Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

IQBAL Bambini senza paura

IqbalBambiniSenzaPauraAndatelo a vedere e portateci i figli, i nipoti, i figli dei vicini, ecc.

Ho già accennato in passato alla storia di Iqbal Masih e al libro che è stato scritto su di essa.

Ora questo film, IQBAL Bambini senza paura, ne ripropone le vicissitudini. Certo, un po’ “edulcorate” e senza la fine tragica che ha colpito il piccolo grande eroe, ma forse è giusto così. I bambini più piccoli escono dal cinema con la convinzione che il nostro mondo non è perduto e che si può migliorare; che ci sono ancora  i buoni, che sconfiggono i cattivi e alla fine vincono, grazie alla tenacia degli Iqbal e dei suoi amici.

Nessun bambino dovrebbe impugnare uno strumento di lavoro. Gli unici dovrebbero essere penne e matite“.

Queste sacrosante parole risuonano nella mente e ci ricordano che invece purtroppo nel mondo milioni di bambini vengono sfruttati in tutti i modi possibili e immaginabili (e anche inimmaginabili).

E facciamo pure fuori chi se ne occupa…

Ma in che cazzo di mondo viviamo?

P.S.: mo’ è il momento dei fanatici del presepe, che compaiono tutti gli anni all’avvicinarsi del Natale, puntuali come l’allergia ai pollini. Che Salvini e la Gelmini mi diano lezioni di religione mi fa venire la cacarella…

30 novembre 2015 Posted by | Film, Storie ordinarie | , , | 13 commenti

E ci ho bisogno sì…

… di un’insegnante!

Cribbio!

madre-1

 

 

 

27 novembre 2015 Posted by | Un po' di me | | 17 commenti

Li mo…

star-warsLi mortacci?

Noooooooo…

Li monomi!

E’ quello a cui ho dovuto dedicare la domenica, in compagnia della “piccola”.

E così è saltato il film che avrei voluto vedere.

Vabbe’, pazienza. Attendiamo con impazienza Star Wars, che sarà pure l’ennesima americanata, ma a me mi piace tanto…

Mi sono sempre visto un po’ con lo spadone nucleare, oppure a guidare un’astronave nel bel mezzo delle navi stellari nemiche. Insomma, tutta una cosa diversa da quella che faccio tutti i giorni, che devo fare il percorso a ostacoli tra le scartoffie.

Comunque volevo approfittarne per fare una considerazione.

Che cazzo c’abbiamo a che fare noi europei con i turchi?

Cioè, li turchi sono sempre stati quelli che volevano invadere l’Europa e noi a proteggerci, che per questo motivo abbiamo allevato generazioni di balcanici abituati a guerreggiare e squartare i nemici (quelli stessi che adesso vengono a svuotare le nostre villette).

Adesso capisco che gli USA vogliano utilizzare la Turchia come spina nel fianco della Russia, ma noi europei dovremmo dimostrare di avere i coglioni, no? Intendo dire coglioni nel senso di attributi e non nel senso di deficienti, di quelli ne abbiamo a iosa.

Vabbe’, annamosene a letto, va…

Bonanotte.

Musica…

25 novembre 2015 Posted by | Politica | | 6 commenti

Papà, tu sei strano…

E mo’ in storia siamo arrivati a studiare la nascita dei partiti socialisti nel diciannovesimo secolo!

Socialisti e comunisti…

“Papà, tu sei socialista?”

“Io? Giammai! Io sono comunista!”

“E ateo?”

“Certo, comunista e ateo. Dillo alla tua prof.”

“E allora perché leggi i libri su Dio, Gesù e la Chiesa?”

“Perché per combattere al meglio il nemico, bisogna conoscerlo”

“Papà, tu sei strano…”

inchiesta Maria

Avrà detto così per via dell’ultimo libro che ho comprato?

Mah…

24 novembre 2015 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Religione, Scuola, Storie ordinarie | , , | 4 commenti

Gli ultimi saranno ultimi

gli ultimiAffronta un tema difficile e complesso, questo film di Massimiliano Bruno. Lo affronta con sottile leggerezza, ma senza sforzarsi di farlo comprendere più di tanto (eppure l’occasione era buona).

Luciana (Paola Cortellesi) è una lavoratrice precaria, “a termine”, come si dice oggi. Sposata con Stefano (Alessandro Gassmann), riesce finalmente a rimanere incinta e cosa le succede in fabbrica? Le succede che non le viene rinnovato il contratto a termine.

Il marito è uno “scommettitore” (cioè, non lavora e scommette sempre su qualche buon affare, che puntualmente fallisce) e quindi la famiglia piomba in difficoltà economiche, ma non solo. La perdita del lavoro è anche perdita di dignità e fonte di attriti coniugali.

Parallelamente a questa storia, si svolge quella di Antonio (Fabrizio Bentivoglio), un poliziotto trasferito “con disonore” nello stesso paese e che deve scontare il fio di un errore compiuto durante il suo lavoro, che ha portato alla morte di un collega.

Le due storie troveranno un punto di contatto alla fine del film, quando Luciana, esasperata, entra nella sua ex fabbrica e minaccia con una pistola i dirigenti. Casualmente Antonio si trova a passare lì davanti, si accorge di quello che sta succedendo e decide di intervenire e…

Il finale non lo svelo, ma una considerazione sulla storia devo farla.

Conosco fin troppo bene il problema delle lavoratrice precarie che, trovandosi in maternità, non si vedono rinnovare il contratto di lavoro, perché nella mia azienda proprio in questo periodo ce ne sono quattro, che si sono viste recapitare la lettera di “non rinnovo”.

E come potrebbe essere altrimenti?

Questo non è un caso in cui i padroni sono cattivi; è un caso in cui lo Stato si comporta – come troppo spesso accade – da delinquente.

Se un contratto di lavoro scade quando la lavoratrice si trova nel periodo di astensione obbligatoria (o di interdizione), le viene corrisposta l’indennità di maternità a carico dell’INPS, anche al di fuori del periodo contrattuale, fino alla scadenza dell’astensione obbligatoria. Dopo di che la stessa lavoratrice si ritrova a piedi.

Ma il sostegno alla maternità è un compito delle aziende o dello Stato?

E’ un compito di quelli che vanno alle manifestazioni “in difesa della famiglia” oppure no?

Chi è che deve premiare le donne (e relative famiglie) che decidono di compiere questo passo? Marchionne o Renzi?

Ecco, il film poteva lanciare un sasso in questa direzione, facendo riflettere sull’ambiguità e l’ipocrisia di chi per prendersi quattro voti inneggia alla “tutela della maternità”, salvo poi lasciare in braghe di tela le famiglie che decidono di avere figli.

Devo comunque dire che l’interpretazione di Paola Cortellesi è ottima (e lo dice uno al quale non è mai piaciuta) e anche gli altri attori di contorno se la cavano bene.

Consigliato.

P.S.: chi vede il film troverà anche il collegamento con questo video.

PP.SS.: questo è uno degli articoli migliori che ho letto sulla tragedia consumatasi a Parigi due giorni fa.

15 novembre 2015 Posted by | Film, Storie ordinarie | | 10 commenti

I misteri di Laura

Carlotta Natoli

Carlotta Natoli

Ok, va bene, lo ammetto, anzi, lo confesso: io guardo la fiction I misteri di Laura.

Perché la guardo?

Semplice, perché mi piace.

Mi piace perché è una fiction leggera, ottimista, moderata direi, dove intorno al caso poliziesco da risolvere (Laura è commissario di polizia) si snodano le vicende personali e familiari dei protagonisti. E dove alla fine magari c’è anche spazio per un po’ di umana pietà per il colpevole, dove la pena è giustizia e non vendetta (e al giorno d’oggi invece si è persa quasi completamente la differenza tra le due cose).

E poi Carlotta Natoli mi è simpatica, fin da quando la vedevo nella serie Tutti pazzi per amore (bei tempi quelli, quando ancora pensavo di avere davanti qualche decennio da vivere). Recita con naturalezza, sempre con il sorriso sulle labbra.

Daniele Pecci

Daniele Pecci

Poi c’è il collega Matteo, interpretato di Daniele Pecci e attratto da Laura.

Beh, Matteo è come avrei voluto essere e come vorrei essere io: capelli lunghi (ad averceli), barba incolta, look da teppista.

Io non sono uomo da giacca, cravatta, pantaloni con la riga, camicia, ecc. Questo look va bene per occasioni occasionali.

E poi devo confessare che dopo il cuoco, il secondo mestiere che avrei voluto fare nella vita è il poliziotto.

L’altro personaggio principale è Jacopo, interpretato da Gianmarco Tognazzi.

gianmarcotognazzi

Gianmarco Tognazzi

Jacopo è il marito separato di Laura, commissario capo, che ha intrecciato una breve relazione con una collega (Lidia, interpretata da Eleonora Sergio) e per questo è stato lasciato dalla moglie.

Ecco, Jacopo invece rappresenta un po’ il tipo che sono io (capelli compresi).

E poi ci sono i tre figli di Laura, la vicina di casa baby sitter, il collega poliziotto imbranato…

Insomma, una di quelle fiction che mi fanno anche tornare un po’ indietro con la memoria,  quegli anni a cavallo tra la fine del primo e l’inizio del secondo decennio del terzo millennio, quando i problemi che avevo erano in realtà ben poca cosa in confronto a quelli che mi sono caracollati addosso qualche anno dopo.

Eleonora Sergio

Eleonora Sergio

Un po’ di rimpianti, un po’ di rimorsi e così trascorre qualche serata casalinga (in tutto dovrebbero essere otto puntate), in attesa di riposare le stanche membra sotto le coperte.

Volevo farci una riflessione sui miei rimpianti e sui miei rimorsi.

Di rimpianti ne ho tanti, tantissimi. Tante le cose che avrei potuto fare o dire e non l’ho fatto.

Come sarebbe stata altrimenti la mia vita?

E ho anche rimorsi, per le cose invece fatte ma fatte male, come non si doveva.

Rimpianti e rimorsi, un circolo vizioso.

Chi non ne ha, del resto?

Ora per esempio sono preso dal ri-morso della fame.

Avessi qualcuno che mi tiene compagnia, due spaghetti alle vongole me le farei con molto piacere…

Kalimba de luna (e una spadellata di canzoni anni 80)

10 novembre 2015 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 24 commenti

Al Paradiso è meglio credere (e al berlusca?)

al-paradiso-e-meglio-credereSono un fan del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.

Quando, anni fa, vennero a tenere uno spettacolo nel nostro piccolo teatro, mi scompisciai dalle risate, mentre la signora che stava seduta al mio fianco rimase impassibile per tutto il tempo (al tempo ero ancora un giovanotto singol…).

La loro comicità può non piacere a tutti. Penso che abbiano fatto anche dei film discreti.

Ma questa prova letteraria di Giacomo Poretti proprio non l’ho capita.

L’idea di partenza non è male, così come il suo sviluppo, ma manca completamente il finale, cioè gli ultimi due capitoli sono incomprensibili.

Eppure il libro è pubblicato nientepopodimeno che dalla Mondadori. E stava pure in prima fila alla libreria Feltrinelli. E costa pure 17,50 euro, per circa 100 pagine di storia.

Alla faccia del bicarbonato di sodio…

P.S.: terminato il pranzo, ho sintonizzato il televisore su La7. Stavano trasmettendo in diretta i comizi finali della manifestazione Lega & C. a Bologna.

Ho sentito le battute conclusive dell’intervento di Giorga Meloni, cioè i suoi ultimi starnazzamenti. Non ricordo cosa abbia detto, forse per la troppa profondità dei pensieri esposti…

Poi è toccato al berlusca.

Ha parlato per quasi mezz’ora, dall’una e venti, senza dire praticamente niente. Mi ha fatto quasi pena.

Il suo intervento è stato tutto focalizzato sui sondaggi, secondo i quali Renzi è ormai finito, lui, Matteo (Salvini) e Giorgia insieme arrivano ben oltre il 50% delle preferenze. E arriveranno ben oltre il 40% dei voti alle prossime elezioni. Elezioni che loro avrebbero vinto anche nel 2013, se non fosse stato per i brogli della sinistra (sì, avete capito bene, quello che è stato fino a poco tempo fa il leader dell’opposizione, ha detto che chi governa oggi lo fa per merito di brogli). E poi giù con le promesse: basta tasse sulla casa, basta imposta di successione, basta IRAP alle imprese, pensioni minimo di 1.000 euro al mese, stipendio alle casalinghe (le nostre mamme), ecc.

Per un attimo me lo sono immaginato non in piazza a Bologna, ma nell’atrio di una casa di riposo, a vaneggiare nel nulla.

E’ chiaro che, oggi, la parte del leone nel centro destra la fa Salvini.

E questa non è una bella cosa…

Seven Wonders

(che Stevie Nicks è mooooooolto meglio della Meloni…)

8 novembre 2015 Posted by | Libri, Storie ordinarie | | 9 commenti

Sole, sole, sole…

donna al soleQuesto autunno ci sta regalando giornate radiose, come quella di oggi.

Sole primaverile, temperatura mite, se non fosse per le foglie a terra, si direbbe che siamo in primavera.

L’ideale per gli ultimi giri in vespa, per usare la bici per gli spostamenti, per passeggiare senza essere imbacuccati con sciarpe e giacche a vento.

Bisogna soltanto sperare che l’inverno che verrà (perché prima o poi verrà) non si estenda nella primavera prossima ventura, ma ci restituisca il piacere di crogiolarci al sole, come sta facendo la signorina nella foto accanto (scelta esclusivamente per il panorama sullo sfondo…).

Buon fine settimana!

6 novembre 2015 Posted by | Storie ordinarie | | 8 commenti

Buontemponi…

arrabbiato

Se trovo quel buontempone che, in casa mia, ha messo il sugo all’arrabbiata nel contenitore del sugo all’amatriciana (e viceversa)

e mi ha fatto ustionare tutto il cavo orale…

E’ stato soltanto a metà piatto di bucatini che ho sentito che quel sugo all’amatriciana era particolarmente piccante.

Ho trangugiato un bicchierozzo di lambrusco di Sorbara ed è stato come accendere un candelotto di dinamite.

Quando, alla fine del piatto, ho urlato: chi è che ha scambiato le etichette dell’amatriciana con l’arrabbiata? la piccola (che ormai piccola non è più) mi ha mostrato il contenitore dal quale avevo prelevato il sugo, con l’etichetta ben in evidenza: arrabbiata

FaccinaStupita

… e allora ho capito che inizio ad avere qualche problema di rincoglionimento.

3 novembre 2015 Posted by | Un po' di me | | 14 commenti

Belli di papà (e l’antitaccheggio)

140x200 Belli di PapàDiego Abatantuono è sempre una sicurezza.

E’ la sua bravura e quella degli altri attori che tengono in piedi il film, perché è vero, come ha scritto qualcuno, che la regia lascia un po’ a esagerare. Io non sono certo un esperto, ma si vede e si sente in alcuni momenti che manca qualcosa, che gli attori rimangono soli, che il cerchio non si chiude, insomma.

Malgrado tutto è un film carino, della serie “maannatavenetuttiquantiaffanculocheiomenevadoperunpaiod’orealcinema“, non so se ci siamo capiti, perché ieri e oggi sono state proprio due giornate così.

Due giornate di m…, perché io m’incazzo quando la gente, di fronte a un problema, invece di cercare la soluzione più efficace, si lascia andare prima alla ricerca spasmodica della colpa (il termine responsabilità a noi italiani non ci appartiene, preferiamo quello cattolico di colpa), poi dà sfogo (la terza persona di dare si scrive con l’accento) alla propria voglia di potere, sparacchiando divieti qua e là, e poi alla fine quando chiedi: “Ma allora il problema l’hai risolto, o almeno sei sulla strada buona?” ti rispondono di no e se ne vanno, lasciando sulle tue spalle l’onere non soltanto della risoluzione del problema, ma anche quello di rimettere in piedi le macerie che loro stessi hanno prodotto.

Come se non bastasse, quando sono uscito dal cinema mi sono infilato in un negozio di abbigliamento, perché prima di uscire di casa mi sono accorto di avere clamorosamente sbagliato taglia con gli ultimi pantaloni acquistati (e pure questa cosa mi ha fatto girare alquanto le palle).

Ma proprio in quel negozio di abbigliamento, il giorno prima (cioè ieri) avevo acquistato una camicia, che oggi indossavo. E secondo me la cassiera si è dimenticata di togliere qualche strano aggeggio che fa scattare l’antitaccheggio, perché l’aggeggio infernale si è messo a suonare quando sono entrato (e nessuno ci ha fatto caso), ma si è messo a strillare anche quando sono uscito.

Allora il tipo della vigilanza ha fermato me e due ragazzi che mi stavano davanti, ma mentre a me m’ha guardato e ha capito che non avevo proprio la faccia del delinquente, al ragazzo ha chiesto di svuotare la borsa e quello aveva dentro una sciarpa rubata, e allora se ne voleva andare, ma il vigilante l’ha avvinghiato per il giubbotto e il tutto mentre s’era formata tutt’intorno una piccola folla che assisteva alla scena.

E allora quando il vigilante ha trascinato via il ragazzo, io sono uscito e l’antitaccheggio ha ripreso a gargagliare e tutti si sono messi a osservarmi e io pensavo: “Vuoi vedere che mo’ faccio suonare tutti gli antitaccheggio della città?

Imbarazzante…groenlandia

M’è venuta voglia di trasferirmi in Groenlandia (cioè, sei mesi lì e i restanti sei a Honolulu).

Vabbeh, comunque alla fine è stato un pomeriggio “diverso”, all’insegna del brivido, dai.

Ho pure visto i provini, pardon, il trailer di Star Wars, che uscirà a Natale e che si preannuncia un filmone, di quelle americanate che non si possono perdere.

Orevuar, amiche e amici miei, buona settimana e stattevene bbuoni!

Insieme (ma insieme a chi?)

1 novembre 2015 Posted by | Film | | 9 commenti