Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Tristezza, per favore vai via

TRISTEZZANon si tratta soltanto della strofa di una bella canzone di Ornella Vanoni.

Si tratta di come mi sento io dall’altro ieri, da quando sono tornato dalle vacanze.

Ma non si tratta soltanto della fine del tour vacanziero, che per me non è stato il massimo a causa della mia non-forma fisica (ma non ho detto niente a nessuno, per non fare pesare la cosa).

Non si tratta soltanto della consapevolezza dell’inizio della fine dell’estate, dell’aria che improvvisamente si fa più fresca, delle strade che si rianimano nelle ore di entrata e uscita dal lavoro (e anche il mio rientro al lavoro si avvicina, e dovrò prepararmi).

Non si tratta soltanto di avere trovato – per la prima volta dopo settimane – la ciambella del water fredda (segno inequivocabile dell’imminente arrivo delle stagioni fredde, nelle quali la seduta sulla suddetta ciambella provoca un brrrrrrivido).

Non si tratta della mia forma fisica ancora insoddisfacente (il mio edema sul palato – regalo della post radioterapia – non accenna a scomparire e, oltre a essere dolorante,  mi impedisce di mangiare e gustare i cibi; inoltre il tono della mia voce è cambiato, è diventato cavernoso e io non la riconosco più come mia).

No, non si tratta soltanto di tutto questo (che comunque mica è poco).

C’è che mi sento abbattuto, malinconico, scialbo, angosciato, quasi sepolcrale, direi.

Ho come una sensazione che il “non sarà più come prima” sarà più pesante di quanto pensassi.

O forse è soltanto un momento.

Forse dovrei prendere qualcuna di quelle pastigliette che mi diede mesi fa il medico, un aiutino per i momenti off.

Staremo a vedere…

Nena

27 agosto 2015 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 24 commenti