Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

I sogni

Non so se credendoci, i sogni prima o poi si realizzino.

Di sicuro, se non ci si crede non si realizzano mai.

P.S.: nel week-end andiamo da ‘ste parti.

Arrivederci a presto.

Urbino

Urbino

30 ottobre 2013 Posted by | Sani principi, Storie ordinarie | , | 18 commenti

Decalogo per le mogli

donna d'altri tempiLo so che è una bufala, però è una di quelle bufale che a uno gli fanno dire: “Magari le cose fossero andate e andassero veramente così! La nostra società avrebbe preso una piega migliore!

Eh sì, perché diciamocelo: tutti i guai (forse proprio tutti no, ma almeno il 95% sì) sono iniziati quando la donna (che poi sarebbe l’altra versione dell’uomo) s’è messa in testa strane idee, s’è messa a protestare, a rivendicare…

E invece avrebbe dovuto rallegrare la nostra dura giornata di lavoro, non importunarci quando torniamo dal lavoro con insulsi problemi, ricordarsi chi è il padrone di casa, lasciarci dormire se vogliamo dormire (o leggere il giornale, o guardare in santa pace la tv).

E soprattutto, in certi momenti un piccolo gemito d’incoraggiamento è più che sufficiente, al posto di sguaiate urla. Senza dimenticare, ovviamente, la rassegnazione di fronte a richieste “meno correnti”.

P.S.: i grassetti e le sottolineature sono opera mia…

DECALOGO DELL’AZIONE CATTOLICA PER LE MOGLI PUBBLICATO NEL 1960

 Vi siete sposata davanti a Dio e agli uomini.

Dovete essere all’altezza della vostra missione.

 LA SERA QUANDO RIENTRA

Preparate le cose in anticipo, in modo che lo attenda un pasto delizioso. E’ un modo per fargli sapere che avete pensato a lui e che vi prendete a cuore i suoi bisogni.

 SIATE PRONTA

Prendete quindici minuti per riposare al fine di essere distesa. Ritoccate il trucco, mettete una fascia tra i capelli e siate radiosa e avvenente. Ha passato la giornata in compagnia di gente oberata di fastidi e di lavoro. Occorre rallegrare la sua dura giornata, ed è uno dei vostri doveri fare in modo che ciò avvenga. Vostro marito avrà la sensazione di essere approdato a un porto quieto, e questo renderà parimenti felice anche voi. In definitiva, vegliare sul suo benessere vi procurerà soddisfazione una personale.

 RIDUCETE AL MINIMO OGNI RUMORE

Al suo arrivo, eliminate tutti i rumori degli elettrodomestici: lavatrice, asciugabiancheria o aspirapolvere. Incoraggiate i bambini a stare buoni. Accoglietelo con un sorriso caloroso e mostrate sincerità nel vostro desiderio di piacergli.

 ASCOLTATELO

E’ possibile che abbiate una dozzina di cose importanti da dirgli, ma non è il momento opportuno quello in cui lui fa ritorno a casa. Lasciatelo parlare per primo, ricordate che i suoi argomenti di conversazione sono più importanti dei vostri.

 NON VI LAMENTATE MAI SE RIENTRA TARDI

o se esce per cena o per andare in altri luoghi di divertimento senza di voi.

 NON ACCOGLIETELO CON LAMENTELE E PROBLEMI

Ricevetelo con tutti i comfort. Proponetegli di rilassarsi su una sedia comoda, o di andare a stendersi in camera da letto. Parlate con voce dolce, tranquillizzante. Non fategli domande e non mettete mai in discussione il suo giudizio o la sua integrità. Ricordate che è il padrone di casa e che, in quanto tale, eserciterà sempre la sua volontà con giustizia e onestà.

 QUANDO HA FINITO DI CENARE SPARECCHIATE LA TAVOLA E LAVATE RAPIDAMENTE I PIATTI

Se vostro marito si offre di aiutarvi, declinate la sua offerta, perché si sentirebbe obbligato a ripeterla in seguito, e dopo una giornata lunga e faticosa non ha affatto bisogno di lavoro supplementare. Incoraggiatelo a dedicarsi ai suoi passatempi preferiti e mostratevi interessata senza tuttavia dare l’impressione di sconfinare nel suo territorio. Fate in modo di non infastidirlo parlandogli, una volta che vi siete ritirati in camera entrambi, preparatevi a mettervi a letto prontamente.

 NELL’ANDARE A CORICARVI, ASSICURATEVI CHE IL VOSTRO ASPETTO SIA AL SUO MEGLIO

Cercate di avere un aspetto avvenente, ma non conturbante. Se dovete mettervi della crema o dei bigodini, attendete che si sia addormentato, perché potrebbe essere turbante per lui addormentarsi davanti a un tale spettacolo.

 PER QUEL CHE CONCERNE LE RELAZIONI INTIME CON VOSTRO MARITO

E’ importante ricordare le promesse di nozze, e in particolare l’obbligo di obbedirgli. Se ritiene di avere bisogno di dormire immediatamente, che sia così. Lasciatevi sempre guidare dai suoi desideri e non fate in alcun modo pressione su di lui per provocare o stimolare una relazione intima.

 SE VOSTRO MARITO SUGGERISCE L’ACCOPPIAMENTO

Accettate allora con umiltà, tenendo a mente che il piacere dell’uomo è più importante di quello della donna. Quando raggiunge l’orgasmo, un piccolo gemito da parte vostra lo incoraggerà, e sarà sufficiente per indicare ogni forma di piacere che possiate avere provato.

 SE VOSTRO MARITO SUGGERISCE UNA QUALUNQUE TRA LE PRATICHE MENO CORRENTI

Mostratevi obbediente e rassegnata, ma indicate un’eventuale mancanza di entusiasmo osservando il silenzio. E’ possibile che vostro marito si addormenti allora rapidamente: ricomponetevi, rinfrescatevi e mettete la crema da notte e i prodotti per i capelli.

 POTETE QUINDI PUNTARE LA SVEGLIA

Al fine di essere in piedi un po’ di tempo prima di lui, la mattina. Questo gli consentirà di avere la tazza di tè del mattino a disposizione non appena si sveglierà.

Ehi Ci Stai

25 ottobre 2013 Posted by | Sani principi | , | 41 commenti

Salsicce e patate

salsicce e patatePer anni, per tanti anni, l’inizio dei miei autunni ha coinciso con la vendemmia.

Le viti, l’uva, il mosto, il rumore dei motori a scoppio delle zappatrici che si arrampicavano sui sentieri trascinandosi dietro rimorchi stracolmi di casse, le sere sulla piazzola al centro del piccolo paese dove abitavano i miei zii, ad ascoltare gli uomini che discutevano tra loro se proseguire a cogliere oppure fermarsi per farla maturare di più, se non piove…

E poi le notti a dormire nella vecchia casa degli zii, nel lettone con il materasso di piuma, dopo aver cenato con una calda minestra fumante, pronti ad affrontare un’altra giornata di raccolta.

C’è un particolare che spesso fa capolino nella mia memoria.

Al mattino, verso le undici, mia zia si staccava dal gruppo e si incamminava verso casa, per preparare il pranzo.

A mezzogiorno si faceva l’ultimo carico e poi si saliva sul rimorchio. Mio zio accendeva la zappatrice e, lentamente, si dirigeva verso casa. Quando si arrivava, si lasciavano gli stivali in cortile, ci si lavava e si entrava in cucina, quasi seguendo la scia di sapori che si sprigionavano da quella piccola stanza.

Spesso, uno dei piatti che si trovava sul tavolo erano le salsicce con le patate.

Non so come mia zia facesse cuocere quelle salsicce, ma il profumo che usciva dalla pentola faceva aumentare la salivazione a livelli indicibili. E le patate, che in parte rimanevano a pezzi, in parte si scioglievano, creando con il pomodoro un sugo denso nel quale si intingeva il pane.

E non posso descrivere le sensazioni che provavo, quando a quel tavolo stavano seduti anche i miei genitori, i miei cugini, i miei zii…

Mio padre è come se me lo rivedessi davanti.

A volte le cucino ancora le salsicce con le patate.

Ce la metto tutta, veramente tutta, ma quel sapore non l’ho mai più sentito.

canzone senza inganni

24 ottobre 2013 Posted by | Ricordi, Sani principi, Un po' di me | , | 21 commenti

Sei il mio eroe…

Dopo la modernizzazione della mail di Yahoo!, dopo che hai svuotato la cartella antispam ti esce fuori questa cosa qua:

Sei il mio eroe anti-spam!

Non ci sono mail nella tua cartella Antispam.

mafalda_dubbiosa

Ora, non so se la cosa sia da classificare come presa per il culo (per forza che non ci sono spam! Ho appena svuotato la cartella!) oppure come ennesimo esempio di strategie comunicative elaborate da chi farebbe meglio a cambiare mestiere.

Ora mi aspetto che fra qualche giorno, quando dovrò fare il bonifico onlain per pagare la TARES (‘tacci loro…), mi esca fuori la scritta:

Sei un pirla!

Non ci sono soldi sul tuo c/c!

S.O.S.

21 ottobre 2013 Posted by | Questa poi... | | 9 commenti

Crolla il tetto!

crollo-tetto1Per anni e anni (e ancora adesso), politici, tecnici (in primis quelli bocconiani), sindacalisti, imprenditori, pinzillacchere e quaquaraquà ci hanno detto che, nella nostra casa, ognuno si doveva occupare della propria stanza.

Ognuno doveva gestire la propria stanza con efficienza, efficacia ed economicità, fregandosene di quelli che stavano nelle altre stanze.

C’era chi doveva occuparsi del salotto (i più fortunati), chi della camera da letto, chi doveva pulire il cesso, chi aveva in dotazione il ripostiglio, chi la cantina o il sottotetto.

Ma la regola era uguale per tutti: occupatevi solamente del vostro locale!

E così hanno spezzettato, parcellizzato, frazionato, spartito la nostra società.

La sanità, l’assistenza, i trasporti, la previdenza, il lavoro, ecc.: tutto separato. Tutto aziendalizzato, impresariezzato, societariezzato.

Peccato che nessuno si sia occupato delle parti comuni. Peccato che nessuno si sia preoccupato di coordinare, controllare, omogeneizzare tutte queste parti.

La politica, che doveva farlo, è stata (ed è tuttora) in mano ad affaristi incompetenti.

E così, nessuno si è occupato del giardino, dove un tempo sono nate piante rigogliose, dell’orto, dove coltivavamo le nostre verdure, della cancellata, che andava ridipinta. Nessuno ha ritoccate le pareti esterne, sistemando le incrostature; nessuno ha dato un’occhiata alle grondaie e ai pluviali.

E adesso che sta crollando il tetto, tutti si guardano smarriti chiedendosi: ma di chi era di competenza il tetto?

Di nessuno, secondo la logica imperante in questi ultimi decenni.

Di nessuno…

Viva la vida, comunque…

14 ottobre 2013 Posted by | Politica, Questa poi... | , | 23 commenti

Gnurant!

ignoranteOggi sono stato coinvolto, mio malgrado, in una discussione che è andata pressappoco così.

Interlocutrice: “La scuola sta degenerando! Ai ragazzi non insegnano più niente!”

Aquila: “Eh…”

Interlocutrice: “Non è possibile che non si studino più i poeti! A noi, ai miei tempi, ci facevano sgobbare sui poeti!”

Aquila: “Eh…”

Interlocutrice: “Oggi se chiedi a uno studente del classico: chi era Giovanni Boccaccio? sa appena appena che era un poeta toscano! E se gli chiedi chi era Dino Campana, non lo sa! Non sa che era anche lui un poeta toscano del quattrocento!”

Aquila (tra sé e sé): “Azz! Pensavo che Boccaccio fosse del trecento. E pensavo pure che Campana fosse del novecento. Ammazza, quanto sono ignorante pure io…”

Stasera, di nascosto dal resto della famiglia, ho cercato di colmare la mia ignoranza aprendo wikipedia sul cellulare.

Giovanni Boccaccio: Firenze 1313 – Certaldo 1375.

Dino Campana: Marradi 1885 – Scandicci 1932.

Mavafff…

Adele – Set Fire To The Rain

P.S.:  a proposito, poi parliamo dell’intervista del Papa di oggi a Repubblica, eh?

Qui, per sentire qualcosa di sinistra (o per lo meno di sensato), ormai siamo costretti a inseguire il Papa…

1 ottobre 2013 Posted by | Manate di erudizione, Questa poi..., Scuola, Storie ordinarie | , , | 25 commenti