Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Salsicce e patate

salsicce e patatePer anni, per tanti anni, l’inizio dei miei autunni ha coinciso con la vendemmia.

Le viti, l’uva, il mosto, il rumore dei motori a scoppio delle zappatrici che si arrampicavano sui sentieri trascinandosi dietro rimorchi stracolmi di casse, le sere sulla piazzola al centro del piccolo paese dove abitavano i miei zii, ad ascoltare gli uomini che discutevano tra loro se proseguire a cogliere oppure fermarsi per farla maturare di più, se non piove…

E poi le notti a dormire nella vecchia casa degli zii, nel lettone con il materasso di piuma, dopo aver cenato con una calda minestra fumante, pronti ad affrontare un’altra giornata di raccolta.

C’è un particolare che spesso fa capolino nella mia memoria.

Al mattino, verso le undici, mia zia si staccava dal gruppo e si incamminava verso casa, per preparare il pranzo.

A mezzogiorno si faceva l’ultimo carico e poi si saliva sul rimorchio. Mio zio accendeva la zappatrice e, lentamente, si dirigeva verso casa. Quando si arrivava, si lasciavano gli stivali in cortile, ci si lavava e si entrava in cucina, quasi seguendo la scia di sapori che si sprigionavano da quella piccola stanza.

Spesso, uno dei piatti che si trovava sul tavolo erano le salsicce con le patate.

Non so come mia zia facesse cuocere quelle salsicce, ma il profumo che usciva dalla pentola faceva aumentare la salivazione a livelli indicibili. E le patate, che in parte rimanevano a pezzi, in parte si scioglievano, creando con il pomodoro un sugo denso nel quale si intingeva il pane.

E non posso descrivere le sensazioni che provavo, quando a quel tavolo stavano seduti anche i miei genitori, i miei cugini, i miei zii…

Mio padre è come se me lo rivedessi davanti.

A volte le cucino ancora le salsicce con le patate.

Ce la metto tutta, veramente tutta, ma quel sapore non l’ho mai più sentito.

canzone senza inganni

24 ottobre 2013 - Posted by | Ricordi, Sani principi, Un po' di me | ,

21 commenti »

  1. No quei sapori non si creano facilmente. Ognuno ne ha nella memoria. Io proprio in questa mia notte insonne ne stavo ricordando alcuni. La tata umbra a casa di mia nonna. La sua sfoglia di pasta fatta un casa stesa ad asciugare la domenica mattina. I suoi pomodori col riso. I fritti e i crostini di milza. Basta sennò non dormi più…..!

    Commento di elinepal | 25 ottobre 2013 | Rispondi

  2. Perdiamo tanto di noi, giorno dopo giorno … ed il più delle volte nostro malgrado .
    Resta la memoria, coi suoi profumi teneri, i suoi sapori perduti, i suoi colori irripetibili, i suoi fiori, le sue piogge, le sue voci …. e quei volti e quei nomi, così dolci ormai ….
    A volte @Aquila mi rammaricano, con l’ egoismo del lettore, certi tuoi prolungati silenzi, ma è gioia pura quando poi, accendendo il PC, ritrovo un Post così bello, così vero … così privo d’ inganni !
    E la voce, con la sua inimitabile chitarra, di @Ivan Graziani, lo impreziosisce !

    Commento di cavaliereerrante | 25 ottobre 2013 | Rispondi

    • Buongiorno cav. (errante)
      Visto come si è ripresa la nostra amica?
      Hai visto mai che domani ce la ritroviamo già a fare il bagno nella Fontana di Trevi? :mrgreen:

      Commento di aquilanonvedente | 25 ottobre 2013 | Rispondi

      • Beh …. con le ottobrate di Roma, e con quella malìa che solo Fontana de Trevi s’ ha dare ( eh, ne l’ antre funtane de li paesi o de le città italjane … mica ce li freghi, li stranjeri e li bburini che vengheno a visità er posto co’ li smartefone a le recchje, a bbuttacce drento fjor de eure sonanti ! ), ‘na @Rosanna, iggnjuda come mamma l’ ha fatta e che se bbaggni ar sole drento quella vasca scorpita …. mica ce stonerebbe !
        Anzi …
        La rennerebbe ppjù bbella !!! :mrgreen:

        Commento di cavaliereerrante | 25 ottobre 2013 | Rispondi

  3. Anch’io da piccola assistevo alla vendemmia a casa mia. Di quelle viti ne sono rimaste ora che pochi esemplari sparsi in giardino. Bei tempi.

    Commento di kylie | 25 ottobre 2013 | Rispondi

  4. La cucina di zie, mamme e nonne è sempre inarrivabile.
    Il piatto peró sembra invitante, ma sarà perchè ho ancora fame. 🙂

    Commento di Latagliuzzata | 25 ottobre 2013 | Rispondi

    • Roryyyyyyyyyyyy!!!!!!! 😀 😀 😀
      Che piacere risentirti!
      Temevamo che, causa malasanità, potessero avere dato una sforbiciata anche alla lingua! :mrgreen:
      Coriacea, eh?
      I riccioli come stanno?

      Commento di aquilanonvedente | 25 ottobre 2013 | Rispondi

      • Ci ha sperato anche mio marito che recudessero le corde vocali ma quando sono tornata in camera ho chiaccherato più del solito.
        Se i valori sono normali mi dimettono domattina.
        I ricci avrebbero bisogno di jna lavatina ma mi hanno detto che non posso. 🙂

        Commento di Latagliuzzata | 25 ottobre 2013 | Rispondi

    • @RORYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYY ……………………. ?????
      Tagliuzzata ?!?
      Ahò … chette dicevo ???
      Pjù bbella, pjù affascinante e …. pjù affamata che prja !!!! 😀

      Commento di cavaliereerrante | 25 ottobre 2013 | Rispondi

      • E pure più annoiata. Spero mi mandino presto a casa. 🙂

        Commento di Latagliuzzata | 25 ottobre 2013 | Rispondi

        • Pe’ la noja …. nun te prioccupà, @Rosà ( che rimetta, eh ??? ) …. che ppuro fora, a casa, in ufficjo o pe’ strada, mica ce manca ‘sta rompicojoni de la noja ! Ppjuttosto, mo’ ch’ è ppassata la burjana ( …. tacci sua ! ), famice quattro risate ‘nsjeme, che co’ ‘sti chjari de luna de la crisi ride’ nun abbasta mai ( … tacci loro ! ) . 😀
          Hai visto che poste t’ ha sfornato er sor @Aquilamemorizzante ???
          Ahò … fin da piccoletto, ‘st’ amico nostro’, mentre che l’ antri schjattaveno e faticaveno a raccattà l’ uva su le montaggnje ( o le colline ) esposte a lo smog de la parapadania, e spiggnjeveno er caretto co’ li quintali de grappoli raccattati o dopo piggjaveno l’ uva co’ li pjedi, lui … ggjà nun vedeva l’ ora de maggnjasse le sarsiccje co le patate … e ce faceva puro la scarpetta cor sugo che je avanzava … e magara ce buttava ggìù puro quarche mezzo litrozzo de vino bbono …. come a ddì “ne la vita … meno faccjo e ppjù cj ho fame !!! :mrgreen:

          Commento di cavaliereerrante | 25 ottobre 2013 | Rispondi

  5. Non basta una ricetta per ricreare certi sapori.

    Commento di gmdb | 25 ottobre 2013 | Rispondi

    • Già…

      Commento di aquilanonvedente | 27 ottobre 2013 | Rispondi

      • Essì … nun basta mica ! 😯
        Ce vole puro la fame !!! :mrgreen:

        Commento di cavaliereerrante | 28 ottobre 2013 | Rispondi

  6. Questo è uno di quei post che io dico che avete scritto a quattro mani, tu Aquila e quell’altro 😉
    Certo che certi sapori, per quanti sforzi si faccia, non si riuscirà più a riprodurli. Il brodo di pollo che preparava mia madre era unico! Quando il mio ha un sapore che gli si avvicina sorrido e le dico che è quasi buono quanto il suo… quasi.

    Commento di mujer feliz | 26 ottobre 2013 | Rispondi

  7. Io ricordo ancora i crostini di mia nonna. La torta con il lepre. Il profumo nella disordinatissima cucina a piano terra.
    Mia nonna è morta vent’anni fa e io quel profumo non l’ho più sentito.

    Commento di Ibadeth | 27 ottobre 2013 | Rispondi


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