Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Evabbe’… è finito pure questo 2013…

Ok ok, lo so, sono sparito, ma che volete farci?

Prima una fase convulsa di lavoro.

Poi un viaggetto di 1.700 chilometri a.r., poi la ripresa della fase convulsa…

Manco il tempo di augurare Buon Natale alle visitatrici e ai visitatori di questo luogo.

Comunque non potevo esimermi, prima della fine dell’anno, di riaprire le porte della mia casetta, almeno per augurare a tutte/i un fantastico 2014. O perlomeno, un 2014 migliore almeno… facciamo del 50% rispetto al 2013?

20%?

10%?

5%?

1%?

😥

A me in genere gli anni dispari non è che mi siano mai piaciuti tanto (vabbe’… sorvoliamo sul fatto che mi sposai in un anno dispari…). Mi sono sempre sembrati anni nei quali accadono cose che però non si concretizzano, quasi fossero preludi di altri accadimenti, che verranno poi a maturazione nell’anno pari.

Ecco, io desidererei, per me, che nel 2014 giungesse a maturazione tutto quello che ho seminato nel 2013. Se non proprio tutto, diciamo almeno… il 50%?

Per gli altri, per i miei familiari, i parenti, gli amici, serenità e buona salute.

Ma al di là delle speranze, la mia impressione è che il mondo vada sempre peggio. O forse sono io che inizio a guardarlo con gli occhi di un vecchio, di un nostalgico dei tempi passati.

Ora, prima che diventi un lagnoso tardo-cinquantenne (tardo nel senso dell’orario), rinnovo gli auguri di Buon Anno. Spero che domani sera i miei commensali non insistano per fare il trenino della mezzanotte…

buon anno

P.S.: nelle festività natalizie sono calato di un chilo. Tiè!

Musica! (e che musica…)

30 dicembre 2013 Posted by | Un po' di me | | 16 commenti

Il seggio vacante

il seggio vacanteIo sono un potteriano convinto (quanto sono juventino… e a questo proposito vorrei testé ricordare che stiamo ormai navigando serenamente verso il nostro 78° scudetto…) e quindi, dopo numerosi tentennamenti, qualche mese fa mi sono lasciato tentare dall’ultimo libro della Rowling.

Ora, se è vero che scrivere un romando di 550 pagine non è cosa di tutti i giorni, occorre dire che nemmeno leggerlo è una passeggiata, e infatti la mia è stata piuttosto una scalata, una maratona.

Indubbiamente il libro è scritto molto bene (malignamente, mi veniva da pensare: ma quanti editor ci avranno lavorato su?) e presenta una struttura narrativa singolare: non c’è un vero protagonista e i piani narrativi sono tanti e diversi, così come i personaggi, che si fatica a ricordarseli tutti e in ogni pagina. Ovviamente, non essendoci un protagonista, non c’è nemmeno l’avversario del protagonista, colui che, secondo i teorici della letteratura, è indispensabile per rendergli la vita difficile e la lettura più interessante.

Forse il vero protagonista è Barry Fairbrother, il consigliere della piccola cittadina di Pagford che, morendo improvvisamente, scatena tra alcune delle famiglie del paese una guerra per la sua sostituzione, nella quale vengono a galla tutte le ipocrisie, i rancori e le bassezze dei loro componenti.

E poi i piani narrativi sono – se così possiamo dire – suddivisi in due macro categorie: quelli degli adulti e quelli degli adolescenti, che si ignorano a vicenda e che si incontrano soltanto alla fine, allo scoppio del dramma.

Ammetto che il libro in alcune parti è un po’ pesantuccio e che mi è venuto da pensare che l’autrice avrebbe potuto renderlo un po’ più snello, ma si sa, chi ha venduto milioni di copie in tutto il mondo non ha certo bisogno dei miei consigli. Il ritmo accelera nelle ultime 100 pagine, prendendo decisamente la rincorsa nel finale (pare la Juve, insomma…), quando si consuma il dramma conclusivo che segna la fine della storia.

Ho letto giudizi contrastanti su questo libro, che sono la prova che alla fine il giudizio si traduce in un mipiace/nonmipiace dei lettori.

Diciamo che, a botta calda, non merita di stare a fianco dei sette volumi di Harry Potter.

Ipse dixit…

Dirotta su Honolulu…

17 dicembre 2013 Posted by | Libri | | 29 commenti

Ma allora ci state a piglia’ pel culo!

Sono bastati dieci minuti di tg stasera per farmi incazzare.

Già erano arrivati a buon punto nel farmi incazzare, nei giorni scorsi, i cosiddetti forconi (termine che si accompagna con coglioni, di rima e di fatto), poi stasera al tg sento che viene sbandierato ai quattro venti che è stato eliminato il finanziamento pubblico ai partiti con un decreto-legge del governo.

Ora, anzitutto il decreto-legge è uno strumento d’urgenza, che deve essere convertito dal Parlamento entro sessanta giorni, altrimenti decade e adottare questo atto dopo vent’anni dal referendum che ha abolito il finanziamento pubblico ai partiti, mi sembra una presa pel culo.

In secondo luogo, non è che il finanziamento pubblico ai partiti sparisce da subito, ma fra tre anni, quindi avere utilizzato il decreto-legge appare una seconda grande presa pel culo.

Ma il bello doveva ancora arrivare.

Eh sì, perché il tg mi dice che il nuovo meccanismo per finanziare i partiti sarà quello del due per mille nella dichiarazione dei redditi, che scatterà soltanto per chi effettua la scelta (a differenza di quanto accade per l’otto per mille alla chiesa).

Cioè, fatemi capire.

Poniamo che un lavoratore dipendente o un pensionato (cioè quelli che le tasse le pagano sicuramente, mentre gli altri devono dimostrarlo, prima di rompere i coglioni) versi in un anno 8.000 euro di IRPEF, che corrispondono all’incirca a uno stipendio o pensione di 1.700-1.800 euro netti al mese. Il due per mille equivale a 16 euro. Ma questi 16 euro non è che li versa di tasca sua, come si fa per tutte le donazioni di questo mondo.

No. I partiti hanno scovato la formula per metterli a carico dello Stato: i 16 euro vengono pescati all’interno delle imposte ordinarie, cioè al cittadino non costano nulla. E si sa che le cose che costano nulla, di solito valgono nulla.

Ora, senza farla troppo lunga, perché è tardi e devo andare a finire un libro (che non finisce mai), io non so se questi ci sono o ci fanno, ma comprendo il motivo per cui quel buffone di Grillo continua a macinare consensi.

P.S.: alla facciaccia del due per mille, dell’IMU, della TASI, TIRES, TOTTI e COMPAGNIA BELLA, domani mi vado a comprare questo coso qua…

apple-ipad-air

E’ andata così…

14 dicembre 2013 Posted by | Politica, Questa poi..., Storie ordinarie | , | 15 commenti

Corruzione!

CODICE PENALE

Art. 322.

Istigazione alla corruzione.

Chiunque offre o promette denaro od altra utilità non dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, soggiace, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma dell’articolo 318, ridotta di un terzo. (1).

Se l’offerta o la promessa è fatta per indurre un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio ad omettere o a ritardare un atto del suo ufficio, ovvero a fare un atto contrario ai suoi doveri, il colpevole soggiace, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nell’articolo 319, ridotta di un terzo.

La pena di cui al primo comma si applica al pubblico ufficiale o all’incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro o altra utilità per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri (2).

La pena di cui al secondo comma si applica al pubblico ufficiale o all’incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro od altra utilità da parte di un privato per le finalità indicate dall’articolo 319.

Le pene (femminile plurale) di cui ai commi precedenti sono aumentate del doppio rispetto alla metà del giorno prima che il fatto sia accaduto (se non festivo, altrimenti vale il primo giorno feriale seguente a quello successivo al precedente), se la cosiddetta “altra utilità” di cui al comma 1 consiste in promesse più o meno velate di concupiscenze aventi chiari e indiscutibili caratteristiche lussuriose (3).

(1) Il comma che recitava: “Chiunque offre o promette denaro od altra utilità non dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio che riveste la qualità di pubblico impiegato, per indurlo a compiere un atto del suo ufficio, soggiace, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma dell’articolo 318, ridotta di un terzo.” è stato così modificato dall’art. 1, L. 6 novembre 2012, n. 190.
(2) Il comma che recitava: “La pena di cui al primo comma si applica al pubblico ufficiale o all’incaricato di un pubblico servizio che riveste la qualità di pubblico impiegato che sollecita una promessa o dazione di denaro od altra utilità da parte di un privato per le finalità indicate dall’articolo 318.” è stato così modificato dall’art. 1, L. 6 novembre 2012, n. 190.

(3) Comma aggiunto da AquilaNonVedente

sguardo

Ieri mi hanno offerto due euro per scrivere un post su Matteo Renzi!

… e non aggiungo altro!

(P.S.: non mi viene. Al massimo mi esce un post-it!)

10 dicembre 2013 Posted by | Storie ordinarie | | 30 commenti

Di rotture varie…

rotturaPensavo ieri, in occasione di un avvenimento “scatenante”, quante cose mi si sono rotte quest’anno (che non è ancora finito).

Il frigorifero, che era un sostituto di quello precedente, rottosi l’anno scorso.

Il mio cellulare, sostituito con un modello che due settimane dopo il mio acquisto costava la metà.

Il climatizzatore del soggiorno, per la terza volta negli ultimi quattro anni. Praticamente da buttare.

Il cellulare della piccola, per due volte in tre mesi.

L’auto, due settimane fa, lasciandomi a piedi in autostrada.

Più che un’assicurazione con la formula kasko c’avrei bisogno un’assicurazione con la formula rompo (o una benedizione…).

Ormai sono arrivato a un punto che quando compro una cosa e non si rompe, comincio a preoccuparmi e mi chiedo: sarà difettosa?

Vabbe’… adda passà a nuttata…

Ah, dimenticavo. Qual è stato l’elemento “scatenante” che ha indotto in me medesimo queste riflessioni?

Semplice: ieri si è rotto il letto…

😕

😳

Your song

3 dicembre 2013 Posted by | Storie ordinarie | , | 13 commenti