Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Fai bei sogni

Fai bei sogni_Non è per fare lo schizzinoso, ma onestamente mi aspettavo qualcosa in più da questo libro.

L’ho inseguito per qualche settimana in biblioteca, prenotandomi per la lettura, e venerdì pomeriggio mi hanno avvertito che era disponibile.

Sembra che oggi per scrivere un libro di successo sia necessario inserirvi all’interno un mistero (se è un poliziesco, la cosa è naturale), adottare una scrittura sincopata e piena di metafore (nello stile di alcuni racconti di Ammaniti) e, se poi il libro lo si vuole pubblicare, affibbiargli un autore conosciuto, da qualsiasi categoria professionale provenga.

Il merito maggiore di questo libro sta nel fatto che racconta una storia vera. La prima parte (grosso modo le prime 100-120 pagine sulle 200 totali) scorrono via abbastanza velocemente. Il ritmo è fluido, privo di fronzoli e con una giusta dose di ironia. Una scrittura molto “giornalistica”, insomma. Quando l’autore inizia a raccontare la storia del protagonista adulto, il ritmo cambia, quasi come se avesse iniziato a scrivere una persona diversa. La storia poi riprende fiato nel finale, anche perché viene svelato il mistero della morte della madre.

Più volte mi sono trovato a pensare che una storia così, in mano alla Austen sarebbe forse diventata un capolavoro mondiale. Così, è diventata soltanto un buon affare per l’autore e l’editore.

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11 maggio 2013 - Posted by | Libri |

25 commenti »

  1. 😯

    Commento di cavaliereerrante | 11 maggio 2013 | Rispondi

    • 🙄

      Commento di aquilanonvedente | 12 maggio 2013 | Rispondi

      • Oh … mi fai “la mammoletta” ?!? 😯
        E ti fai ruotare gli occhi “nonvedenti” ( quanno te pare … un po’ alla “cijeco der compare” ) siccome farebbe una collegiale dell’ ottocento, cresciuta dalle suore carmelitane, ove le si chiedesse damblè di spogliarsi ‘nuda come l’ ha fatta mamma’ davanti ad una ciurmaglia di marinai appena sbarcata a terra dopo una navigazione durata un anno senza toccare mai porto alcuno ?!? 😯
        Il fatto è, amico mio nativo della Parapadania ( esiste, esiste … questa fantomatica regione, altrochè ! ), che da qualche mese ci proponi, senza nulla specificarci sulla clausola del “soddisfatti o rimborsati”, film da NON vedere, libri da NON leggere … e pure dischi e/o CD da NON ascoltare … e mi domando “perchè” ?!?
        Cheppoi, dove sta scritto che brillanti, onesti e bravi giornalisti ( e @Gramellini lo è … quante volte, anche qui, l’ abbiamo citato come Persona acuta, simpatica e raccomandabile, dotata inoltre di buon senso e mano leggera nello scrivere ??? ) diventino ‘tout court’ anche SCRITTORI … e cioè Artisti Letterari capaci, per naturale, enigmatica propensione, di suscitare nei lettori emozioni tanto intense quanto inaspettate ?!?
        Ch’ io sappia, nessun medico gliel’ ha ordinato, nè a lui nè ad altri/altre …. e quindi non posso che arguire che “è sempre una mera questione di far quattrini alla “come viene viene” … tanto chi legge mangia di tutto, e se si è poi “personaggio TV di trasmissioni che attirino …. beh “è grasso che cola” ! 😦
        In Italia e nel Mondo, ci sono moltissimi giornalisti onesti, che sanno scrivere ottimi reportage, precise biografie di personaggi illustri ( o autobiografie … ), o evidenziare aspetti intelligenti ( e spesso controcorrente …. ) del tran tran quotidiano, ma come sai bene, in Italia e nel Mondo, se ci soffermiamo negli ultimi trenta anni ,,, quanti Scrittori “veri” potresti citare, Tu che, al di là della tua naturale modestia e proverbiale timidezza, Scrittore vero lo sei realmente ???
        Penso, fondatamente, che ti basterebbero le dita di una sola mano … e dico tanto !!!
        Post Scriptum : Oggi, Piacenza ( la dolce, cara, indimenticabile Patria del “grana” e del gutturnio ), la città ricca di memoria in cui è nato, nelle sue vicinanze, un mio amico carissimo capace di volare come pochi, si è svolta – e si sta ancora svolgendo – LA GIORNATA DEGLI ALPINI D’ ITALIA, con cerimonie esaltanti, e festeggiamenti grati alla Memoria e, nel contempo, connessi alla realtà odierna, con l’ esposizione di tutte le attività che i nostri Alpini, in tempo di pace, svolgono sul territorio nazionale ( e non solo … ), come il volontariato in caso di calamità, la salvaguardia dei nostri parchi, e tantissime altre a vantaggio di una Italia unita dallo stesso sentimento !
        Ecco, questo ti avrebbe dato il destro per parlare di una Vero Scrittore, un Alpino umile quanto straordinario, un oscuro eroe di mille battaglie ( vere ) in territori al cui cospetto l’ inferno sarebbe una ‘sala da tè’, uno che dopo aver vissuto ‘a rischio della vita’ vicende alterne ed inaudite infamie, sapeva scrivere suscitando emozioni e lacrime, facendo vibrare l’ anima con le sue semplici, nude parole : sai bene che intendo citare @RIGONI-STERN, un grande … ma quanti e quante, che pure si arrabattono su scrittorucoli su cui invece sarebbe bene tacere, conoscono, per averli letti, i suoi straordinari, emozionanti, indimenticabili libri ???

        Commento di cavaliereerrante | 12 maggio 2013 | Rispondi

  2. Non sono d’accordo. Non del tutto per lo meno. Penso tu sia stato un po’ troppo duro con l’autore. Anche se sono perfettamente d’accordo sul fatto che il ritrmo cambia dopo la prima parte e anche che se lo avesse scritto la Austen sarebbe stato di certo un capolavoro. E questo un capolavoro di non lo è. Ma la Austen è la Austen. Su questo non ci piove.
    Per me è stato però un libro piacevole, e di questi tempi, con le schifezze che vengono pubblicate, è già qualcosa.

    Commento di Maria | 11 maggio 2013 | Rispondi

    • Forse mi aspettavo troppo e ho trovato meno di quel che speravo.
      Se avessi avuto pretese minime, probabilmente ne sarei uscito soddisfatto.
      E’ un po’ come per la cucina: se ti aspetti di pranzare con un panino con la mortadella, sei tutto contento quando ti ritrovi uno spaghetto al pomodoro. Se invece sei abituato alle lasagne, lo spaghetto, per quanto buono sia, ti lascia un po’ deluso…

      Commento di aquilanonvedente | 12 maggio 2013 | Rispondi

      • Devo ammettere che il paragone culinario mi lascia interdetta…
        Ok, cercherò di vederla da questo punto di vista.
        Sarà che io ho iniziato il libro senza alcuna aspettativa. Un regalo di natale da parte di una persona che sa niente di me e che quando fa un regalo guarda nei supermarket le classifiche dei libri più venduti, Non per niente mi sono beccata anche la Parodi (Benedetta).
        Invece ho trovato nel libro qualcosa di buono. Nel senso che ho passato delle ore piacevoli mente lo leggevo, Mi ha fatto riflettere su prospettive familiari che non avevo considerato. Non è un capolavoro. Ma io l’ho apprezzato.
        P.S.: aggiungo un posto a tavola per cena… Altro che spaghetto e altro che panino con la mortadella… Qui siamo in un’isola… Non sprechiamo niente e utlizziamo tutto al meglio.

        Commento di Maria | 12 maggio 2013 | Rispondi

  3. Il titolo è pessimo.

    Commento di Combray | 12 maggio 2013 | Rispondi

  4. Ti scrivo quel che già scrissi, su questo libro.
    Possiamo leggere questo libro partecipando al dolore di chi rimane vivo o, al contrario, immedesimandoci nella parte di chi muore; possiamo leggerlo, come fossimo (stati) anche noi bambini lasciati soli da una madre morta troppo presto, oppure rivestendo i panni scomodi e dolenti di lei e sopportare, al suo posto, il peso di una scelta terribile e dalle conseguenze devastanti. C’è una terza possibilità: possiamo leggere questo libro “da fuori”, senza immedesimazione alcuna, il che è plausibile, ma non auspicabile, perché la prosa è talmente scarna, senza orpelli e, a tratti, scolastica che l’intero lavoro ci risulterebbe noioso. Gramellini, infatti, si serve, per buona parte del romanzo, di periodi brevi, di una punteggiatura frequente, quasi fastidiosa, ma efficace, come se, per mettere in moto la macchina della memoria, si appuntasse su un quadernino frasi, flash, immagini appena affioranti per non dimenticarle più e infatti, non appena la matassa dei suoi ricordi si dipana e i suoi ricordi lasciano spazio alla consapevolezza di quel che è e che è diventato a causa di quel lutto, il periodare si fa più ampio e arioso, quasi l’autore si concedesse il lusso di elaborare pensieri suoi, pensieri ampi e articolati, e di vedere il suo passato attraverso una mente adulta e più complessa.

    Ma tu puoi non essere d’accordo con quel che penso io, perché come disse il Maestro Ranganathan, uno dei padri della biblioteconomia moderna: ad ogni lettore il suo libro, ad ogni libro il suo lettore, nel massimo rispetto delle esigenze e delle richieste di entrambi.
    saluti, Aquila.

    Commento di linda | 12 maggio 2013 | Rispondi

    • Perlomeno c’ho azzeccato sul fatto che il libro è “spaccato” in due.
      Secondo me il motivo è che il primo editor era assunto a tempo determinato, gli è terminato il contratto proprio a metà e al suo posto ne è arrivato un altro.
      P.S.: chi è che ha scritto che di ogni libro ne esistono tanti quanti sono coloro che lo leggono?

      Commento di aquilanonvedente | 12 maggio 2013 | Rispondi

  5. Io l’ho vissuto in modo molto personale. Lo ammetto.
    Ho “perso” mia madre da una paio di anni.
    Ma lei è ancora viva.
    Ma io mi sento terribilmente orfana,
    Ecco.
    Ognuno legge e interpreta anche a seconda della propria vita.

    Commento di Maria | 12 maggio 2013 | Rispondi

    • I libri “vivono” tante volte quante vengono letti. Ed è una vita sempre diversa.

      Commento di aquilanonvedente | 13 maggio 2013 | Rispondi

      • quanto sei profondo…:-)

        Commento di laromanticalettrice | 13 maggio 2013 | Rispondi

      • Vero. E’ proprio vero. Forse è uno degli aspetti più belli e affascinanti di un libro e dello scrivere e del leggere.

        Commento di Maria | 13 maggio 2013 | Rispondi

  6. Non mi sembra molto il mio genere…

    Commento di gmdb | 12 maggio 2013 | Rispondi

  7. Guarda un pò che coincidenza. Un mio folloooouer su twitter mi ha fortemente consigliato questo libro.
    Mi ha detto “lascia tutto e comincia a leggerlo perchè è fantastico”.
    Mò di chi mi fido?? 🙂

    Commento di laromanticalettrice | 13 maggio 2013 | Rispondi

  8. Finora quel libro non mi ha tentato.

    Bacio

    Commento di kylie | 13 maggio 2013 | Rispondi

    • Meglio una buona fetta di torta…

      Commento di aquilanonvedente | 13 maggio 2013 | Rispondi

      • Una fetta di torta … se è ‘ una torta alle mele’ e fatta poi con le tue manine solerti e come da “ricetta della nonna”, è sempre meglio ! 😀
        Ma … Piacenza, Piacenza la tua città ( o giù di lì ) e quel riversarsi fra le sue strade e piazze degli Alpini “nostri” come quando ci si consegni ad un amore improvvisamente scoppiato e condiviso …. e con quel loro “cantore” immortale, Alpino fra gli Alpini nei deserti e nei paradisi di questa terra, quell’ indimenticabile, grande Scrittore che fu @MARIO RIGONI STER …. talvolta “è meglio del meglio” !
        Un abbraccio a te, @Aquilanonrispondente … 😯
        E a bientot, o meglio alla prossima occasione, in cui la tua “nonvedenza” potrà sbizzarrirsi fra libri da NON leggere, canzoni da NON ascoltare, film da NON vedere … e chissà, magari con qualche “donna donna” … che, a mo’ di eccezione che confermi la regola”, sia invece, e soprattutto per te, amico mio, DA VEDERE ED AMARE !!! :mrgreen:

        Commento di cavaliereerrante | 14 maggio 2013 | Rispondi

  9. Ho letto il libro e posso dire che mi è piaciuto perchè racconta una storia vera, con sentimenti che più o meno tutti viviamo, ma che a volte non siamo capaci di esprimere…anzi li soffochiamo perchè disturbano, sia noi, che chi ci stà accanto. Non sono all’altezza di un giudizio sulla forma…purtroppo! Penso che avere…questo e quello…sia il massimo!
    Ciao!
    Nives

    Commento di nives1950 | 15 maggio 2013 | Rispondi

  10. nemmeno a me è piaciuto molto….

    p.s. …..a volte ritornano…..

    Commento di @lice | 16 maggio 2013 | Rispondi

  11. Meglio il mio, vero? 🙂

    Commento di sabby | 24 maggio 2013 | Rispondi


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