Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Una notizia (per me) sconvolgente

leucemiaAvrei voluto fare un post sulle unioni civili, sui matrimoni gay, sulle famiglie, su quelli che citano il Papa o la Costituzione solo quando fa comodo a loro.

Oppure avrei voluto parlare di Giulio Regeni, di un ragazzo che è stato rapito, torturato e ucciso in Egitto, in uno di quei Paesi nostri amici, come l’Arabia Saudita o il Pakistan e che quindi sono i “buoni”, anche se macellano la gente come l’ISIS.

Avrei anche potuto parlare di Napoli, della sua situazione sociale disperata, di come nonostante tutte le parole e le buone intenzioni, il nostro Sud, il nostro bellissimo Sud non riesce a risollevarsi.

Avrei voluto parlare di quel sogno che sto facendo a puntate, come uno sceneggiato. E’ già successo due volte e mo’ vado a letto sperando di riprendere la storia, perché voglio proprio vedere come va a finire.

Oppure avrei potuto ricordare che esattamente un anno fa a quest’ora me ne stavo sdraiato su un lettino della rianimazione dell’ospedale, dopo un intervento chirurgico durato sei-sette ore, prima tappa di un calvario che sarebbe durato diversi mesi.

Insomma, avrei potuto parlare di un sacco di cose, ma oggi mi hanno dato una notizia che mi ha sconvolto.

Una mia amica, una mia carissima amica, se ne sta ricoverata in ospedale da alcuni giorni. Dopo un malessere, un ricovero ospedaliero e un intervento chirurgico, hanno scoperto che è affetta da leucemia e ora sta in coma farmacologico, sottoposta a chemioterapia.

Ma come! – mi si potrebbe obiettare – Proprio tu parli che con un banale bozzo ti sei fatto prima sgozzare e poi bombardare da raggi x e poi iniettare sostanze venefiche?

Sì, lo so, ma questa cosa mi ha sconvolto ugualmente. E’ tutto il giorno che non riesco a pensare ad altro. Guardo l’ultimo messaggio che le avevo inviato su whatsapp dieci giorni fa e al quale non ha mai risposto, ma la cosa non mi aveva destato particolare preoccupazione, perché tra amici può capitare. E ricordo le serate trascorse con lei e altri amici a parlare, discutere, ridere, scherzare e all’ultima volta che ci siamo sentiti, con l’impegno di vederci per bere un caffè insieme e spettegolare un po’.

Non vedo l’ora di riabbracciarti, cara amica mia, perché sono sicuro che ti salverai e ci ritroveremo ancora in gelateria, nelle serate di caldo torrido padano, a ridere delle nostre disavventure.

Il destino ci ha unito in queste traversie, ma troveremo il modo di riderci su e di farle diventare soltanto un brutto ricordo.

A presto.

Vorrei incontrarti fra cent’anni

9 febbraio 2016 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 8 commenti