Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Carolina vittima dei bulli

Bullismo1Premetto: io sono per la tolleranza sotto zero nei confronti dei bulli.

Anche quando ero bambino io (cioè a cavallo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo) vi erano i bulli. Qualcuno li ignorava, qualcuno li sopportava, qualcuno reagiva.

Un mio zio una volta ebbe il sospetto che il figlio, che frequentava le elementari, molestasse gli altri bambini. Un giorno si intrufolò tra la gente all’uscita da scuola e vide che il bambino effettivamente infastidiva gli altri. Raccontò che lo trascinò a casa per un orecchio e lo punì severamente, avvertendolo che la prossima volta per lui sarebbe stato ancora peggio.

Oggi ovviamente le cose si sono fatte diverse e più pericolose. Ne sono prova i frequenti episodi che accadono, l’ultimo dei quali è stato quello di Carolina, la ragazza di quattordici anni che il 5 gennaio si è suicidata, gettandosi dal balcone di casa.

Ripeto: il bullo va reso immediatamente inoffensivo, attuando una strategia “rieducativa” fatta di studio, di lavoro e di proibizione di qualsiasi contatto con la rete. Una presa di coscienza di sé stessi e del rispetto verso le altre persone che può venire facilitata da alcuni semplici lavoretti utili per la società, per esempio la pulizia delle stalle, l’igienizzazione approfondita dei bagni della scuola, ecc.

Poi è ovvio che identica strategia “rieducativa” vada applicata anche nei confronti dei genitori. (in questo caso li hanno colpiti nel portafoglio…).

Però nel caso di Carolina c’è un particolare che non mi quadra (parlo ovviamente sulla base delle informazioni riportate dai giornali). Pare che la ragazza sia stata molestata, insultata, filmata, forse anche violentata durante una festa, mentre si trovava in bagno e stava male. Lei aveva quattordici anni; i ragazzi indagati sono tutti minorenni, ma qualcuno arriva a diciassette anni.

Ora io, da genitore del diciannovesimo secolo, mi chiedo: quale adulto era responsabile di quella festa?

Se mia figlia a quell’età mi chiedesse di andare a una festa (in un locale pubblico o in una casa privata) vorrei vedere e conoscere l’adulto che si assume personalmente la responsabilità della stessa. Il quale, ovviamente, deve anche garantire per gli altri partecipanti e che non circolino alcolici e altre “cose strane”. Stiamo parlando di minorenni. Un maggiorenne può fare quello che vuole, un minorenne no. Punto.

Mi pare strana la leggerezza di alcuni genitori. Quando mia figlia mi ha chiesto di aprire un profilo su facebook, le ho risposto che fino a dodici anni non si può. Allora mi ha mostrato i profili di alcune sue amiche di scuola e addirittura quelli di bambini di età ancora inferiore, con tanto di nome e cognome, foto, ecc.

Ecco, forse un maggiore senso di responsabilità da parte dei genitori non guasterebbe.

27 Maggio 2013 - Posted by | Guerra al terrore, Questa poi..., Storie ordinarie | ,

43 commenti »

  1. Quanto condivido tutto questo, Aqui!!! Io sono la tipica rompi… esigo il rispetto, quello che i genitori dei nostri genitori esigevano senza la necessità di aprire bocca. Sono molto severa, lo ammetto, ma sono anche affettuosa. Il 12enne di casa quest’anno è in prima media e sembra che sia entrato magicamente del mondo dei “grandi”. L’ho dovuto “ridimensionare” più volte, ma sembra che le cure stiano facendo effetto. 😉
    Oggi i ragazzi non rispettano più l’adulto, figuriamoci un suo coetaneo. Il rispetto deve partire dalla famiglia e dalla scuola. Quest’ultima, vittima del bullismo di certi “adulti”, ormai non riesce più in questo suo importantissimo ruolo.
    Ciao carissimo, e in bocca a lupo anche a te, allora! 😉 (crescere un figlio oggi è una sfida incredibile…)

    Commento di Maria Paola Scarpa | 27 Maggio 2013 | Rispondi

    • Proprio oggi ho letto un articoletto di Paolo Crepet, secondo il quale uno dei “segreti” per affrontare i figli adolescenti è la severità.
      Grazie e in bocca al lupo anche a te. 😉

      Commento di aquilanonvedente | 27 Maggio 2013 | Rispondi

      • Guarda… trovo che la nuova generazione di genitori (la gran parte) sia senza spina dorsale!

        Commento di mapy1969 | 28 Maggio 2013 | Rispondi

      • ho letto il tuo articolo…mi trovi perfettamente concorde con le tue iopinioni!
        ..ma Carolina ha mollato la vita….e fa cosi male……

        vento

        Commento di semprevento | 1 giugno 2013 | Rispondi

  2. Ci pensavo ieri notte (e forse anche a causa di questi pensieri non riuscivo a prendere sonno). Ringrazio di avere ormai due figlie maggiorenni. E non che questo significhi non avere alcun tipo di problemi. Diciamo che sono diversi. Per quel che leggo, per quel che sento, per ciò che mi raccontano mie figlie, deve essere ben difficile essere genitori di ragazzini di questi tempi. Anche io con le mie ho avuto i miei bei problemi, le mie “gatte da pelare”, notti insonni. Però mi sembra che nel giro di pochi anni la situazione sia peggiorata.
    Degenerata. Quindi il ruolo del genitore è ancora più complicato. Mai abbassare la guardia.

    Commento di maria | 27 Maggio 2013 | Rispondi

    • Di questo passo, credo che la situazione peggiori di giorno in giorno.
      Direi che oltre a tenere alta la guardia, occorre anche tenerla ben armata!

      Commento di aquilanonvedente | 27 Maggio 2013 | Rispondi

      • Hai intenzione di prendere il porto d’armi? O di iscriverti a un corso di arti marziali? 😉
        Purtroppo credo tu abbia ragione.

        Commento di Maria | 28 Maggio 2013 | Rispondi

      • Comunque ci pensavo. E’ una cavolata quella che ho scritto. Non cambia più di tanto avere delle figlie maggiorenni. Certo, uno spera che siano più mature, “adulte”. Che facciano meno cavolate e si comportino in modo più responsabile. Questo non significa che io non stia comunque sempre sul chi vive. Anche se ho la fortuna di avere delle figlie che con me parlano molto (forse anche troppo…), a volte riesco ad avere il sentore di qualcosa che non va esattamente bene da piccoli dettagli. E questo perché le conosco molto bene. Riesco a stare loro vicino e a dare il supporto necessario o richiesto perché le conosco bene e riesco a decifrare le “anomalie”. Un genitore non può tutto, a volte dopo una certa età dei figli può poco. Ma deve esserci. Pronto a dare una mano, il conforto, il suggerimento.

        Commento di Maria | 28 Maggio 2013 | Rispondi

  3. ?!?
    😯

    Commento di cavaliereerrante | 27 Maggio 2013 | Rispondi

  4. Non ho mai partecipato a questo tipo di feste, i miei non avrebbero permesso ci andassi. Non fatico a credere che ci fosse alcol o peggio e che la ragazzina, non necessariamente costretta, potesse essersi sentita male dopo aver bevuto e quindi si sia trovata in una condizione di estrema fragilità. Gli adolescenti maschi e ora anche femmine scimmiottano i peggiori comportamenti degli adulti e la verità è che molti genitori non sono sufficientemente fermi del correggerli o forse non li correggono proprio. Chissà che le hanno fatto per spingerla ad un gesto simile…e sopratutto da quanto durava questa situazione. Spesso non ci si confida con la famiglia, chi lo sa se al posto dello sperato sostegno non possano arrivare altre critiche o restrizioni alla propria libertà personale. Ricordo quando mi lamentai che un ragazzino voleva picchiarmi. Ho dovuto supplicare mio padre di fare qualcosa, lui non voleva intervenire. Che sensazione d’impotenza. Se però avessi detto che mi stava molestando sessualmente, non avrei avuto più il permesso di uscire di casa, IO.

    Commento di Luisa | 27 Maggio 2013 | Rispondi

    • E’ chiaro che un successo per un genitore è quello di essere un punto di riferimento per il figlio in caso di difficoltà.
      Sappiamo che per gli adolescenti il gruppo degli amici svolge una funzione fondamentale, ma altrettanto fondamentale è capire quando il gruppo, per lo più composto da coetanei, non può fare più di tanto. Allora è fondamentale sapere di avere i genitori pronti ad aiutare.
      Se poi la vittima diventa essa stessa responsabile, questo significa avere una visione distorta della realtà.

      Commento di aquilanonvedente | 27 Maggio 2013 | Rispondi

  5. Vedo troppe persone che non sono nemmeno in grado di gestire la loro vita, figuriamoci educare e crescere dei figli…

    Commento di gmdb | 27 Maggio 2013 | Rispondi

  6. Racconto un fatto che esemplifica il livello di degrado morale a cui siamo arrivati. Ne parlano i giornali locali e mi raccontano mie figlie. Ci sono ragazzine in tenerrissima età nella città in cui vivo, o in paesi vicini, che si prosituiscono per una ricarica telefonica, per il cellulare nuovo, per un capo di abbigliamento alla moda magari firmato. Ragazzini che invece di entrare a scuola la mattina vanno a derubare le case al mare (con il piede di porco nello zaino al posto dei libri).
    Sono periodi di crisi e in tutte le famiglie si cerca di risparmiare un po’. E’ normale. Non solo nelle famiglie meno abbienti, in generale. Quindi ci si trova a dover dire dei “no” ai propri figli. Alcuni reagiscono in questo modo.
    Leggere e sentire certe notizie mi fa davvero male. Mi metto nei panni di quei genitori.
    Uccidere o portare una ragazzina al suicidio è molto molto più grave, ne sono ben conscia. Però esiste anche questo problema. Alla base: il voler avere tutto comunque e a qualunque costo.

    Commento di Maria | 27 Maggio 2013 | Rispondi

    • Mia figlia ha il cellulare (regalo dei nonni), ma la registrazione al sito del suo gestore telefonico è in mano mia. Se mi accorgessi di ricariche “strane”, quanto meno dovrei chiederne la provenienza. E la stessa cosa vale per i vestiti.
      Qui c’è anzitutto una scala di valori e di rispetto completamente deformata, ma c’è anche una evidente responsabilità dei genitori.

      Commento di aquilanonvedente | 27 Maggio 2013 | Rispondi

      • Tua figlia è ancora davvero piccola e ha la fortuna grande di avere un padre presente, attento e intelligente. Sono sicura, e te lo auguro di cuore, che non ti darà problemi seri (qualche minimo problemino nell’adolescenza è del tutto normale). Ma capisco che tu stia all’erta.
        La scala di valori è rivoluzionata e in certi casi anche il rispetto per se stessi. Mi fa male pensare che una ragazzina si prostituisca con una persona che potrebbe essere tranquillamente suo nonno per una ricarica telefonica o cose di questo genere.
        Certo, i genitori hanno una buona parte della responsabilità. Non sempre, credo. Ma molto spesso almeno per qualche verso, in qualche modo hanno mancato, hanno fallito. Triste. Specialmente se non se ne rendono conto.

        Commento di Maria | 28 Maggio 2013 | Rispondi

  7. […] spunto dalle riflessioni dell’amico blogger aquila per riflettere, a mia volta, su quello che sta succedendo nella vita di questi giovani ragazzi e, […]

    Pingback di I rischi della rete | semplicemente...io | 27 Maggio 2013 | Rispondi

  8. Mah, i ragazzini pretendono, i genitori corrono ad acquistare, quando fa…e a volte sono gli stessi genitori che spingono i figli verso un consumismo sfrenato. “Mio figlio deve avere più del figlio del vicino”, questo il loro orgoglio, magari in questo modo credono di starsi assicurando l’affetto del pargolo invece stanno solo creando piccoli mostri…a loro immagine e somiglianza…

    Commento di Luisa | 27 Maggio 2013 | Rispondi

    • Questo è vero.
      Viviamo in un’epoca in cui i bisogni non sono più reali, ma indotti.

      Commento di aquilanonvedente | 27 Maggio 2013 | Rispondi

  9. io ho due bambine di cui una di 9 anni. so per certo che una sua amichetta ha un profilo facebook aperto dalla madre falsificando l’età… io non ho parole…
    mi è successo di dare qualche festicciola a casa mia e tu non sai quanti genitori sono arrivati e hanno semplicemente scaricato il figlio davanti alla porta. e non perchè io li conoscessi….
    troppa superficialità!

    Commento di itacchiaspillo | 27 Maggio 2013 | Rispondi

  10. Ho “attentamente” letto tutti i commenti che mi precedono ( e non solo perchè li hanno scritti commentatori/commentatrici che stimo … ) e, io padre di due ragazze, mi trovo d’ accordo con tutti …. particolarmente con @Luisa quando scrive ” Gli adolescenti maschi e ora anche femmine scimmiottano i peggiori comportamenti degli adulti e la verità è che molti genitori non sono sufficientemente fermi del correggerli o forse non li correggono proprio”, e con @Giulio che, senza mezzi termini, aggiunge “Vedo troppe persone che non sono nemmeno in grado di gestire la loro vita, figuriamoci educare e crescere dei figli…” ! 😐
    A quel tuo @Zio, caro @Aquilanonvedente, che – mentre Annibale valicava le Alpi – dopo aver avuto conferma ( per averlo accertato coi propri occhi ) che suo figlio molestava i compagnucci, gli stirò le orecchie trascinandolo a casa e gli promise una ancor più severa punizione se avesse continuato a dar fastidio agli altri, a quel tuo @Zio ‘puro’, genitore “vero” non ancora inquinato dalle scempiaggini del noto educatore @benjamin spock, il papà del permissivismo totale 😯 e dalle futili, dolciastre fesserie che circolano oggi nel rapporto ‘genitori-figli’ ( ed il web, poi, specchio fedele di questa realtà che viviamo, ne ridonda …. con tutta una serie di “mamme come più mamme al mondo non si può” ), nè illuso che “suo” figlio fosse il migliore fra gli altri figli, un genietto insomma … bisognerebbe dare una medaglia d’ oro ! 🙂
    Come dici Tu, amico mio, è tempo ormai di iniziare subito a rivedere da capo, e meglio ancora a partire da “tabula rasa”, l’ educazione dei bambini/delle bambine, partendo dalle scuole infantili e non smettendo nemmeno durante l’ università, e da parte di chi abbia responsabilità di governo, in ogni punto del globo, di emanare leggi che regolino seriamente l’ uso dei mezzi informatici e, in particolare, quello di internet e similia, non già per impedirne l’ uso ( giacchè ogni tecnologia che ampli la conoscenza è utile e santa … ), bensì che far sì che quest’ uso “faccia crescere i giovanissimi” senza trasformarli in crudeli e irresponsabili frequentatori del più schifoso “Paese dei balocchi” che mente umana possa concepire, mentre chi li inventa e li gestisce passa per santo e continua ignominiosamente ad arricchirsi anche dopo morto .

    Commento di cavaliereerrante | 27 Maggio 2013 | Rispondi

    • Ho citato il caso di mio zio, perché mia madre me lo raccontava spesso.
      Quando vedeva il figlio tornare a casa con il grembiule strappato, oppure con un occhio nero, gli chiedeva cosa fosse successo e quello rispondeva che qualcun altro lo aveva provocato ed era finita a botte.
      Non so se qualche volta avesse mai creduto alle giustificazioni di mio cugino, ma dopo qualche volta si volle sincerare personalmente di come stavano le cose.
      Mio cugino rimase un tipo alquanto “agitato”, ma la sua azione valse comunque a mantenere il figlio entro certi limiti. A raddrizzarlo definitivamente ci pensò la moglie (perché accade sempre così: sono le donne c he “stendono” i mariti, in tutti i sensi…) 😉
      Da anni ormai mio cugino è un “agnellino”. Praticamente lobotomizzato come il protagonista di “Qualcuno volò sul nido del cuculo”… 😀

      Commento di aquilanonvedente | 27 Maggio 2013 | Rispondi

  11. Sono totalmente d’accordo. Ci pensavo anche io: fermo restando che i bulli vanno presi a calci in culo per tutte le mura urbiche insieme con i loro improvvidi genitori, ma com’è stato possibile che dei minorenni organizzassero un ‘orgia?

    Commento di Ibadeth | 27 Maggio 2013 | Rispondi

  12. Ai miei tempi i bulli venivano perlopiù evitati.
    Una mia collega ha un figlio di 18 anni che spesso fa feste in casa. La mia collega è sempre presente perché sono capitati i carabinieri inviati dai vicini per il rumore e trovare un adulto con cui parlare fa un effetto diverso e poi ha dovuto più volte fare assistenza a qualche ragazzo alticcio. Il figlio stesso le chiede di restare a disposizione. È una questione di educazione.

    Un bacio

    Commento di kylie | 27 Maggio 2013 | Rispondi

  13. E’ questione di educazione e di senso di responsabilità.
    Evidentemente la tua collega qualche buon insegnamento al figlio l’ha dato.

    Commento di aquilanonvedente | 27 Maggio 2013 | Rispondi

  14. Non posso leggere tutti i commenti perché, more solito, il tempo mi strangola, ma rispondo al post perché il problema del bullismo è un problema che, con la scuola media di mia figlia, ho toccato con mano.

    Non so negli altri casi, ma nel mio il problema era la latitanza delle istituzioni (scuola, insegnanti, preside), dei genitori dei bulli (spesso esempio di bullismo a loro volta), ma anche dei genitori di quelli non coinvolti come vittime dei bulli, i quali se ne strasbattevano con un’alzata di spalle, tanto il loro figlio nessuno lo toccava e loro non s’immischiavano.

    Ah, gli italiani, questo favoloso popolo che ha imparato ad annaspare nel letame, e anche a cibarsene se del caso, piuttosto che esporsi, immischiarsi, metterci la faccia!

    Fino a che non ci scappa il morto. Mi sembrano tanti Pierino, “Vai avanti tu che mi vien da ridere”: dopo che il morto c’è scappato, parole di circostanza, vili ed ipocrite, e poi di nuovo il silenzio. Fino alla prossima vittima.

    Commento di Diemme | 28 Maggio 2013 | Rispondi

  15. parole sante!!
    dalla prima all’all’ultima. E aggiungo che anche quando i ragazzini vogliono un profilo su Fb debbano essere i genitori ad aprirgli l’account, tenendo per sè la pwd e controllando il più spesso possibile cosa ci scrivono e con chi si scrivono.
    A volte basta un pò di attenzione e di sano buon senso, a volte non bastano, ma qui entrano in gioco altre dinamiche. 🙂

    Commento di Rory | 28 Maggio 2013 | Rispondi

  16. […] per fare un esempio, oggi leggevo da Aquila e da Pollu5vm della storia di Carolina, e ne avrei da dire, visto che il problema bullismo ho avuto […]

    Pingback di Di blog, di cose blogghiche e del resto | Diemme | 28 Maggio 2013 | Rispondi

  17. tanti troppi genitori per educare i figli scelgono la via più comoda: dire sempre di sì, perchè dire dei no costa fatica: provoca casini, comporta dei rischi, ti mette in crisi.

    Commento di silvia | 31 Maggio 2013 | Rispondi

  18. Non dimenticherò mai quante volte i genitori mi dicono che sono troppo severa per delle ragazzate. Quello che rispondo? Pensate se dall’altra parte delle prepotenze ci fosse vostro figlio… ma funziona in pochissimi casi. L’egocentrismo e la convinzione di essere figli e genitori della gallina bianca è la prerogativa di questa generazione di genitori e figli.

    Commento di Godot | 2 giugno 2013 | Rispondi

  19. @Aquila … ehm ! 😯
    Te cerca @Roesler Franz …. coi pennelli in mano ! :mrgreen:
    Ps. : hai ricevuto la mia e-mail ?

    Commento di cavaliereerrante | 3 giugno 2013 | Rispondi

  20. Concordo in tutto, è inammissibile poi, sentire ancora qualcuno dire: “Ehhh bhe sono ragazzi”. Inammissibile!

    Commento di annam11 | 12 giugno 2013 | Rispondi

  21. ho letto questo post quando lo hai scritto e non son riuscita a commentare.
    Oggi l’ho riletto e … mi risulta comunque difficile, perché anche io, come te, sono per la tolleranza zero nei confronti dei bulli, ma qui si va ben oltre.
    Fin dall’uscita delle prime notizie, questo caso mi ha profondamente colpita e più si arricchivano i dettagli, più si comprendevano le cause, più profondamente mi segnava.
    Sarà perché sono mamma di una ragazzina della stessa età…
    Però, la ragione per cui non riuscivo a commentare è che, diversamente da tutti i commentatori qui sopra, io non sono cosi perfetta e mia figlia nemmeno: a me (e, a dire il vero, a molte madri con cui mi confronto) risulta difficilissimo verificare se ci sono adulti che restano, chi sono, cosa facciano eccetera.
    Cosi come mia figlia non può (e nemmeno vuole) garantire per tutti i partecipanti.
    Quel che posso fare è impedire di partecipare se ho un sentore di inopportunità, ma la verità è che i problemi nascono quasi sempre là dove questo sentore non si ha.
    Faccio un esempio: i licei di Imola organizzano tutti gli anni 2 feste in discoteca, riservate ai ragazzi frequentanti i vari istituti. Però… però in realtà la discoteca in questione ha 3 sale e ne riservano solo 1; però in realtà l’entrata riservata è fino a mezzanotte e poi entrano anche altri, però, però, però….
    E’ vero che è pieno di buttafuori, è vero che la maggior parte dei genitori di minorenni (ma non tutti) era con me ad aspettare i figli a mezzanotte, è vero che nell’altra sala si balla il liscio, quindi è pieno di pensionati, però non ci sono controlli ulteriori e, in una discoteca con centinaia di ragazzi dai 14 ai 19 anni, il controllo è pressoché impossibile. Oltre al fatto che, a causa del caldo, i ragazzini spesso escono nel parcheggio per respirare.
    Quindi? Non le mandiamo? Le ragazze si sentirebbero diverse e diverse non sono. Sarebbe una punizione, dato che vanno tutti, pertanto, salvo essersi meritati davvero una punizione, non c’è genitore che impedisca ai figli di andare.
    Inoltre, mia figlia, come la maggior parte delle adolescenti che conosco, non accetterebbe mai un rifiuto basato su paure ipotetiche o sul mio desiderio di avere le generalità di tutti i buttafuori impiegati nella discoteca in questione.
    Ecco perché non riuscivo a commentare: perché non so se siano solo i miei e delle persone che conosco, questi limiti o se la verità è che sono generali ma non li si vogliono riconoscere, però per me è molto difficile potere controllare davvero tutto.

    Commento di Stell...inna | 1 luglio 2013 | Rispondi

  22. Per quanto riguarda FB: io ho aperto l’account a mia figlia quando è andata in seconda media. Stessa ragione della tua: lo avevano tutti. Tutte le notifiche a me, password a me, nessuna foto, eccetera.
    Fino all’anno scorso. Poi tutti avevano, da anni, la foto, quindi l’ha messa e, messa una, messe mille… e poi, poche settimane fa, cambio di password, perché mamma, ho quasi 15 anni e ho diritto alla mia privacy. Non sono servite le liti furibonde, i blocchi all’account… non ha cambiato posizione.
    Si tengono le dita incrociate e si controlla tutto il controllabile. Per il resto, si dà loro fiducia e si spera che sia ben riposta.

    Commento di Stell...inna | 1 luglio 2013 | Rispondi

    • Nemmeno io sono un genitore perfetto. Chi lo è (o crede di esserlo) forse sono proprio i peggiori…
      Io credo che i figli vadano dotati di tutti gli strumenti utili per “autogestirsi” e per “autocontrollarsi”.
      Poi ci sono gli strumenti a disposizione dei genitori.
      Certo, niente è perfetto, ma è un po’ come la storiella del chiudere la porta di casa a chiave: se la lascio aperta, entreranno tutti; se la chiudo a chiave, non posso escludere che qualcuno la forzi ugualmente, ma almeno avrò lasciato fuori il 99% delle persone e al restante 1% avrò quantomeno reso la vita difficile.
      Non ho ben capito l’esempio che hai fatto riguardo le feste scolastiche. In definitiva, la scuola che fa? Che vuol dire che “organizza” una festa? Che si limita ad affittare la sala? Che garantisce che entrino soltanto studenti? Che garantisce che non vi siano alcolici? Che garantisce un certo livello di sicurezza? Perché, se non fa queste cose, allora sono capace pure io di organizzare feste…

      Commento di aquilanonvedente | 2 luglio 2013 | Rispondi

  23. Infatti è la stessa obiezione che feci io alla prima festa, quella cui non la lasciai partecipare, unica ragazza in una classe di 25 studenti.
    La scuola si limita ad affittare la pista, garantisce (ma metterei molti punti interrogativi) che fino ad una certa ora non ci siano adulti e non servono alcolici ai minori. Dopo mezzanotte non garantisce piu nulla.
    L’esempio l’ho fatto per dire che non è molto facile impedire al proprio figlio o figlia di partecipare a questa festa che è, comunque, rischiosa.
    Si può, ovviamente: si dice “stai a casa” e basta. Però non sono dell’idea che questo argini effettivamente tutti i pericoli e non generi una spirale avversa. Quindi, alla fine, si lasciano andare: li si accompagna, li si va a prendere, ci si premura che siano in gruppo…di più non si può fare e, a ben guardare, è proprio poco.
    Quindi, mi domando: se Carolina avesse partecipato ad una festa simile? certo, a casa di qualcuno, ma dove c’era tutta la classe, o la scuola, o gli amici, i genitori sono responsabili per averla lasciata andare?
    Certo loro si sentiranno tali, si roderanno nel senso di colpa, ma sinceramente, li si può considerare colpevoli per averla lasciata andare?
    Magari, come me, come altri, pensano di fare bene a non rinchiuderla sempre, magari era un’occasione speciale… chissà.
    Non so, è che mia figlia mi accusa di essere la più tremenda e restrittiva mamma tra tutte quelle che conosciamo: le sue amiche escono di più, sono meno controllate, hanno meno regole, sono e si sentono molto più libere, rispetto a lei.
    Eppure, la festa, l’uscita, prima o poi, per forza di cose, si lasciano fare. Non son certa che questo ci renda superficiali o poco attenti.
    O forse si…

    Commento di Stell...inna | 2 luglio 2013 | Rispondi

  24. Forse il primo problema dei giovani sono… gli adulti (senza “forse”).
    Nell’esempio che hai fatto tu, credo che la cosa migliore sia prendere uno per uno i componenti di quell’organismo scolastico che organizza queste feste e metterli di fronte alle loro responsabilità (non se ne ricaverà nulla, ma tanto vale…).
    Il caso di una festa organizzata in privato, in una casa, mi sembra diverso. Uno o più adulti che se ne assumano la responsabilità sono necessari.
    Poi probabilmente gli adolescenti si muovono anche in base a quello che “respirano” attorno a loro. Al clima familiare; alle abitudini degli amici e delle loro famiglie; al loro vissuto, ecc.
    Mi ha colpito leggere i risultati di un’indagine condotta alcuni anni fa e citata in un testo di psicologia (ora non ho con me i riferimenti esatti) secondo la quale le adolescenti interrogate, nella stragrande maggioranza avevano confessato ottimi rapporti con i genitori (forse proprio con la madre in specifico, ma ora non ricordo bene). Il risultato veniva citato nell’ambito di un ragionamento più articolato, teso a sfatare il “mito” dei contrasti pesanti e continui degli adolescenti con i genitori.
    n ogni caso… in bocca al lupo! 😉

    Commento di aquilanonvedente | 2 luglio 2013 | Rispondi

    • 🙂 crepi. Io tanto non cambierò molto: resterò severissima e rigida, perché sono troppo ansiosa.
      Parlando delle feste private: la mamma di una sua amica ha anche una figlia più grande e mi raccontava di feste in cui la figlia arrivava storta a casa, da quanto beveva, o altre in cui dovevano recuperare 5/6 ragazzi perché non si reggevano. Le feste erano sempre in casa, ma sempre quando i genitori non c’erano. Ecco, lei lo diceva come fosse normale e cercava di spiegarmi che sono passaggi obbligati, mentre io insistevo sul proibire a mia figlia di andare.
      La tua e’ ancora piccola, ma ha anche te. La mia ha solo me, quindi le battaglie si fanno in solitaria. Però tra 4 anni, mi farai sapere come va.

      Commento di Stell...inna | 2 luglio 2013 | Rispondi


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