Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Elogio dell’amicizia

elogio amiciziaPaolo Crepet è uno dei pochi “esperti” che leggo sempre con piacere, perché è uno di quelli che, al di là delle analisi “dotte”, sanno infarcire i propri libri di un sano buonsenso, virtù che al giorno d’oggi è sempre più rara.

Non delude nemmeno questo breve saggio sull’amicizia, che ho trovato esposto in bacheca in biblioteca e ho preso a prestito.

Non è un buon segno quando si parla troppo di amicizia, esordisce Crepet, perché “si dovrebbe esibirla di meno, perché è il sentimento più prezioso“.

E come in un piccolo dizionarietto, Crepet passa in rassegna i volti e le situazioni nelle quali l’amicizia (o la pseudo-amicizia) fa capolino, quale sentimento ancora più importante dell’amore, “in quanto quest’ultimo nasce dal primo e non viceversa”.

L’amicizia genera amore, mentre l’amore non sempre e non necessariamente produce amicizia. L’amicizia nasce dale occasioni della vita, spesso dal destino, ma per diventare sentimento irrinunciabile necessita poi di grandi emozioni condivise, non di mediocrità affettiva“.

Da incorniciare sarebbero i capitoli dedicati all’“amicizia tra genitori e figli” e quello “ai maestri non si dà del tu”.

Invece di realizzare forme autorevoli dell’educare, ci si è fermati a una mediocre tiplogia di “buonismo”, ovvero la rinuncia non solo all’autorevolezza, ma anche al semplice buonsenso. Un rapporto amichevole implica una tendenziale pariteticità fra gli interlocutori, ovvero ciò che ogni buona disciplina dell’autorevolezza dovrebbe combattere. Una buona comunicazione si basa sulla chiarezza e non sulla confusione dei ruoli. Tra genitori e figli si può essere complici senza dover essere necessariamente amici. Molti genitori hanno pensato che per migliorare la qualità della comunicazione con i figli dovessero abbassarsi al loro livello, realizzando una falsa pariteticità nella divisione delle responsabilità e dei poteri domestici, generando genitori incapaci di imporre regole e bambini cresciuti con l’aberrante abitudine di un comando che non dovrebbero possedere.

“Se un padre o una madre diventano i migliori amici dei figli – scrive Crepet – ottengono un risultato immediato: non devono faticare, tutto diventa più semplice in quanto viene meno la necessità di difendere e di inventarsi ogni giorno i propri meriti educativi. L’educazione non deve assomigliare a un compito burocratico. Il buonismo amicale implica invece la rinuncia a ogni forma di ricerca creativa.”

“Uno dei tanti modi per misurare il costante declino dell’autorevolezza della nostra cultura – continua Crepet – consiste nell’osservare il rapporto che si stabilisce, in molti casi, tra alunni e professori: insegnanti che si fanno chiamare per nome, docenti ai quali un ragazzino può dare del tu, professori che si mettono alla pari dei discepoli. L’autorevolezza dell’educatore si fonda sulla giusta distanza, non certo sulla prossimità con lo studente. L’amicalità applicata all’insegnamento genera un effetto rilassante negli insegnanti, in quanto li fa sentire magicamente irresponsabili: l’autorevolezza è faticosa e va ribadita di continuo, mentre questa decadente pariteticità non richiede alcuno sforzo.

Ricorda Crepet un suo professore all’università, con il quale “non ci siamo mai dati del tu, nemmeno anni dopo. Lui rimaneva per me il professore, la guida, e io avevo bisogno che lui rimanesse il mio maestro: gli amici avevano altri nomi, opinioni più o meno condivisibili, e non li dovevo temere. Il suo giudizio invece sì, perché sapevo che non mi avrebbe mai condonato nulla: era semplicemente e terribilmente sincero. perché il medico pietoso manda l’arto in cancrena.”

Potrei proseguire con tante altre citazioni. Sulle differenze tra amore e amicizia (l’amore può perdonare la “scappatella”, l’amicizia no: se viene tradita è per sempre. L’amicizia non è accomodante, è un sentimento più dogmatico dell’amore); sulle differenze delle amicizie tra donne e tra uomini e via dicendo, ma mi fermo qui.

Ho sempre pensato che una persona nella vita possa avere soltanto pochi veri amici. Forse anche uno solo, ma quello basta per “sentirsi a posto”.

Sono svariate le strade seguite dall’amicizia. C’è l’amico del cuore, quello con il quale forse ci si sente anche una volta all’anno ma ogni volta sembra che ci si sia lasciati soltanto il giorno prima. E c’è il falso amico, quello che punta a qualcos’altro e che quando capisce di non poterlo ottenere, s’inabissa.

E poi ci sono i cavalieri, sempre pronti a fornirti uno spadone al quale appoggiarti e uno scudo dietro il quale ripararti dalle traversie della vita (e anche un buon pranzo in un’invitante osteria…)

E c’è pure quello che ti dice “stai sereno” e poi invece… zacchete! Te se pija la campanella…

Per un amico in più…

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25 febbraio 2014 - Posted by | Amici, Libri, Sani principi |

35 commenti »

  1. Ammazza quanto scrivi!!!
    Non ti offendi se lo leggo domani, vero? È che mi si chiudono gli occhi ma ho trovato il tuo post in bacheca e non ho resistito a passare.
    La canzone che hai messo è tra quelle che mi emozionano sempre. 🙂
    ‘Notte quaglietta.

    Commento di Lassonnatanavoltatanto | 26 febbraio 2014 | Rispondi

    • Il domani di ieri era oggi.
      Sempre così le tue promesse? 😀

      Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2014 | Rispondi

  2. Stimo assai il Prof. @Crepet … e, ogni volta che ho avuto l’ occasione di ascoltarlo, mi ha sempre colpito, piacevolmente, quel suo parlar pacato, profondo, e quella sua semplicità di eloquio che, a mio modo di vedere, recano il segno di una professionalità alta e di una passione non di mestiere ….
    Sì …. ci sono amici “che cercano”, oltre ogni limite, di fornire uno spadone e uno scudo contro le avversità della vita ed i cialtroni che infestano l’ aria, amici @Cavalieri ( e magari anche un po’ erranti ) o @Fanti …. “che tentano” di far sorridere i loro amici, o di piangere in silenzio con loro quando scocca il tempo delle lacrime, amici mai visti, nè mai uditi, “che si sforzano” di portare all’ osteria del cuore chi amano per staccarsi dal tempo che incalza e, bevendo con loro, per uscire dalle catene della cita e lasciarsi andare dolcemente per far uscire dall’ anima il più prezioso, e il più nobile, dei tesori che ognuno possiede ….
    Sì … ci sono questi amici silenti che si sforzano e tentano di ridare ad ognuno il suo tempo ….. talvolta ci riescono, talvolta no !
    Ma quando ci riescono, quando percepiscono che la loro fragile presenza o le loro parole stentate hanno strappato un sorriso, o asciugato una lacrima, o ri-dato quel maggior respiro per vivere, o fatto risorgere, magari solo per poco, la consapevolezza che, a dispetto della precarietà fatale che appartiene a tutti, si è unici, si è comunque belli, si è amati … e non si è mai soli, beh … allora non c’ è un piacere più grande e più appagante, e davvero la vita appare bellissima !

    Commento di cavaliereerrante | 26 febbraio 2014 | Rispondi

    • Fanti?
      Ci stanno pure i fanti?
      Se becco l’asso di bastone è fatta… 😛
      (nel senso che randello chi dico io…)

      Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2014 | Rispondi

  3. Mi trovo in sintonia con ogni aspetto esposto dal Prof. Crepet, l’esame dei vari casi mi sembra esauriente e completo…….completo soprattutto per il tuo finale “e poi ci sono i “cavalieri”….e non occorre aggiungere altro 😉
    Buona giornata 🙂

    Commento di Silvia | 26 febbraio 2014 | Rispondi

    • Ecco, non aggiungiamo altro… (sto aspettando i pranzo luculliano)

      Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2014 | Rispondi

      • se non vai a Roma tu la vedo moooooooolto difficile 😉

        Commento di Silvia | 26 febbraio 2014 | Rispondi

        • Vado, vado.
          E’ che andare da solo mi dispiace.
          Lui i pranzi li paga alle compagnie…
          Mai meno di venti! :mrgreen:

          Commento di aquilanonvedente | 27 febbraio 2014 | Rispondi

          • allora facciamo un pullman!!!!!! 😉

            Commento di Silvia | 28 febbraio 2014 | Rispondi

            • Ovvio… :mrgreen:

              Commento di aquilanonvedente | 28 febbraio 2014 | Rispondi

              • Ehm … ma non è meglio … ehm … un autostop ?!? 😐

                Commento di cavaliereerrante | 28 febbraio 2014 | Rispondi

                • seeee……e a me chi mi prende sù?????? ho capito và…..niente pranzo :mrgreen:

                  Commento di Silvia | 28 febbraio 2014 | Rispondi

                  • Matteprendo su io! :mrgreen:

                    Commento di aquilanonvedente | 28 febbraio 2014 | Rispondi

                    • oooo che gentile però ti avviso……hai presente le tue “assistenti sociali” ?…….ecco…..tuttana’altracosa!!!!! 😉

                      Commento di Silvia | 28 febbraio 2014

                    • C’avrai sicuramente altre e ben più apprezzevoli qualità! :mrgreen:

                      Commento di aquilanonvedente | 28 febbraio 2014

                    • a sì!!!! come si usa dire….. “sono simpatica” 😉

                      Commento di Silvia | 28 febbraio 2014

  4. Dal breve riassunto/estratto che hai fatto del libro già mi piace. Ho pensato immediatamente al mio maestro alle elementari che voleva sempre che ci alzassimo in piedi per salutarlo e che lo chiamassimo “signor maestro”. Mai concepito l’idea di dargli del tu o chiamarlo per nome come si usa oggi eppure gli volevamo tutti bene e la sua autorevolezza ci trasmetteva sicurezza non timore (beh anche quello un po’ quando si arrabbiava ;-))
    Poi concordo anche con tutto il resto che hai scritto… Devo proprio leggermelo pure io

    Commento di gmdb | 26 febbraio 2014 | Rispondi

  5. Si è vero l’amicizia è cosa rara e preziosa e attualmente viene spesso confusa.

    Commento di elinepal | 26 febbraio 2014 | Rispondi

  6. L’ha ribloggato su Scelti per voie ha commentato:
    Il buonismo e una inopportuna pariteticità sono un sonno della ragione che genera mostri.

    Commento di Diemme | 26 febbraio 2014 | Rispondi

  7. buongiorno!!!
    Si, c’azzecca il Crepet!
    pacato…se non lo è lui, io no davvero!
    Ma ormai credo sia un po’ tardi per rimediare.
    Queste teorie sarebbero state ottime se seguite tanto tanto fa…
    oggi è uno sfacelo!
    Tutti progressisti, reazionari, mescolatori di minestroni…un gran brodaglione e
    il risultato è una pappa sciapita.!
    Tornare indietro …speriamo sia possibile….dove i ruoli erano ben distinti.
    L’indulgenza è una cosa …la parità dei ruoli è un’altra.
    Sono antica? forse….ma chissenefrega.
    Io amavo e temevo mio padre e anche mia madre….devo a loro la mia riuscita nel rapporto con mia figlia.
    Sono amica ma prima di tutto sono madre.
    nella scuola…dai, anche i prof che si grattano le balle sdraiati sulla cattedra insegnando matematica….beh…
    lasciamo stare i pallottolieri!!!
    E non prof giovani ma prof già ben collaudati….

    uff…basta così , ho già scritto troppo.
    Ciao Aquilotto…fai a modo che ti tengo d’occccchio….!!!
    🙂 v.

    Commento di semprevento | 26 febbraio 2014 | Rispondi

    • Tornare indietro non si può.
      Ma tenere duro contro i cialtroni, sì. 😉

      Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2014 | Rispondi

  8. Perrr carità, sto a vede’ se a casa c’avessi per caso ‘na campanella…la butto subito che de Giuda in giro ce ne so’ pure troppi 😀
    Sto Crepet qua, io devo averlo conosciuto e ci devo aver pure parlato…perchè aò…e questo dice in pratica quello che io predico da anni!! O sei tondo o sei quadrato, entrambi non si può. O fai il genitore o fai l’amico, il genitore amico è un’ ibridazione che non porta a nulla di buono. Ho ascoltato nottate intere mia figlia e le sue traversie amorose, ho asciugato le sue lacrime ma sempre da “madre” e non da amica. E quando è servito le ho fatto assaggiare le mie mani, che possono lambirla a mo’ di carezzevole piuma o come un treno direttissimo 😉
    Per l’amicizia, beh, li è un discorso particolare. La vera amicizia è merce rara. L’amicizia è un’alchimia in cui si miscelano mille e mille elementi e da ognuno si possono avere miliardi di miliardi di composizioni. Nessuna uguale all’altra. L’amicizia è crudele anche, è spietata perchè esigente, chiede tantissimo. Ci vuole più spirito di sacrificio che in un rapporto d’amore. Se non sei disposto a sacrificare nulla di te, allora è meglio che non ti dichiari amico/a di qualcuno, perchè non saresti all’altezza.
    Per il discorso “Cavalieri” invece, io ho una mia personalissima interpretazione: i cavalieri/e (uomo o donna) che ti si mettono al fianco con lo spadone e lo scudo, che sono sempre li a proteggerti e covarti, spesso nascondono sotto il nome di amicizia un sentimento diverso e incoffessabile, oppure non corrisposto.
    Faticaccia…discorso troppo impegnativo. Lo lascio fare a Crepet che è taaanto bravo 😀

    Commento di ziaraspa | 26 febbraio 2014 | Rispondi

    • L’amicizia è esigente ma non è egoista, come l’amore.
      Non è totalizzante.
      Per quanto riguarda i cavalieri, ci sono cavalieri e cavalieri… :mrgreen:

      Commento di aquilanonvedente | 26 febbraio 2014 | Rispondi

  9. Vero, ci sono i Cavalieri come il nostro indomito Ser Bruno, e cavalieri come…ehm…come…mo’ non mi viene il nome…un tizio basso co’ la testa asfaltata…sai per caso come si chiama? 😉

    Commento di ziaraspa | 26 febbraio 2014 | Rispondi

  10. Grazie Zia @Raspa …. 😀
    Come ho già avuto modo di scrivere “SER” non lo sono più da tempo, avendo perso quel titolo per nostalgia prima … e poi per malinconia, ma sono rimasto @Bruno ( beh … si fà per dire, visto che quel colore, oggi come oggi, appare soltanto nelle foto del bel tempo che fu ), e @Cavaliereerrante, senza perdere tuttavia nè spadone, nè scudo, nè corazza, nè voglia di viaggiare nelle profondità affascinanti dell’ anima umana e del tempo …. e questo è certo !
    Il mondo, è pieno di cialtroni … e di gentaccia a cui piace far del male, anche senza ricavarci alcunchè se non la sordida soddisfazione di ferire, a caso o con oscure ragioni, gli altri, e la blogsfera, che del mondo è lo specchio fedele ( ma più sincero … potrei dire ), non ne è esente, anzi … ne abbonda .
    Ma, come nella vita, accanto a questi, accanto ai vanesi, ai volgari, ai mentecatti, esistono per fortuna – ed in numero assai maggiore – Persone la cui amicizia è uno dei pochi doni che possiamo portarci dietro nella nostra vita stentata : Tu ed @Aquilanonvedente … ne siete un limpido esempio !
    A te, all’ impagabile @Rapace che non di rado mi vola accanto restituendomi il sorriso ( … ehm … sì, mi costa non pochi caffè e/o colazioni al bar … ma non mi lamento ) ed a tutti gli amici/le amiche la cui presenza mi onora, dedico questa canzone che, ne sono certissimo, piacerebbe anche al bravo Prof. @Crepet, a cui questo splendido post è stato dedicato … ehm … aggartis, I suppose ! 😀

    Commento di cavaliereerrante | 27 febbraio 2014 | Rispondi

  11. Lo vedo in tv ma non ho mai avuto occasione di leggerlo.

    Buon giovedì!

    Commento di kylie | 27 febbraio 2014 | Rispondi

    • Beh, a dire la verità in tv sembra più alto…
      Buon venerdì. 😀

      Commento di aquilanonvedente | 27 febbraio 2014 | Rispondi

  12. E’ vero, l’amicizia non è egoista. Si vuole il bene dell’altro e per quello ci si adopera come si può, a volte facendo anche i necessari passi indietro. I veri amici li puoi contare sulle dita di una mano e a volte t’avanza pure qualche dito 😦 Ma quelli che ci sono, sono veramente preziosi e presenti nel bene e nel male. Mi spiace pensare che alcuni non siano destinati a restare per sempre, ciò non toglie che non sarà questo a renderceli meno cari, il bene dato e ricevuto rimarrà.
    Concordo che tra genitori e figli non ci possa essere amicizia.Quello che direi ad un amico non lo direi ai miei e il genere di consiglio che riceverei sarebbe sicuramente diverso. Meglio non confondere i ruoli per il bene di entrambi.

    Commento di mujer feliz | 28 febbraio 2014 | Rispondi

  13. Come le cose vere della vita ci scavano dentro e ci spingono sempre a ricercare i bordi dell’ anima ed anche oltre, così questo bellissimo post, @Aquilapiucchevedente, ci sollecita un approfondimento sempre più riflessivo di quella complessità che siamo, e più coeso nella ricerca della parte più nobile e migliore di noi stessi, del nostro voler stare al mondo senza minimamente danneggiare gli altri .
    E’ vero … i Genitori sono Genitori ed è bene che tali rimangano, agli occhi dei figli …. e, così come accade con i Maestri che ci hanno appassionatamente aiutato a vivere non indegnamente, mantenendo quella “inflessibile severità” che non esclude la percezione che, al di là di quel rigido tunnel, ci attende una dolcezza tutta per noi … se ad essa, noi figli o noi allievi, tendiamo ….
    Gli amici invece li possiamo scegliere noi, poichè, al contrario di quanto avviene coi Genitori ( che ci troviamo ad avere “per nascita” ), essi non sussistono al nostro venire al mondo, ma si materializzeranno in seguito, potendoli noi scegliere ( e venendo da essi scelti ) liberamente, senza vincoli di sangue … per puro ed appassionante sentimento !

    Commento di cavaliereerrante | 1 marzo 2014 | Rispondi


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