Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

5° step (a che servono le mezze stagioni?)

Non ci sono più le mezze stagioni”.

Quante volte abbiamo sentito questa affermazione?

Mi veniva in mente stamattina, mentre a casa aspettavo l’ora per recarmi in ospedale per il mio 5° step, osservando il tempo coperto e leggermente piovoso di questa mattina di ottobre.

Quando ero giovane (rectius: piccolo), pensavo che le mezze stagioni, la primavera e l’autunno, fossero stagioni “dimezzate”.

“A cosa servono la primavera e l’autunno? – mi chiedevo, imberbe giovane – Dovrebbero esistere soltanto l’estate e l’inverno, il caldo e il freddo. Perché le cose hanno due facce, come le medaglie: bianco o nero; alto o basso; giusto o sbagliato”.

Manicheismo giovanile.

primaveraImparai dopo che in relatà le cose non stanno quasi mai così. Tra il sì e il no, tra il bianco e il nero ci stanno un sacco di altre sfumature.

“Hai fatto quella cosa?” Esiste una serie infinita di altre risposte, oltre al sì e al no: l’ho quasi finita; ho incontrato delle difficoltà impreviste; l’ho finita subito e ora sto aiutando Pancrazio a fare la sua, che lui è un po’ in difficoltà.

L’importante è che la cosiddetta sfumatura non sia un modo per tirare in lungo senza motivo, come fanno spesso i politici, gli imprenditori, i sindacalisti, i giudici, ecc. ma che serva effettivamente a spiegare quello che abbiamo o non abbiamo fatto.

Così è anche la funzione della primavera e dell’autunno.

Le cosiddette stagioni di mezzo non solo hanno una loro funzione, ma hanno anche una loro personalità: rappresentano una pausa, una preparazione, una sorta di allenamento del nostro corpo verso tempi e momenti più impegnativi.

Pensate alla primavera, alle temperature che si fanno miti, alla voglia di smettere i pesanti vestiti invernali e di uscire, di correre. Pensate a quelle calde giornate che iniziano a fare breccia già nel mese di febbraio. E proprio in queste circostanze si comprende la funzione delle bizzarrie primaverili: la pioggia, il vento assumono la funzione di freno alle nostre intemperanze. Sembrano dirci: piano, vacci piano, non è ancora ora.autunno

E l’autunno? Pensate agli squarci di sole settembrini e ottobrini. Alla goduria di assaporare quei raggi che soltanto un paio di mesi prima rifuggevamo, rintanandoci in locali raffreddati artificialmente e che invece adesso assaporiamo pienamente e con gusto, quasi a volerli immagazzinare per la prossima stagione invernale.

Le vie di mezzo sono importanti nella vita.

Le pause sono essenziali.

P.S.: tutto questo pippone per dire che stamattina l’otorinolaringoiatra, al termine della laringoscopia ha detto che le mie vie aeree sono a posto. Dopodiché sono passato dall’ematologo, il quale ha effettuato l’ago aspirato. Lunedì dovrebbe essere pronto l’esito. E quindi io sto ancora in una “via di mezzo”… Però il pippone mi veniva da scriverlo ugualmente.

Take on me

 

7 ottobre 2014 Posted by | Un po' di me | | 16 commenti