Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il pianto…

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E poi non dite che ho il braccino corto con la piccola!

29 giugno 2013 Posted by | Notizie dal mondo fatato | | 59 commenti

I “senza palle”

enrico_letta_josefa_idemCorreva l’anno 1997. Dalle elezioni del 1995 (le prime con l’elezione diretta del sindaco) ricoprivo l’incarico di assessore al mio paese. Da pochi giorni ero anche vicesindaco.

Eravamo ad aprile e io dovevo partecipare a un convegno organizzato dalla Regione a Bologna, sulla nuova legge regionale sui rifiuti.

Dopo essermi fatto autorizzare dal sindaco (come avveniva per tutte le missioni degli assessori), acquistai i biglietti del treno Piacenza-Bologna ar.

Il giorno stabilito, presi la mia auto e mi recai fino a Piacenza. Giunto in stazione, scoprii che, a causa di uno sciopero di alcuni sindacati, diverse corse, tra cui la mia, erano state soppresse. Il primo viaggio utile per Bologna era dopo due ore: troppo tardi. Decisi allora di andare in auto.

Tra parentesi, all’epoca non avevo alcun navigatore, così sbagliai clamorosamente parcheggio. Camminai per un sacco di tempo (mi sembrò di dover attraversare mezza città) ed ebbi i piedi doloranti per giorni e giorni.

Partecipai comunque al convegno. Durante il viaggio di ritorno mi fermai in autogrill per mangiare un panino.

Il giorno successivo, compilai la scheda per il rimborso delle spese.

Optai per farmi comunque rimborsare i biglietti del treno, anche se il rimborso del viaggio in auto sarebbe stato più “sostanzioso”. In fondo, con la mia indennità non era il caso di spilorciare su qualche migliaio di lire.

Quando consegnai la scheda all’impiegata addetta, questa mi disse: “Però è stato fortunato, perché ieri c’erano in giro un sacco di scioperi!”

“Veramente – ammisi – il mio treno era stato soppresso e sono andato a Bologna in auto. Chiedo comunque il rimborso dei biglietti.”

Quella mi guardò con lo sguardo di chi pensa “Ma questo da quale pianeta viene?” e disse: “Ma allora non ha mangiato?”

“Certo che ho mangiato. – risposi – Ma fa lo stesso.”

“Ma no! – insistette quella – Mi dia lo scontrino che lo inseriamo! Almeno quello…”

Cedetti alle sue insistenze e le consegnai lo scontrino dell’autogrill.

Orbene, se qualcuno dei cosiddetti “controllori” che oggi fanno le pulci ai politici avesse osservato le carte, avrebbe visto che un assessore si era fatto rimborsare un viaggio in treno e un pasto (seppur modesto) all’autogrill. Avrebbe forse anche osservato che i biglietti del treno non erano convalidati. Ci si sarebbe potuto montare su un bello scaldaletto, con tanto di – ovvia – richiesta di dimissioni del neo-vicesindaco, colto in fragrante alla sua prima uscita.

A poco sarebbe valso chiarire le modalità della vicenda e il particolare (non secondario) che il Comune non aveva sostenuto alcun onere maggiore, anzi, a ben vedere ne aveva sostenuto uno inferiore, rispetto al rimborso del viaggio in auto.

E se qualcuno avesse voluto montare uno scaldaletto su questa vicenda, mi sarei aspettato che il sindaco, una volta appurati i fatti, avesse difeso il suo collaboratore, mandando affanculo gli improvvidi censori.

Cosa voglio significare con questo?

Che i politici di oggi, oltre a tutti i difetti che già vengono loro imputati, secondo me sono anche senza palle (o senza spina dorsale, se preferiamo).

Lo si è visto nel caso della ministra Idem e del comportamento di Letta.

Se la ministra aveva tenuto un comportamento scorretto, avrebbe dovuto dimettersi subito. In caso contrario, Letta avrebbe dovuto chiudere la vicenda. Senza indugi e senza titubanze. Con prontezza e determinazione.

E non mi è piaciuto nemmeno il video commento di Merlo sul sito di Repubblica, che ha abbracciato senza remore la corrente di pensiero secondo la quale tutti devono essere senza ombre.

Perché i casi sono due (e non possono essere di più).

O la ministra Idem ha sbagliato (direttamente o indirettamente poco importa), adottando un comportamento che, seppure circoscritto alla sua sfera personale, avrebbe potuto inficiare la sua attività di ministra. In questo caso avrebbe potuto dimettersi subito (tenendo la conferenza stampa dopo), oppure rimettere la decisione a colui che l’aveva nominata, cioè Letta.

Se invece la ministra non ha sbagliato, allora occorreva che lei e Letta mandassero affanculo chi ci specula sopra.

Punto.

Ma per fare questo occorrono le palle…

25 giugno 2013 Posted by | Politica, Sani principi, Storie ordinarie | , | 46 commenti

Raffaella!

raffaella-carràNon posso non fare gli auguri, dal mio modesto blog, alla Raffaella.

Che preferisco i suoi settant’anni alle sgallettate che riempiono la tv di oggi.

Si può dire che Raffaella ha praticamente accompagnato tutta la mia “vita” televisiva.

I ricordi delle sue trasmissioni si confondono con la mia vita. Da quando da bambino si guardava il primo televisore acquistato, insieme ai parenti che ancora non l’avevano, alle sue ultime apparizioni televisive. Sempre misurata, mai volgare.

Ha trasmesso sempre un’immagine di pulizia e di sincerità che, per l’ambiente che ha frequentato, è quasi un miracolo.

Qualche anno fa ho acquistato un cofanetto con un dvd contenente gli spezzoni di alcune sue trasmissioni e due cd di canzoni e la Raffaella è riuscita a farci compagnia e a farci cantare anche me e la piccola, in alcuni nostri viaggi in auto.

Oggi voglio ricordarla così, cosìcosì.

18 giugno 2013 Posted by | Storie ordinarie | | 17 commenti

Ultimo giorno di scuola

scolaraOggi è stato l’ultimo giorno di scuola per la piccola.

Ma non è stato solamente l’ultimo giorno di questo anno scolastico. E’ stato anche e soprattutto l’ultimo giorno alla scuole elementari. Domani ci sarà una piccola appendice di mostre, saggi musicali, merende, ecc. che servirà forse a elaborare meglio questa circostanza.

I percorsi estivi si dividono come tutti gli anni, ma i bambini sono consapevoli che a settembre dovranno affrontare l’inizio di una nuova avventura.

Mi sembra ieri che ho scattato la foto in cucina a una bambina con un grembiulino nuovo che per i cinque anni successivi si sarebbe caricata sulle spalle uno zaino voluminoso quasi quanto lei.

Cinque anni che si sono intrecciati con vicende personali e familiari.

Cinque anni di compiti, disegni, pensieri, basket, pallavolo, tennis.

Cinque anni di crescita, di sogni, di speranze.

Cinque anni di vita, in sostanza. Che continua, verso nuovi traguardi. Insieme, finché sarà possibile.

8 giugno 2013 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Storie ordinarie | , , | 36 commenti

Questo significa prendere atto della (dura) realtà…

Al mondo ci stanno tante donne,

ma non tutte ci stanno.

(Totò)

E con questa me ne vo’ a leggere Jane Eyre, che merita, merita…

3 giugno 2013 Posted by | Pensieri disarcionati, Sani principi, Un po' di me | , , | 32 commenti