Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Altrochè psicologo!

BullismoIeri sera la piccola durante la cena ci ha informati che in una classe di seconda media, vicino alla sua, un ragazzo (forse durante una lite) ha tirato un banco contro una finestra rivolta sul corridoio, mandandola in frantumi.

La classe in questione è nota per frequenti episodi di violenza e bullismo (conosco la mamma di un bambino che la frequenta).

“La professoressa si è messa a piangere” ha aggiunto.

“E cosa è successo a quello che ha tirato il banco?” ho chiesto io.

“Il preside ha detto che lo manda dallo psicologo.”

Evito i commenti che ho espresso su questa moderna soluzione pedagogica.

Ripensandoci oggi, però, mi sono chiesto se – dopo avere appurato la realtà dei fatti – non sia il caso che vada a parlare al preside, per dirgli una cosa semplicissima: “Caro signor preside, a fronte di quanto è accaduto nella classe tale e a fronte delle misure intraprese, non voglio che a mia figlia passi l’idea che se uno sfascia la scuola (che peraltro pago pure io) la punizione è quella di un colloquio con la psicologa. Scolli le sue flaccide chiappe da quella sedia ed eserciti la sua funzione educativa, altrimenti, se non è capace di farlo, cambi mestiere!

Che ne dite?

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3 aprile 2014 - Posted by | Storie ordinarie | ,

33 commenti »

  1. E’ difficile giudicare così….a priori, senza conoscere il ragazzo e la situazione, credo comunque che scaricare la cosa allo psicologo non sia di molto aiuto, nè al ragazzo nè tantomeno alla scuola.
    I provvedimenti vanno presi, anche come deterrente per gli altri eventuali bulli e violenti nella scuola, ma stabilire quali non è facile, anche perchè se lo sospendi probabilmente gli si fa un regalo!

    Commento di Silvia | 3 aprile 2014 | Rispondi

    • No no, assolutamente nessuna sospensione!
      Quella sì che è un regalo!
      Ma sai quante cartacce ci sono da raccogliere per tutto il paese?
      Sai quanti bagni pubblici hanno bisogno di una pulizia approfondita?

      Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

      • ecco sì….quello potrebbe essere un buon sistema, o ancora meglio fare qualcosa di utile proprio per la scuola e i compagni 🙂

        Commento di Silvia | 3 aprile 2014 | Rispondi

  2. Che ne dico? Ti appoggio in pieno!

    Dallo psicologo, piuttosto, ci manderei l’insegnante che si è messa a piangere.

    Commento di Diemme | 3 aprile 2014 | Rispondi

  3. Ho appurato con la mia amica.
    L’episodio è vero.
    Ora cerco di saperne di più.

    Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

  4. Mi sfugge però perché se un ragazzo va a spaccare teste e bruciare cose in una manifestazione allora è un erore degno erede della gloriosa lotta di liberazione antifascista e se invece rompe una finestra della scuola deve essere rieducato. Uno dei problemi della età contemporanea è la contraddizione continua.

    Commento di LorenzoC | 3 aprile 2014 | Rispondi

    • Da comunista impenitente quale sono, ti dico che per me quelli che vanno a spaccare teste, bruciare cose e insultare e picchiare carabinieri alle manifestazioni, con la lotta di liberazione antifascista non hanno in comune nemmeno le mutande!
      In questo senso, la contraddizione non mi appartiene.

      Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

      • Bene, allora fai il giro dei centri sociali, dei gruppi NoTAV, collettivi studenteschi, eccetera e digli che sono stati diseredati.

        Commento di LorenzoC | 3 aprile 2014 | Rispondi

        • La cultura dei centri sociali, dei noTAV, dei collettivi ecc. non mi appartiene.
          Per quanto mi riguarda, possono pure credersi discendenti di Mosè.

          Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

  5. Ti do “ragione” e “torto” insieme.

    Ragione perchè concordo con te sul fatto che episodi del genere vadano “puniti”, anche quale promemoria ad altri soggetti “bulli”, vivere in società ha le sue regole (che possono esser cambiate sia ben chiaro, ma non ignorate)

    Torto perchè un ragazzo che si comporta così, sicuramente ha delle problematiche alle spalle e probabilmente anche nell’attuale e nessuno che abbia la forza di “insegnarli”, insomma è un ragazzino e paga perchè degli adulti non son stati e non sono adulti con lui.

    Non so è davvero difficile…..

    Commento di diamanta | 3 aprile 2014 | Rispondi

    • Sono d’accordo e non d’accordo insieme.
      La cosiddetta “punizione” la intendo come strumento per elaborare quello che si è fatto.
      Se non sbaglio, lo si insegna anche con i bambini piccoli: occorre dare loro la possibilità e il tempo di elaborare, di rendersi conto dell’errore compiuto.
      Poi può essere vero che, in molti casi (ma non sempre) un ragazzino può pagare per colpe non sue, per assenze dei genitori. Ma fino a un certo punto. Che certe cose non si possono fare lo insegnano anche i sassi. Qui siamo all’ABC delle regole della convivenza civile.

      Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

  6. Tempo fa a uno dei bulletti di una mia classe l’ho sospeso per molto meno…. vacanze? Macchè… gli ho dato una caterva di compiti da portare alla fine della sospensione…
    Il bello? I genitori del bulletto si lamentarono… poi crescono diventano delinquenti e si dice “Strano era una cosi brava famiglia!”

    Commento di Godot | 3 aprile 2014 | Rispondi

    • Appunto.
      Alla fine, forse, diventano anche giornalisti! :mrgreen:

      Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

      • Appunto!

        Commento di Godot | 3 aprile 2014 | Rispondi

        • Appunto l’ho detto io! 👿

          Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

          • Appunto hai detto appunto!

            Commento di Godot | 3 aprile 2014 | Rispondi

            • Appunto che ho detto appunto prima del tuo appunto!

              Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

              • Appunto l’hai detto prima di appuntarti la cosa del sexy shop del mio post… ora appunto lo dico io! :mrgreen:

                Commento di Godot | 3 aprile 2014 | Rispondi

                • Forse non ci intendiamo.
                  Tu intendi appunto come avverbio o come aggettivo?

                  Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

                  • Forse come voce del verbo appuntare… non me lo ricordo più! 😯

                    Commento di Godot | 3 aprile 2014 | Rispondi

                    • Appuntato?
                      Ti facevo come minimo sergente…

                      Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014

                    • :mrgreen: intanto per l’appunto oggi il mio blog è invaso dalle visite dall’estero…. cercheranno un imbianchino! :mrgreen:

                      Commento di Godot | 3 aprile 2014

                    • Lo apprendo con disappunto!

                      Commento di aquilanonvedente | 5 aprile 2014

  7. Cosa ha scatenato tanta rabbia? E’ chiaro che non gli si deve permettere di farlo nuovamente, ora sono gli oggetti, un’altra volta può volare un compagno. Se ha rabbie ed energie in eccesso bisogna che impari a sfogarle in un altro modo. Quando si sta in mezzo agli altri ci si deve comportare da persone civili e la scuola dovrebbe servire anche a questo non solo a far imparare a memoria le poesie.

    Commento di mujer feliz | 3 aprile 2014 | Rispondi

    • Giusto.
      Ma se uno sfoga le proprie energie distruggendo quello che gli sta intorno, cioè se non sa controllarle, allora significa che è malato, cioè ha qualche patologia che va curata (testa o meno che sia).

      Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

  8. D’altra parte nel mondo adulto che esempi abbiamo di rispetto delle regole e di pagare per i propri errori? Ormai tutti vanno capiti, tutti accettati. E se anche quel preside prendesse qualche provvedimento giustamente severo stai tranquillo che probabilmente dall’alto gli imporrebbero decisioni soft ed alla fine non cambierebbe nulla

    Commento di gmdb | 3 aprile 2014 | Rispondi

  9. Gran brutta cosa il bullismo, nelle scuole, nelle strade, una volta nelle caserme … poichè risveglia l’ istinto del branco, quell’ istinto bestiale che nè appartiene ad alcuna ideologia politica, nè ad altre ideologie, essendo invece un rigurgito esistenziale insito nel nostro dna fin dalla notte dei tempi, quando gli ‘ominidi’ che ci precedettero, si raggruppavano ed andavano sopraffacendo, per mangiarseli o renderli aggiogati, i più deboli, gli isolati dalla mandria, le femmine, i non fisicamente prestanti … insomma i più facilmente aggredibili, esercitando insieme la propria brutalità di gruppo contro i singoli !
    Quanto al ragazzino che ci hai indicato, e che avrà senz’ altro problemi, è bene che la Scuola, se degna di questo nome, non lo abbandoni a sè stesso, ma lo riconduca, attraverso un dialogo paziente e costruttivo, ed un rispetto per la sua adolescenza, alla socialità ed all’ apprendimento, “ma soltanto dopo” avergli imposto una pena per il reato commesso, pena da scontare per il reo fgacendo in modo che egli si renda utile nei tanti servizi sociali ( pulizia cessi, strade, scuole … etc. etc. ) a vantaggio della collettività ( e quindi anche di sè stesso ) !!!
    Augh …. @Tashunka Uitko “errante” ha parlato !!! 🙂

    Commento di cavaliereerrante | 3 aprile 2014 | Rispondi

    • Tutti, chi più chi meno, credo che abbiamo affrontato direttamente o indirettamente episodi di bullismo.
      Forse adesso non sono più gravi di prima, ma semplicemente è la società (cioè noi) che non sappiamo affrontarli degnamente.
      P.S.: stai a studia’ il finlandese? 😯

      Commento di aquilanonvedente | 3 aprile 2014 | Rispondi

      • ma che finlandese????….. è il nome di Cavallo Pazzo! ahahahahahah 😛

        Commento di Silvia | 4 aprile 2014 | Rispondi

        • 🙂

          Commento di cavaliereerrante | 4 aprile 2014 | Rispondi


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