Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il grande cerusico

giuramento ippocrateChi ha visto il film “Il viaggio di capitan Fracassa“, di cui una volta ho parlato qui, ricorderà l’episodio del grande cerusico.

Il barone di Sigognac è morente, ferito in un duello al quale ha voluto ostinatamente partecipare, e allora viene chiamato il grande cerusico, in un estremo tentativo di salvarlo.

La carrozza del grande cerusico compare improvvisamente tra la nebbia: nera, enorme, sontuosa. Ne esce il grande cerusico, vestito da… grande cerusico. Degna i presenti di uno sguardo sprezzante ed entra nel carro dove sta il moribondo, per compiere la sua opera.

Quando esce, rivolge ai presenti lo stesso sguardo sprezzante di prima e se ne torna nella sua carrozza.

Soltanto l’intendente di sanità ha il coraggio di avvicinarlo e di chiedere se il ferito vivrà e la risposta del grande cerusico è lapidaria: ha da passa’ a nuttata…

Ecco, anch’io giovedì ho appuntamento dal grande cerusico, nella grande capitale della padania. Colui che dovrebbe (forse, spero) dipanare la matassa delle mie diagnosi, forse proporne di nuove, oppure sentenziare senza possibilità di appello.

La mia vita sta procedendo giorno per giorno, appesa a quel tenue filo di speranza che ancora rimane acceso nella mia mente: illusione? sogno? miraggio di vedere capovolto quel pesante verdetto di una settimana fa?

In ufficio la mia produttività è aumentata, perché per non pensare mi concentro sul lavoro. Però esco prima, quindi a conti fatti stiamo come prima. Se il tempo lo consentisse, riprenderei la bicicletta, così invece mi dedico a lunghe passeggiate nelle periferie del paese; passeggiare mi piace e mi da modo di liberare la mente. Mantengo un atteggiamento naturale in famiglia.

Il mio umore però sta sotto ai piedi e ogni risata, ogni battuta costa fatica.

Tanta.

 

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30 novembre 2014 - Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | ,

8 commenti »

  1. Meriti un abbraccio per quel ” mantengo un atteggiamento naturale in famiglia”.
    So quanta fatica ti costa. 🙂

    Commento di Ro | 30 novembre 2014 | Rispondi

  2. Beh … un abbraccio di @Rory …. è un abbraccio morbido, femminile …. imperdibile, mentre io, un errante @Cavaliere dall’ armatura logora ( ma ne ho una nuovissima …. che mi regalarono la ‘propro’ nipote di @Diemme e quegli indimenticabili amici del suo Blog ), se t’ abbracciassi … ehm … sempre masculo sogno, e mica è bello vedere due uomini che s’ abbracciano …. ed il più …. logoro dei due piangere di commozione ….
    Ma t’ abbraccio lo stesso, per questo bel post …. e per il tuo coraggio che ci fà sentire ancor di più tutta l’ amicizia che, da sempre, ci hai ispirato e che condividi con noi !
    E giovedì …. cerusico o luminare … non potrà che dirti : TUTTO BENE @AQUILANONVEDENTE …. CONTINUA A VOLARE COME SOLO TU SAI FARE !!!

    Commento di cavaliereerrante | 30 novembre 2014 | Rispondi

  3. Che tu sia preoccupato è normale, ma il particolare che non sappiano bene nemmeno loro cos’è è una cosa positiva, vuol dire che non è una cosa certa e conclamata quindi devi sperare in bene.
    Vedrai che questa volta sapranno dirti qualcosa di più preciso, noi incrociamo le dita, vedrai che sarà tutto ok 😉

    Date: Sun, 30 Nov 2014 22:11:43 +0000
    To: silvia-1959@live.it

    Commento di Silvia | 1 dicembre 2014 | Rispondi

  4. L’incertezza fa male,sopratutto se protratta nel tempo. Se uno sa con certezza cos’ha può darsi da fare per farselo passare, se non lo sa, si macera. Poi, alla fine, si risolverà felicemente, ma nel frattempo… Coraggio Aquila…
    Ti consola sapere che a me un medico ha scritto nello stesso foglio una cosa e pure il suo contrario? Me ne sono accorta poi e non ho voglia di riandarci per chiedere info… Quando torneranno i dolori mi darò da fare, peccato però che i dolori avessero origine da quel pasticcio 😉

    Commento di mujer feliz | 1 dicembre 2014 | Rispondi

  5. Aquila, una cosa la vita mi ha insegnato: a non fasciarmi la testa prima di essermela rotta. So che la cosa più difficile è la faccia da mantenere in famiglia, so che uno non si può neanche disperare come Cristo comanda, ma forse è bene così, l’obbligo di distrazione è di per sé terapeutico.

    Ti abbraccio forte anch’io, e spero che presto saremo qui a brindare al pericolo scampato, e alla brutta paura per fortuna passata.

    Commento di Diemme | 1 dicembre 2014 | Rispondi

  6. È vero quello che ti hanno già scritto, cioè che l’incertezza è peggio della certezza. Purtroppo quella della neoplasia è un’esperienza che tocca a molti e anch’io potrei essere una prossima candidata al tumore al seno. Chissà che succederà nel futuro! Nessuno può saperlo…viviamo giorno per giorno e teniamo sempre, 24 ore su 24, le dita incrociate. 😉

    Commento di lettricetecnologica | 1 dicembre 2014 | Rispondi

  7. E lo credo. Ma lo sforzo di essere quanto possibile “naturale” fa bene agli altri ma fa bene soprattutto a te. E allora lavora, cammina, ama, ridi…
    Un abbraccio.

    Commento di linda | 2 dicembre 2014 | Rispondi

  8. So che magari è inopportuno e non ci siamo mai conosciuti di persona. Ma ti sono vicino in questi momenti pesanti. Apprezzo molto la tua voglia di tenere nascosto il dolore ed il spavento che ti accoglie. Forza….. vedrai che tra qualche anno sorriderai ricordandoti a quello che hai paura oggi.

    Commento di Valentino | 3 dicembre 2014 | Rispondi


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