Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Chi sono io per giudicare?

papa francescoChe Papa Bergoglio fosse un tipo simpatico e un buon comunicatore, era apparso evidente fin dalla sua comparsa in pubblico la sera della fumata bianca.

Che avesse scelto un nome particolarmente impegnativo, quello di Francesco, era apparso come un segnale premonitore, ma quanti segnali premonitori ci ha inviato la Chiesa cattolica nel corso dei secoli che poi sono stati regolarmente disattesi?

Ma quando due giorni fa, conversando con i giornalisti sull’aereo che lo riportava in Vaticano dal Sudamerica, ha pronunciato quelle parole a proposito della cosiddetta “lobby gay vaticana” – Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?” – devo ammettere che c’ho avuto un piccolo brivido per la schiena.

Perché se un Papa dice “chi sono io per giudicare” è ovvio che, volente o nolente, direttamente o indirettamente, coscientemente o incoscientemente, rifila uno sberlone (in senso figurato) a tutte quelle persone (cattolici in prima fila) che nella vita non fanno altro che giudicare. E’ una lezione-mazzata di umiltà, che si abbatte sulle capocce di chi non si pone il minimo dubbio nel giudicare i comportamenti altrui.

Alcuni, al massimo, arrivano a chiedersi “Ma ho tutti gli elementi per giudicare?“. Ma questo è proprio il massimo, perché la maggioranza delle persone non si pone minimamente il problema di cercare di capire il comportamento degli altri: spara a zero e stop.

Che importanza e quale spazio avrebbe meritato questa notizia nei tg?

Considerato che quello è stato il giorno della tragedia del pullman in Irpinia, con ben 38 morti, mi sarei aspettato di sentire questa notizia al secondo posto, e invece è stata abilmente sottodimensionata, forse (anzi, ne sono sicuro) proprio per non disturbare i “giudicatori” (cattolici e no).

Non esprimo giudizi, prendo soltanto atto…

P.S.: quest’estate mi piacerebbe vedere in giro magliette con la scritta “Chi sono io per giudicare?

31 luglio 2013 Posted by | Questa poi..., Religione, Storie ordinarie | , | 32 commenti

Defunto!

INOVIX DIGITAL STILL CAMERAPer solidarietà con la piccola, che ha il cellulare nuovo in riparazione da quindici giorni (e non è ancora pronto), oggi è definitivamente defunto anche il mio apparecchio.

Dovrò temporaneamente utilizzare un vecchio telefono di emergenza, che credo assomigli molto a quello della foto.

Niente più ueb.

Niente più uozzapp e feisbuc.

Niente più foto, filmati, mappe, colori, ecc.

Si ritorna alle origini (a dire la verità mi sento un po’ isolato dal mondo).

In realtà avevo già intenzione di cambiarlo, ma io odio fare le cose perché costretto. Preferisco farle volontariamente.

Vabbe’… prendiamo la cosa con filosofia.

cry-emoticon-verde

23 luglio 2013 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Questa poi..., Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 52 commenti

Jane Eyre

jane-eyre-charlotte-bronteMi sembra di vedere la piccola Charlotte che viene invitata al ricevimento in suo onore nella Londra del 1848, l’anno successivo alla pubblicazione di Jane Eyre con l’enigmatico nome d’autore di Currer Bell.

Me la immagino quando si siede su un divano d’angolo e non si sposta nemmeno per tutto l’oro del mondo, senza pronunciare parola con alcuna persona.

E mi sembra di sentirla quando le viene chiesto: “Do you like London, Miss Bronte?” e lei risponde con sguardo di fuoco: “Yes and no“.

Ecco, se dovessi definire in poche parole questo libro, dovrei chiedermi: “E’ un’autobiografia?” e rispondermi: “Sì e no“. Lo è nella misura in cui non vuole esserlo, ma da ogni pagina trasuda l’autrice, sotto le mentite spoglie di Jane.

Quello che mi è piaciuto è la capacità dell’autrice di rendere delicatamente affascinante la protagonista della sua storia, di renderla timidamente determinata e coerente fino ai limiti della testardaggine. C’è dentro l’amore (e quanto…), il mistero, l’avventura, la cattiveria, l’arroganza: tutto ruota attorno a Jane, come un piccolo perno sottile ma indistruttibile.

Certo, dobbiamo immaginarci come dev’essere stato leggere questa storia a metà dell’ottocento, e soprattutto ai benpensanti quando hanno scoperto che l’autrice era un donna poco più che trentenne.

Ho lasciato il libro pieno di sottolineature e di annotazioni. Un giorno, rileggendole, ritornerò a questa ammaliante estate del 2013.

P.S.: dicono che il film migliore su questa storia sia quello di Zeffirelli del 1996. Ho visto che c’è la versione integrale in rete. Approfitterò di queste torride giornate per vedermelo.

Musica!

22 luglio 2013 Posted by | Libri, Storie ordinarie | | 10 commenti

Malala

Malala_YousufzaiTra notizie di ministri che non c’erano, non se ne sono accorti, non hanno detto loro niente, accidenti ma perché non me l’hanno detto!; tra ministri che quando non erano ministri avrebbero fatto due anni di sciopero della fame se soltanto fosse stata rimpatriata una formica e ora non era di mia competenza e si sono pure dimenticati che in qualche posto là, verso oriente, c’abbiamo due militari che non si capisce bene che fine faranno; tra partiti che quando dovevano prendere i voti avrebbero spaccato il mondo in quattro, come un’arancia e adesso voterebbero la fiducia anche a una cacca; tra IMU, IVA, che per il momento non le paghiamo, forse anche per i prossimi quindici giorni, ma poi forse anche dopo, o forse no.

Insomma, fra tutte queste stronzate quotidiane di un Paese che non si riprenderà mai più, mi sembra che il discorso all’ONU della piccola Malala Yousafzai avrebbe dovuto avere ben altro spazio sui nostri media (che più che media, a  me sembrano una taglia “mini”, ma si sa, noi piccoli italiani teniamo piccole esigenze…)

19 luglio 2013 Posted by | Guerra al terrore, Politica, Storie ordinarie | , | 11 commenti

Il regalo inaspettato

snoopyE così è arrivato (e ormai anche trascorso) il tuo undicesimo compleanno.

Quando ti osservo mi accorgo di tutti i cambiamenti che vi sono stati, soprattutto in questi ultimi mesi.

Rivedo la foto di un giorno di settembre di cinque anni fa: una timida bambina che, al suo primo giorno di scuola, era passata a salutare il papà e la nonna.

Sono stati cinque anni esaltanti, ma anche difficili. Abbiamo fatto un sacco di cose insieme. Non so se sono stato un buon padre, ma questo hai e questo ti devi tenere.

Fra un paio di mesi dovrai iniziare una nuova avventura, ma stavolta non dovrai più passare a salutare il papà.

Stasera, in pizzeria, ti avevamo anticipato che, oltre allo smartufone (che si è rotto dopo dieci giorni dall’acquisto, confermando così in maniera inequivocabile la mia sfiga innata negli aggeggi tecnologici, ma tu non te la sei presa più di tanto), ai vestiti (ora da ragazzina, non più da giocatore di rugby…) e ai regali dei nonni, ne avresti ricevuto un altro.

Oggi hai cercato di farmi parlare, ma sono rimasto muto come un pesce. Come sei rimasta tu, in un primo momento, quando ti abbiamo detto che la mamma e il papà tornavano a vivere insieme; che saremmo tornati a vivere insieme tutti e tre.

Quindi ora la nuova avventura inizia per tutti.

Auguri, piccola.

P.S.: la vita non smette mai di sorprenderci… 

Un grande salto

10 luglio 2013 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Questa poi..., Storie ordinarie, Un po' di me | , , , | 24 commenti

AHI!(phone)

iphone5

“Ora, dopo averlo  comprato per te, è giunto il momento che anch’io mi prenda uno smartufone.”

“E cosa ti compri?

“L’AIFON!”

“Ma tu non puoi comprarti l’AIFON!”

“O bella, e perché no?”

“Perché lo volevo io!”

“Ti ho già spiegato che tu sei troppo piccola per un apparecchio complicato e costoso come quello.”

“E tu sei troppo vecchio per un telefono così moderno!”

👿

“Anzi no, compralo pure.”

“Oh, di grazia, e cosa ti ha fatto cambiare idea?”

Così lo uso io.”

👿

👿

(Non so perché, ma ho l’impressione che i prossimi anni non saranno affatto facili…)

Anni fa, la NCCP tenne uno spettacolo nel piccolo teatro del nostro paese. Se ci penso, mi risuona ancora nelle orecchie questa.

4 luglio 2013 Posted by | Notizie dal mondo fatato | | 35 commenti