erano stati convocati a inizio anno scolastico, perché le insegnanti sostenevano che avevano preso la scuola – come di dice da noi – “sotto gamba”, e proprio nell’anno dell’esame finale.

Alla sera altra incazzatura.

Non solo l’utilizzo del cellulare in classe, ma pure un comportamento da avanzo di galera!

E nel frattempo il sottofondo lavorativo è quantomai incasinato: l’amministratore esige una quantità di dati impressionante. Ogni volta che cambia l’amministratore è sempre la stessa storia: chi arriva vuole rivoluzionare tutto e chiede di conoscere quante tirate di sciacquone avvengono in tutte le sedi aziendali nell’arco delle ventiquattro ore.

Come se non bastasse tutto questo, a metà settimana la consorte viene richiamata dal centro mammografico: è necessario tornare per un approfondimento, perché la mammografia non è chiara.

Ecchecazzo!

Decido di prendermi mezza giornata di permesso e accompagnarla, perché so quant’è duro andare da soli a fare questi controlli: si viene presi dallo sconforto, si rimugina, si piange.

Fortunatamente tutto si risolve per il meglio.

Oggi ritiro il referto della risonanza magnetica fatta una settimana fa: tutto negativo.

Poi vado alla visita dall’oncologa: tutto ok, ci si rivede a giugno.

Oggi pomeriggio la consorte ritira la pagella: media del sette (comportamento compreso!).

Insieme alla pagella, consegna del provvedimento disciplinare: due giorni di sospensione.

Ecchecazzo!
hawaii 3Ai miei tempi una sospensione equivaleva a bocciatura, a meno che uno non dimostrava di essersi pentito prendendo dieci in tutte le materie, ginnastica e religione  comprese.

Decidiamo la punizione aggiuntiva: niente mini settimana bianca. L’anno scorso è andata, con la scuola, quest’anno no.

Però – faccio notare – il provvedimento disciplinare è stato emesso senza rispettare il procedimento previsto dal regolamento, che la scuola ha pubblicato sul sito: avrebbero dovuto sentire l’alunna a sua discolpa, insieme a un genitore. In quella sede avrei detto che mi sarebbe apparsa più consona una punizione consistente in due giorni di pulizia cessi della scuola, per esempio.

La consorte mi consiglia di lasciar perdere.

Lasciar perdere? Manco per idea!

Qui non è in discussione l’opportunità della punizione, bensì, su entrambi i versanti, il rispetto delle regole.

Il rispetto delle regole è una necessità che riguarda tutti. Mica si può passare sopra a queste cose qui!

Vabbe’, insomma come s’è capito è stata una settimana movimentata.

Spero di riuscire ad andare al cinema nel uichend.

Buonanotte a tutte/i.

Si ringraziano le Auai per la gentile fornitura delle foto.

Ai miei tempi…

19 febbraio 2016 - Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me | , ,

12 commenti »

  1. Quindi stai crescendo una teppistella??
    Vedi che succede a pensare solo alla carriera?? Caro il mio direttore d’azienda! :mrgreen:

    Piesse: comunque, a mio modesto parere, toglierle la gita coi compagni mi sembra un pò troppo. Trova qualcos’altro. 🙂

    Commento di Ro | 19 febbraio 2016 | Rispondi

  2. Piccoli incidenti di percorso, sono dell’idea che c’è un abuso dei cellulari e del loro utilizzo, noi saremo antiquati ma a mia figlia l’abbiamo preso quando è andata alle superiori, anche perché quando sono piccoli tante malizie non le hanno e spesso fanno le cose senza malignità o cattiveria ma solo con leggerezza. Ma gli insegnanti non sono capaci di ritirare i callulari a inizio delle lezioni e a ridarli alla fine, che se ne fanno in classe dei cellulari?

    Commento di Silvia | 19 febbraio 2016 | Rispondi

    • Non solo i professori non ritirano i telefoni, ma alcuni li lasciano usare, altri li lasciano sui banchi, altri li usano loro stessi.
      Per questo ho detto che hanno chiuso la stalla quando i buoi sono scappati.

      Commento di aquilanonvedente | 19 febbraio 2016 | Rispondi

      • giusto!

        Commento di Silvia | 19 febbraio 2016 | Rispondi

  3. Eccheccazzo …. ECCHECCAZZO ?!? 😯
    @Aquila … ehm !
    Questa parolina ECCHECCAZZO, che Tu ripeti or qua or là, è indegna di un genitore come te : ai tuoi tempi, ma anche ai miei, genitori educatores … non l’ avrebbero mai proferita, e nemmeno scritta in un post educatorio ! :mrgreen:

    Commento di cavaliereerrante | 19 febbraio 2016 | Rispondi

    • Ecchecribbio! 😉

      Commento di aquilanonvedente | 20 febbraio 2016 | Rispondi

      • Eh … lo vedi, quanto sei bravo quando ti ci metti ???
        Cheppoi, puoi anche usare ECCHECCAPPERI, ECCHECCRIBBIO …. ECCHEBRUNETTA !!! :mrgreen:

        Commento di cavaliereerrante | 20 febbraio 2016 | Rispondi

  4. Due giorni per un selfie??? A scuola di mia figlia (ricordi il periodo delle bulle?) diedero “un giorno di sospensione con obbligo di frequenza” alle due bulle dopo che avevano picchiato praticamente tutti i compagni e fatti minacciare con un coltellino da una banda di balorde di una borgata vicino: quando a tordi e quando a grilli…

    Commento di Diemme | 20 febbraio 2016 | Rispondi

    • Ogni scuola ha evidentemente il proprio regolamento disciplinare.

      Commento di aquilanonvedente | 20 febbraio 2016 | Rispondi

  5. Quando a tordi, @Diè, e quando a grilli ?!? 😯
    Eh … non di rado “anche” … ehm … QUANDO A UCCELLI PADULI ! :mrgreen:

    Commento di cavaliereerrante | 20 febbraio 2016 | Rispondi

  6. ecco, tocchi un tasto dolente e infatti avevo intenzione di scrivere qualcosa a proposito di questo anzi ho gia’ la bozza ma non ho avuto tempo. Caro amico, la scuola non e’ piu’ quella dei nostri tempi, lo vedo io stessa che mi occupo di bimbi delle materne. Credimi…sfondiamo una porta aperta. Erano belli i tempi in cui c’erano delle vere regole, l’insegnante era un Dio, le punizioni erano punizioni e tutta questa permissivita’ ce la sognavamo. Fai bene con tua figlia, fidati…i miei finora non mi hanno dato alcun problema e hanno 30,22,20 e quasi 18. L’ultimo qualche problema si’ ma e’ derivato proprio dal suo essere troppo sensibile, da un padre che non lo ha mai accettato e dalla scuola italiana e dai compagni, bulli. Oggi e’ tornato sereno ma sapessi quanto ci ho lavorato…altro che psicologa!!!

    Commento di sara | 21 febbraio 2016 | Rispondi


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