Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Blanca Suàrez

L’attrice spagnola Blanca Suàrez, protagonista dell’ultimo spot per Intimissimi, è bellissima.

blanca suarez

Di una bellezza quasi eterea, celestiale oserei dire, come se ne vedono poche, soprattutto in tv.

Direi che nel sottoinsieme delle donne non ricciolute, merita di stare sul podio.

Tanto pe’…

27 novembre 2013 Posted by | Storie ordinarie | | 25 commenti

Uno sguardo al passato

fingereIeri sera, durante la preparazione e la somministrazione della camomilla a me stesso medesimo (operazioni che eseguo quasi tutte le sere), mi sono rilassato dando un’occhiata ad alcuni vecchi post di questo sciagurato blog.

Ho scelto una categoria nella quale avrei trovato post e relativi commenti ridanciani (“donne“) e mi sono lasciato andare alla lettura.

E così ho trascorso una mezz’oretta tranquilla e rilassante, rileggendo post, commenti, controcommenti, ecc. miei e di altre persone. Alcune di loro ancora le ritrovo qui. Altre se ne sono andate dal mondo dei blog (una se n’è andata dal mondo nel vero senso della parola). Altre passano saltuariamente. Altre ancora qui non vengono più.

Andando a ritroso, in questo allegro viaggio ho rivisto e – in parte – rivissuto alcuni momenti della mia vita di questi ultimi anni. E in fondo mi ha fatto anche piacere.

P.S.: ecchissenefrega! (prima che lo scriviate voi)

Sugar sugar

26 novembre 2013 Posted by | Storie ordinarie | , | 21 commenti

Così, ma proprio per non dimenticare…

http://www.tuttosport.com/live/SerieA/classifica.shtml

faccina ridente

Music!

24 novembre 2013 Posted by | Storie ordinarie | , | 11 commenti

La differenza

La differenza tra il centro-destra e il centro-sinistra è molto semplice.

tafazzi-pd

Il centro-destra si divide per vincere (le elezioni).

Il centro-sinistra si divide per perderle (meglio).

18 novembre 2013 Posted by | Politica | , | 10 commenti

Lezioni di teologia

ora_di_religioneAll’attacco del secondo piatto di minestrone di riso la domanda è arrivata fulminea da parte della piccola: “Papà, ma se Dio ci vuole bene, perché ci fa morire?

😯

“Beh, mi sembra ovvio: perché ci consumiamo. Come tutte le cose.”

“Ma potrebbe farci vivere per sempre, no?”

“Sai che palle… Secondo te perché ha fatto morire perfino suo figlio, cioè Gesù?”

“Perché se avesse vissuto per sempre sarebbe stato… forse perché altrimenti avrebbe dovuto fare molti autografi.”

🙄

“Eh già. Duemila anni a firmare autografi. Peggio di un calciatore.”

“Ma lo sai che Gesù non era figlio di Giacomo?”

“Giacomo? E chi sarebbe ‘sto Giacomo?”

“Forse era Giuseppe… Quando è arrivato Giuseppe, Maria era già incinta. E poi c’è chi dice che potrebbe non essere stato Dio a creare il mondo.”

“O bella! E questo chi lo dice?”

“L’ha detto il prof. di religione. Potrebbe essere stato il bing bang.”

“Sì. E magari anche il gratta-e-vinci…”

:mrgreen:

“E poi il prof. di religione ha detto anche che i primi nove libri della Bibbia sono miti.”

“Cioè balle… Secondo me anche dal decimo in avanti.”

“E ci potrebbe essere anche la reincarnazione.”

“Finisci il minestrone, va’, che questo sì che fa resuscitare anche i morti!”

A me i teologi mi fanno un baffo…

Piccola stella

14 novembre 2013 Posted by | Religione | , | 18 commenti

Di smartufoni, rotture, garanzie, raccomandate, procedure, tricchetracche e pinzillacchere

stancoQuesta storia inizia il 29 giugno, quando il sottoscritto acquirente decide di acquistare (per questo si chiama acquirente) uno smartufone da regalare alla figlia per il suo undicesimo compleanno.

Aquila e la piccola succhiacartadicredito si recano in città, presso il punto vendita di una nota catena specializzata in elettronica “di consumo” (nel senso che gli articoli si consumano ancora prima di avere capito come funzionano) della quale non farò il nome, e le fa scegliere lo smartufone, dandole un preciso badget che ovviamente viene ampiamente superato.

La piccola sceglie un apparecchio di una nota marca, della quale, anche in questo caso, non farò il nome.

Dopo una settimana, la piccola lamenta che dall’altoparlante non sente niente.

Aquila, dall’alto delle sue vaste conoscenze elettroniche, le dice che probabilmente ha schiacciato qualche tasto che non doveva essere schiacciato, beccandosi una furiosa reprimenda perché gli smartufoni “non hanno tasti!

Dpo qualche giorno, Aquila appura direttamente che dall’altoparlante del bene “di consumo” effettivamente non si sente un cazzo e così, insieme alla piccola, torna al punto vendita della nota catena.

Nell’area “assistenza ai clienti” una gentile signora si dichiara disponibilissima a prendere in consegna lo smartufone, avvertendo però che i tempi standard di riparazione sono di 29 giorni. La signora consiglia quindi Aquila di recarsi direttamente presso il punto di raccolta del produttore.

Aquila si reca al punto di raccolta del produttore, dove lo smartufone viene ritirato e – assicurano – inviato al Centro di Assistenza Tecnica.

Aquila inizia così a seguire sul sito del produttore le  tappe della riparazione dell’apparecchio, scoprendo che lo stesso staziona per una settimana presso il punto di raccolta, poi impiega quattro giorni per recarsi da Piacenza a Milano, dove viene riparato in una giornata e impiega un’altra settimana per tornare da Milano a Piacenza, dove, qualche giorno dopo, viene riconsegnato all’acquirente (cioè me medesimo). E per fortuna che abito nella provincia che si autodefinisce “capitale della logistica“.

Così, dopo tre settimane di contumelie, la piccola ha di nuovo in disponibilità lo smartufone, che funziona regolarmente per un paio di mesi, dopodiché l’altoparlante decede di nuovo.stanco2

A questo punto Aquila s’incazza e declama solennemente il suo intendimento: “Basta! Io questo cellulare non lo voglio più. Me lo devono sostituire!

Così il sottoscritto invia una mail al servizio di assistenza del produttore, narrando le proprie disavventure e chiedendo la sostituzione dell’apparecchio. Dopodiché invia una mail al servizio di assistenza giuridica di Altroconsumo, ri-raccontando il proprio calvario e chiedendo se può pretendere la sostituzione dell’apparecchio.

Nella stessa giornata Aquila viene richiamato dall’assistenza del  produttore, la quale gli comunica che “la procedura per l’eventuale sostituzione dell’apparecchio passa attraverso la diagnosi del CAT (che non è un drone dell’esercito USA, ma il Centro di Assistenza Tecnica). Se il CAT dice che l’apparecchio è da sostituire, l’apparecchio verrà sostituito”.

Aquila fa presente che la funzione dei centri di assistenza è quella di aggiustare le cose, per cui prima di dichiarare irreparabile un aggeggio dovranno cadere sulla Terra le dieci piaghe d’Egitto.

La risposta dell’assistenza è decisa: “Questa è la procedura”.

Il giorno successivo Aquila riceve la telefonata da parte di Altroconsumo: “Certo che può chiedere la sostituzione!” dichiara con voce sibillina l’assistente giuridico.

“E come faccio?” chiede Aquila.

“Vada sul nostro sito, scarichi il modulo, lo compili e lo invii al venditore tramite RaccomandataAErre. Se il venditore non risponde, oppure risponde negativamente, ci avvisi, che interveniamo noi.”

Detto fatto. Aquila scarica, personalizza, compila, firma, allega e perentoriamente chiede la sostituzione dell’apparecchio per “vizi di conformità, ai sensi del Codice del Consumo”.

E poi… e poi… e poi… pensa: “Cribbio! Siamo nel 2013. E’ mai possibile che io debba andare in Posta e fare la fila per spedire una raccomandata? Faccio la raccomandata on line!

E così inizia una peripezia parallela.

Su sito delle Poste, Aquila riesce a caricare il file della raccomandata, l’indirizzo del destinatario, quello del mittente, ma al momento di confermare il pagamento il sito si blocca.

Proviamo più tardi” decide il nostro eroe.

Più tardi, Aquila recupera la raccomandata in bozza e riprova a spedirla, ma al momento del pagamento il sito si blocca ancora.

Proviamo più tardi” sbotta Aquila.

Più tardi (cioè verso l’una di notte), Aquila si ricollega al sito delle Poste e stavolta riesce a completare la procedura di pagamento. Da’ l’invio, ma il sito inizia a fare le bizze. Allora da’ un secondo invio e la raccomandata parte.

stanco3Il giorno dopo, Aquila scopre di avere nella sua cassetta postale del BPOL (Banco Posta On Line, e scusate se è poco…) una ricevuta di spedizione di una raccomandata, una fattura di spedizione di una raccomandata e l’addebito sul conto di due raccomandate. Chiama il servizio clienti delle Poste e l’addetto, dopo avere controllato, spiega: “Ma lei ha cliccato due volte? C’è una seconda raccomandata in bozza.”

“Io ho continuato a cliccare per tutto il giorno – sbotta Aquila – perché la raccomandata non partiva mai!”

“Non si preoccupi. Se lei non conferma la seconda raccomandata entro quindici giorni, le verranno restituiti i soldi.”

“Ma io non ho fatto una seconda raccomandata! E nelle bozze non vedo alcuna seconda raccomandata!”

Questa è la procedura” risponde serafico il postino onlain.

Ad Aquila non resta che attendere fiducioso.

Passano i giorni e dal sito delle Poste Aquila vede che la raccomandata è sempre “in lavorazione”, finché dopo una settimana, quando la raccomandata risulta ancora “in lavorazione”, Aquila riceve la chiamata dal punto vendita della nota catena.

“Abbiamo ricevuto la sua lettera – enuncia il tipo – e considerata la situazione, siamo disponibili a richiedere la sostituzione dell’apparecchio.”

“Ah bene! – esclama Aquila – E quando…”

“Ovviamente lei lo dovrà riportare al punto vendita, completo di scatola e accessori e noi lo invieremo al CAT.”

“Al CAT? Ma che cat di sostituzione è questa? Sostituzione vuol dire che io mi riprendo indietro il mio bene “di consumo” (consumato) e te ne do un altro, mica che me lo riprendo e lo invio a ‘sto cat di…”

Questa è la procedura” taglia corto il tipo.

E così ad Aquila & aquilotta non rimane che consegnare l’apparecchio al punto vendita, non prima però di avere chiesto al servizio di assistenza giuridica di Altroconsumo se la procedura è corretta.

Mentre l’apparecchio prende la strada per il CAT, stavolta più velocemente della precedente, Aquila riceve una lettera da parte del Customer Care della grande catena, che si può così riassumere: “Gentile cliente, noi vorremmo con tutto il cuore venire incontro alla sua richiesta, ma purtroppo la procedura prevede che il suo telefono sia inviato al CAT, unico soggetto atto a dichiarare un eventuale vizio di conformità che lo rende irreparabile, di qualunque fattezza esso sia. Però però però… le cose sarebbero andate diversamente se lei, alla prima rottura, invece di andare direttamente al punto di assistenza del produttore, tagliando fuori il venditore, si fosse rivolto direttamente al nostro punto vendita”.stanco4

Al che ad Aquila gli prende una crisi isterica e giura solennemente di fronte ai trentotto scudetti della Juve che mai più metterà piede in vita sua nella grande catena e mai più in vita sua acquisterà, noleggerà, toccherà e/o guarderà un qualsiasi apparecchio di quel produttore.

Poi, per non passare da fesso, prende carta e penna e scrive al Customer Care: “Caro Signor Customer Care, io non ho tagliato fuori proprio nessuno! Io mi sono recato al vostro punto vendita e voi mi avete consigliato di andare al punto di raccolta del produttore. E per quanto riguarda l’inesistenza del difetto di conformità, se un apparecchio dopo quattro mesi e mezzo dall’acquisto ha trascorso più della metà del tempo in riparazione e/o in viaggio verso il vostro CAT del CAZ, se non è un difetto questo, cos’altro deve accadermi? Scoppiarmi in mano?”

Dopo qualche giorno l’apparecchio torna al punto vendita, con la dicitura in bella mostra “sostituito”, ma la scheda di riparazione riporta la sostituzione della scheda logica che, per quanto importante sia, è comunque altra cosa dalla sostituzione integrale dell’apparecchio.

Quache giorno dopo Aquila riceve una telefonata daparte di Altroconsumo.

“Non mi hanno sostituito il telefono! – urla Aquila – Intervenite subito!”

“Certo certo – risponde il consulente – ma lei, la prima volta che si è rotto il telefono, ha inviato una RaccomandataAErre al venditore?”

“Una RaccomandataAErre? No. Perché, avrei dovuto  farlo?”

“Certo. Per attivare la garanzia legale per un vizio di conformità occorre sempre avvisare formalmente il venditore. E’ spiegato chiaramente nel nostro sito”

Ormai affranto, Aquila chiede: “Allora il telefono me lo tengo così?”

“Temo di sì. E’ la procedura…

E così termina (per ora) questa storia.

Le Poste qualche giorno fa si sono decise a restituire l’addebito della seconda RaccomandataAErre fantasma.

Il telefono per ora (per ora) funziona. La piccola ha scaricato un numero impressionante di App, con le quali parla, messaggia e chatta 24oresu24 con le amiche.

Aquila ha iniziato a seguire sui social network l’unica persona alla quale si rivolgerà alla prossima rottura: Lui.

Buonanotte (ritorniamo a un vecchio amore)

10 novembre 2013 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Storie ordinarie | , , | 37 commenti

Nel caso in cui non mi faccia sentire prossimamente…

agenziaentrate… che si sappia che il qui presente AquilaNonVedente ha ricevuto una richiesta d’accertamento sulla propria dichiarazione dei redditi del 2011.

Considerato il volume di fotocopie e di dichiarazioni che devo presentare entro le prossime settimane, è probabile che sparisca dalla circolazione per un po’.

Ovviamente sono contento che lo Stato si dimostri così solerte nei confronti di chi ha detratto dal proprio 730 le spese funerarie per la morte di un genitore, chiedendo idonea autocertificazione del grado di parentela, oppure ha detratto le spese per l’attività sportiva della figlia, chiedendo l’esame del DNA…

Credo che dovrò aggiornare uno dei racconti della mia raccolta…

P.S.: nel caso a qualcuno interessi, come frutta mi piacciono le mele (esclusivamente Fuji), i pompelmi (gialli e rossi, non fa differenza), i meloni (frutta, intendo…), l’uva, le banane, i kiwi, le albicocche, le pesche e le arance (succose, offcors…).

8 novembre 2013 Posted by | Guerra al terrore, Questa poi..., Storie ordinarie | | 12 commenti

Magna tu che magno anch’io!

Falce_e_martello1C’erano una volta i comunisti.

Gente severa, impegnata, semplice, arcigna.

Dicevano che fossero al soldo dell’URSS, ma quelli migliori riuscivano a prendere i voti anche di quelli che si definivano anticomunisti.

In più di un’occasione mi è capitato di sentire gente che pur di non avere niente di sinistra si sarebbe tagliata anche la mano, dire: “Perché l’ho votato quel sindaco lì comunista? Perché è uno onesto e per bene.

Ecco, i renziani non hanno inventato niente: già molto prima di loro c’era chi prendeva anche i voti “degli altri”, e senza doversi giustificare con chicchessia.

Oggi i comunisti non ci sono più.

Per fortuna, dirà qualcuno.

Purtroppo, diranno altri.

Oggi ci sono i democratici, anzi, come si dice? I democrat.

Cosa sono i democrat? Io ormai ho rinunciato a capirlo.

Quello che ho capito da tempo è che con gente simile non voglio avere niente a che vedere.

Nella mia breve vita politica, per quel poco che ho avuto a che fare con la Regione Emilia Romagna, ho capito che era/è un coacervo di politici e dirigenti super pagati pieni al 90% di chiacchiere inutili (se non dannose).

Nel gennaio 2000 la Regione annullò il bilancio preventivo del mio Comune perché, su segnalazione di un consigliere di minoranza (di centro destra), la relativa proposta era stata messa a disposizione dei consiglieri per 10 giorni, anziché i 15 di regolamento.

Essendo io l’assessore al bilancio, tranquillizzai i miei colleghi: “Niente paura – dissi – ora vado a Bologna e spiego tutto. Questi qui hanno sbagliato regolamento, perché hanno letto la versione precedente. Il nuovo regolamento prevede tempi diversi, che sono stati perfettamente rispettati. E poi non si boccia il bilancio di un Comune per una questione formale come questa! Al limite si chiedono chiarimenti, spiegazioni…

E così, fiducioso come può esserlo un incosciente, guidai la spedizione nella capitale della Regione, previa richiesta di audizione.

Mi trovai di fronte un insieme di cariatidi (l’allora comitato di controllo sugli atti degli enti locali), in compagnia di un paio di funzionari compiacenti, che ascoltarono la mia spiegazione in silenzio. Poi si guardarono in faccia a vicenda, con sguardo vuoto e spento e ci risposero: “Vi faremo sapere“.

Tornai a casa un po’ meno fiducioso di prima, ma ancora sufficientemente ottimista.

Il giorno dopo giunse la risposta: “Decisione confermata. Bilancio annullato.

Da quel momento smisi di avere fiducia nella Regione…

Musica!

4 novembre 2013 Posted by | Politica | | 11 commenti