Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La mia malattia e la mia cura

fleboNon pensiate che dalla dimissione dall’ospedale (il 17 febbraio) a oggi io me ne sia stato qui a cincischiare, a gozzovigliare, a bighellonare!

No. Mi sono sottoposto a esami, visite, medicazioni, analisi e tricchetracche e oggi so cosa mi spetta nel futuro prossimo venturo.

Premesso che mi hanno asportato una cinquantina di linfonodi nel collo (quindi non avrò bisogno di lifting per i prossimi vent’anni, almeno spero), tre di questi sono risultati in metastasi. Il tumore cosiddetto “primitivo” non è stato trovato. Trattasi di carcinoma squamocellulare, cioè che non ha origine né polmonare né ghiandolare, ma dalle mucose o dalla pelle. I marcatori tumorali sono negativi, quindi potrebbe darsi – secondo l’oncologa – che il tumore sia stato asportato insieme ai linfonodi.

Ad aprile inizierò la radioterapia, che è la terapia principale: sei settimane, una seduta al giorno da lunedì a venerdì. Contemporaneamente dovrò effettuare una chemioterapia radiosensibilizzante, cioè di supporto e di stimolo alla radioterapia: una flebo per un giorno di ognuna delle sei settimane. Pare che quest’ultima sia più leggera della chemioterapia normale.

Se la radioterapia mi preoccupa per i suoi effetti collaterali (bruciore e secchezza della pelle del collo, delle guance e della gola), la chemioterapia mi terrorizza alquanto. Spero che sia effettivamente più leggera di quella tradizionale.

Se tutto va bene, quindi, terminate queste sei settimane di “passione”, spero di tornare alla normalità, cioè a mangiare le lasagne, a bere il gutturnio e ad andare in bicicletta (tutte cose che durante la radioterapia non posso fare). Per il lavoro invece c’è tempo…

Comincio a pensare che forse posso guarire.

Saluti e buon week-end.

Ma il cielo è sempre più blu

 

14 marzo 2015 Posted by | Un po' di me | , | 18 commenti